T.U. società partecipate: il parere del CdS

società partecipate

Il Consiglio di Stato, Comm. Speciale, con il parere n. 638 del 14 marzo 2017, si è espresso favorevolmente sullo schema di decreto legislativo concernente “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, recante testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”.

Si tratta del primo parere che viene reso su un “decreto correttivo” della legge Madia.

Il Consiglio di Stato ha ribadito l’utilità dell’intervento correttivo, vista la necessità di dare esecuzione alla sentenza n. 251 del 2016 della Corte costituzionale.

Si legge dal parere: “Nel novembre scorso la Consulta aveva dichiarato incostituzionale la legge Madia perché su alcuni decreti (come quello sulla società partecipate) non prevedeva l’ “intesa” con le Regioni, ma soltanto il loro “parere”. Il Consiglio di Stato, con parere n. 83 del 17 gennaio 2017, aveva indicato proprio la strada dei “decreti correttivi” per assicurare la prosecuzione del processo di riforma.

Il decreto correttivo in questione prevede, correttamente, che l’intesa delle Regioni possa sanare tutte le disposizioni già vigenti, con effetti retroattivi, sì da assicurare la certezza dei rapporti in corso. L’intesa dovrebbe essere discussa in Conferenza Unificata nei prossimi giorni, tenendo conto anche delle indicazioni fornite da Palazzo Spada sullo schema in questione.

Nel merito del provvedimento, il Consiglio di Stato afferma che il decreto correttivo non dovrebbe limitarsi ad attuare la sentenza della Corte costituzionale, ma anche introdurre tutte le modifiche necessarie per risolvere incertezze e per far funzionare, nella pratica, le norme originarie.

Il monitoraggio delle problematiche emerse dopo l’entrata in vigore della riforma risulta carente. Pertanto, il parere fornisce indicazioni non soltanto sulle norme del correttivo, ma anche sulle norme del testo unico che non vengono modificate dallo schema e che, invece, richiederebbero un intervento alla luce delle incertezze emerse nella prassi, o delle disfunzioni già segnalate dal parere sullo schema originario (n. 968 del 2016) e ancora attuali”.

Clicca qui per il testo del parere del Consiglio di Stato



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