Il RUP come Project manager: il resoconto del seminario di Palermo

Si è tenuto a Palermo il 17 febbraio scorso presso la sede della casa editrice Flaccovio il seminario “Innovazione e Competitività nella gestione degli appalti pubblici”, all’interno del quale l’avv. Carmelo Giurdanella ha posto l'attenzione sul ruolo del Responsabile Unico del Procedimento quale Project Manager.

L’intervento ha trovato collocazione nella discussione sulla figura del Project Manager alla luce del nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs. 50/2016), ma sono state approfondite anche questioni pratiche di attualità, come il Green Public Procurement e la partecipazione a progetti europei.

L'avv. Giurdanella ha illustrato le funzioni del RUP alla luce delle disposizioni contenute in particolare all'art. 31 del D. Lgs. 50/2016 e  Linee guida ANAC n. 3 recanti «Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalti e concessioni», approvate dal Consiglio dell’Autorità con deliberazione n. 1096 del 26 ottobre 2016.

Come è stato sottolineato ampiamente nell'intervento, il legislatore delegato ha statuito nel Codice che sia proprio l'ANAC a dover definire una disciplina di maggiore dettaglio sui compiti specifici del RUP, nonché sugli ulteriori requisiti di professionalità, aspetto quest'ultimo che apre la porta a discussioni più o meno condivisibili sull'eccessiva centralità conferita all'ANAC nella previsione di una disciplina organica e compiuta del ruolo del RUP.

Nel corso della disamina della disciplina delle Linee Guida ANAC sono stati trattati inoltre i seguenti argomenti:

-  l'obbligo per le stazioni appaltanti di organizzare l'attività formativa specifca per tutti i dipendenti che hanno i requisiti di inquadramento idonei al conferimento dell'incarico di RUP;

- la previsione delle competenze richieste ai RUP e l'individuazione dei titoli di studio e del grado di esperienza che devono detenere obbligatoriamente a seconda della complessità degli interventi richiesti, parametrati anche alle soglie di valore degli appalti.

Il cuore della questione è stato individuato nella disposizione contenuta all'art. 38 del Codice, che statuisce che a prescindere dall'importo del contratto, il RUP deve possedere la qualifica di Project Manager, nell'ottica di dare rilievo alle competenze di pianificazione e gestione dello sviluppo di specifici progetti, anche attraverso il coordinamento di tutte le risorse a disposizione, degli interventi finalizzati ad assicurare l’unitarietà dell’intervento, il raggiungimento degli obiettivi nei tempi e nei costi previsti, la qualità della prestazione e il controllo dei rischi.

In particolare, sono stati altresì illustrati i compiti che deve svolgere un project manager per il successo del progetto, attraverso l'individuazione di due aree di competenze: a) un'area operativa, legata alle metodologie, agli strumenti e alle tecniche di lavoro per realizzare al meglio gli obiettivi del progetto; b) un'area relazionale, concernente le dinamiche interpersonali e di comunicazione.

Infine, si è dato risalto alla nuova norma UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) 11648 del 2016, la quale  definisce i requisiti relativi all'attività professionale del project manager, di equivalenti figure che gestiscono progetti o di altri ruoli organizzativi che svolgono funzioni equivalenti, e si pone come obiettivi il riconoscimento, da un lato, del ruolo e delle competenze del project manager in termini di capacità, conoscenze e abilità; dall'altro, la creazione di un linguaggio comune di carattere internazionale che il project manager possa utilizzare sia nel progetti di carattere nazionale che internazionale.

 

 



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