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      Condividi su   Condividi su Twitter Twitter     Facebook     Linkedin     OkNotizie     iscriviti alla newsletter 08/09/2006
Decreto Bersani

La posizione di Romano Prodi sul DL 223/2006 (ora legge 248/2006)


Dalla Conferenza Stampa del Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi (Roma, 30 giugno 2006):

"Con il Ministro Bersani siamo riusciti a centrare un obiettivo complicato, ma essenziale: cambiare molti settori dell'economia in cui rendite di posizione o comportamenti ormai secolari, rendevano meno facile il ricambio con le nuove generazioni e intralciavano la competizione.
Sarà lui a spiegarvi, voce per voce, le novità e le soluzioni individuate. Posso solo dirvi che tocca davvero i punti più importanti che ancora non erano stati assoggettati ad un cambiamento in modo da renderli adatti allo sviluppo, alla promozione della concorrenza e, soprattutto, alla protezione dei consumatori.

I servizi professionali subiscono una vera e propria rivoluzione; arriva la tutela della concorrenza nel settore commerciale; vi sono disposizioni che riguardano la liberalizzazione e l'attività di produzione di pane; la distribuzione dei farmaci; la deroga al divieto del cumulo di licenze per il servizio di taxi; le misure urgenti in materia di passaggi di proprietà di beni immobili registrati (automobili, motociclette, ecc.); le clausole anticoncorrenziali in tema di responsabilità civile auto; il sistema informativo sui prezzi dei prodotti agroalimentari; le condizioni contrattuali per i conti correnti bancari; la soppressione di commissioni inutili e di disposizioni burocratiche che non ci sembravano produttive e altre norme che impedivano il lavoro dell'Autorità garante per la concorrenza".

Intervento del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, sul decreto per i cittadini-consumatori (5 luglio 2006):

"Il Governo è chiamato a decidere per il bene e nell’interesse della collettività. Questo è il suo dovere, questa è la sua missione. Se il Governo si fa condizionare dalle pretese o dalle proteste di questa o quella categoria non può perseguire la sua missione, una missione che riguarda l’interesse collettivo.

Il decreto sulle liberalizzazioni è uno dei provvedimenti di cui questo Paese ha bisogno.

Se vogliamo un Paese moderno, se, più semplicemente, vogliamo un Paese normale, bisogna che tutti, e dico davvero tutti, si assumano la responsabilità di fare significativi passi avanti per il rispetto dei diritti dei cittadini-consumatori.

Quei diritti che a parole ognuno invoca, ma che quando toccano interessi specifici provocano arroccamenti e resistenze.

Ciò non vuole dire che il Governo non sia disposto al dialogo e all’ascolto delle legittime preoccupazioni e che non sia pronto a chiarire tutti gli aspetti del suo operato con le categorie interessate. Ma non siamo in ogni caso disposti a recedere dalle politiche di risanamento e di rilancio della nostra economia, per timore delle proteste.

Siamo fermamente e serenamente convinti che le decisioni prese seguano la direzione giusta e portino benefici a tutti, anche alle categorie che da questi provvedimenti oggi si sentono, a torto, danneggiate.

La libertà di mercato, la concorrenza, come la libertà di opinione, sono il bene più prezioso che ci è stato donato dalle democrazie occidentali. Se vogliamo che il nostro Paese competa con il mondo e con il mondo si confronti a viso aperto è dalla difesa di questi valori culturali che dobbiamo partire".



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