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La recente produzione normativa nel settore dell’informatica ha segnato in modo ormai chiaro ed irreversibile il consolidarsi di un insieme articolato e complesso di disposizioni di diverso rango che, nel loro insieme, hanno assunto caratteri particolari e spiccate peculiarità, nonché una complessa articolazione interna.

L’ordinamento italiano si occupa dell’informatica sia a livello costituzionale - si veda l’articolo 117, comma secondo, lettera r) - che in numerose norme primarie, sia in regolamenti che in atti amministrativi generali, presentando, grazie a questa pluralità di fonti, una notevole varietà di contenuti.

Orbene, il consolidarsi di tale disciplina organica e peculiare ha da tempo fatto ritenere la nascita di un “diritto dell’informatica”; nessuno dubita più, ormai, dell’esistenza di questo nuovo ramo del diritto, che si affianca alla diversa branca, ormai consolidata, che si suole definire “informatica del diritto” o “informatica giuridica”.

Peraltro l’arricchimento quantitativo e qualitativo del nostro ordinamento, intervenuto soprattutto nell’ultimo triennio, induce ormai ad andare oltre e ad identificare le singole partizioni in cui si articola il diritto dell’informatica; ritengo che ormai si possa tranquillamente parlare di un diritto privato dell’informatica, di un diritto pubblico dell’informatica e di un diritto penale dell’informatica, come settori dell’ordinamento e della scienza giuridica dotati di propri principi generali e di una propria complessa articolazione interna.

Naturalmente ciascuna di queste partizioni ripropone principi propri della più generale branca giuridica a cui va ricondotta (diritto civile, pubblico e penale), applicati tuttavia alla realtà dell’informatica, rectius, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

In questo nuovo quadro, proprio il diritto pubblico dell’informatica appare il ramo più giovane, sia dal punto di vista ordinamentale che scientifico, ed anzi può essere considerato ancora un virgulto, all’inizio della sua crescita, ma proprio per questo meritevole di attenzione ed approfondimento.

Il “Codice dell’amministrazione digitale”, infatti, inizia adesso a porre l’utilizzo delle I.C.T. al centro della disciplina giuridica dell’azione amministrativa, tanto da divenire un parametro imprescindibile nella valutazione del buon andamento dell’azione medesima: proprio la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 16 maggio 2005 del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, ha costituito infatti quel definitivo salto di quantità e qualità che consente oggi di parlare del “diritto pubblico dell’informatica” come di un nuovo ramo del diritto ormai compiuto ed articolato.

Nel contesto del graduale sorgere e svilupparsi della nuova materia, la dottrina giuridica italiana ha dedicato al fenomeno un’attenzione crescente, ma forse ancora insufficiente.

è dunque ben opportuna l’opera scientifica e divulgativa svolta dagli autori del presente volume, gli avvocati Giurdanella e Guarnaccia, che da anni, sia direttamente, sia attraverso le iniziative del Centro studi di diritto amministrativo (Ce.S.D.A.) da loro voluto e coordinato, si occupano di questa materia. L’attenzione dedicata dagli autori ai temi in parola è da tempo puntuale ed acuta e la loro azione costituisce, certamente, uno dei riferimenti più interessanti nell’odierna dottrina scientifica italiana del diritto dell’informatica.

Il presente volume, brillante conferma della tempestività e dell’acutezza nell’impegno scientifico degli autori, si connota per la sua comprensibilità, pur nel rispetto del rigore scientifico ed interpretativo, e contribuisce cosě al consolidarsi dell’esistenza del “diritto pubblico dell’informatica” come ramo autonomo e peculiare dell’ordinamento.

A ciò si aggiunga, infine, che questo testo, valido punto di riferimento per le pubbliche amministrazioni che oggi devono necessariamente tenere il passo dell’innovazione tecnologica, diffonde in modo chiaro e comprensibile la conoscenza delle nuove norme anche fra i non giuristi, ed in particolare fra coloro che operano, sul piano tecnico, nel mondo della produzione di beni e servizi della tecnologia dell’informazione e della comunicazione e costituiscono, dunque, attori di quel mercato a cui la Pubblica Amministrazione si rivolge per acquisire le tecnologie di cui necessita.


Avv. Enrico De Giovanni

Capo Ufficio Legislativo
Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie