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      Condividi su   Condividi su Twitter Twitter     Facebook     Linkedin     OkNotizie     iscriviti alla newsletter 04/10/2006
Le novita' per l'agricoltura nel disegno di

Legge Finanziaria 2007



L'agricoltura nella Legge Finanziaria 2007

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha diramato ieri un comunicato stampa per spiegare le principali novita' per l'agricoltura, contenute nel disegno di legge finanziaria per il 2007, appena approvato dal Governo. In particolare, il Ministro ha sottolineato che:

"Nel quadro degli obiettivi di sviluppo nazionale definiti dal DPEF 2007-2011, il DDL relativo alla Finanziaria 2007 pone il settore agricolo, agroalimentare e della pesca al centro dell’azione di governo per il risanamento e lo sviluppo del Paese. Un risanamento in grado di offrire un contributo importante al riequilibrio della finanza pubblica, ma che allo stesso tempo rappresenta una precondizione per supportare il percorso di crescita che lo stesso settore è in grado di esprimere nei prossimi anni.

Rigore, risanamento e sviluppo sono infatti strettamente collegati. Gli interventi di risanamento definiti per il settore agroalimentare sono basati su meccanismi che non determinano nuova fiscalità o incrementi dei prezzi: nessun aggravio per gli imprenditori del settore e nemmeno per i consumatori finali. Gli interventi puntano infatti a fare emergere situazioni di non corretta applicazione delle normative fiscali e a regolarizzare i comportamenti degli operatori economici. In particolare si tratta di interventi per l’aggiornamento del catasto: recupero dei fabbricati rurali e verifica dei requisiti di ruralità per le abitazioni, nonchè misure di semplificazione previdenziale e fiscale. Nel complesso, questi interventi assicurano un contributo strutturale di quasi 900 milioni di euro nel 2007, destinato a superare i 1.300 milioni di euro dal 2009. E’ inoltre da rimarcare che nei mesi scorsi, attraverso le misure antielusive relative alla compravendita dei terreni agricoli (calcolo tassazione sul valore reale e non sul valore catastale) e attraverso l’obbligo per le imprese agricole di presentazione della dichiarazione di regolarità contributiva (DURC) a partire dal 1 gennaio 2006, sono state assicurate importanti risorse in via permanente all’erario ed è stato fornito un contributo determinante per contrastare l’evasione contributiva ed il lavoro nero.

A fronte di questi risultati importanti sul lato delle entrate, il settore agroalimentare e della pesca si impegna ad offrire un contributo consistente agli obiettivi di crescita del Paese, ed in questo senso la stabilita’ fiscale e contributiva (Iva, Irpef) già definite nel DPEF (nonché la proroga della L. 30 per il settore della Pesca) sono precondizioni per lo sviluppo del settore.

Sul lato dello sviluppo si punta a raggiungere notevoli obiettivi strategici - duraturi e coerenti con le regole comunitarie - mettendo in campo un articolato impianto di interventi e norme:

- Rafforzando la capacità competitiva delle imprese: dallo sviluppo della forma societaria in agricoltura allo sviluppo della vendita diretta, dall’attivazione di un fondo per l’imprenditoria giovanile allo sviluppo della multifunzionalità agricola attraverso l’ampliamento delle possibilità per le amministrazioni pubbliche di affidare servizi alle imprese agricole. L'agricoltura, inoltre, partecipa alla politica di riduzione del cuneo fiscale, dove la riduzione IRAP derivante dai nuovi calcoli per la base imponibile tiene conto proprio della specificità del settore, parametrando il beneficio anche nei confronti dei lavoratori a tempo parziale di tipo verticale e di tipo misto (lavoratori agricoli “stabilizzati);

- Promuovendo lo sviluppo nei mercati internazionali: con un intervento specifico di credito d’imposta per gli investimenti diretti alle imprese che sviluppano marchi e produzioni italiane nei mercati esteri, con una premialità specifica per i consorzi di imprese e il prodotto agricolo di origine italiana;

- Supportando lo sviluppo delle filiere innovative a partire dalle modifiche alla legge 81 che permetteranno l’avvio della filiera nazionale dei biocarburanti (oltre alla nuova dotazione di risorse per la defiscalizzazione del bioetanolo per triennio 2008-2010), la promozione dell’autoconsumo degli oli vegetali a fini energetici, le biomasse, la chimica verde, ma anche mediante la riproposizione del credito d’imposta. In questo quadro si inserisce l’intervento, concertato con il Ministero dello sviluppo economico, per il sostegno di 5 progetti nazionali di innovazione industriale. Due di questi progetti (“Made in Italy” e “efficienza energetica”) coinvolgono direttamente le filiere agroalimentari food e no-food.

Inoltre, non meno importanti, sono le misure per lo sblocco degli interventi del Piano irriguo nazionale (fondo di rotazione per le opere pluriennali), le disposizioni in materia di controlli nel settore agroalimentare, nonché altri interventi per la semplificazione e trasparenza nella gestione delle politiche di settore.

A supporto di tali interventi e politiche si inserisce il rifinanziamento della L. 499 che permette al settore di disporre dello strumento autonomo di sostegno dello sviluppo. Strumento che permetterà, in coerenza agli obiettivi del DPEF, anche di sostenere tanto la concentrazione e le fusioni tra imprese, quanto lo sviluppo di strumenti di controllo e indirizzo quali il catasto vitivinicolo e ortofrutticolo.

Gli sforzi definiti nel DPEF e nella Finanziaria 2007 si collegano ad una piu’ complessiva opera di intervento del Mipaaf nel quadro di una forte razionalizzazione e rilancio di strumenti e risorse gia’ disponibili che danno corpo ad un articolato progetto di sviluppo dell’agricoltura e dell’agroalimentare nazionale.

In definitiva, il DDL Finanziaria 2007 consente di non incrementare il prelievo fiscale sul settore e, contemporaneamente, pone l’agroalimentare italiano sulla via dell’innovazione, della qualità e della competitività. Una strada sostenuta sì da risorse specifiche ma anche da una serie di norme e novità che danno all’impresa maggiori libertà e opportunità di operare nel mercato dei prodotti e dei servizi agroalimentari e rurali".

(Roma, 3 ottobre 2006)



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