Un
autorevole storico della scienza russo, Alexandre Koyré,
riteneva che la rivoluzione scientifica e tecnologica che caratterizza
l'era moderna trovi le proprie radici nel passaggio dal “mondo
del pressappoco”, caratteristico di tutta l'antichità,
del medioevo e del rinascimento, all'”universo della precisione”,
che domina la nostra epoca.
Senz'altro il frutto più recente di questa rivoluzione è attualmente
costituito dalla tecnologia digitale: i computers ed internet rappresentano la
più grande sfida che l'uomo abbia mai lanciato ai propri limiti naturali.
Oggi le informazioni possono essere scambiate con una facilità senza precedenti;
l'utilizzo della tecnologia digitale consente di automatizzare procedure che
per decenni sono state eseguite con mezzi ormai superati: carta e penna.
Dinanzi ai progressi della tecnologia non può che suscitare perplessità l'arretratezza
in cui versa l'insieme delle regole che disciplinano le procedure concorsuali
ad evidenza pubblica e che dovrebbero consentire alla Pubblica Amministrazione
di conseguire gli obiettivi di efficacia, efficienza ed economicità cui è tenuta
per legge. Fino ad oggi, infatti, nel campo delle procedure di espletamento degli
appalti di beni, servizi e forniture, sono stati troppo timidi i tentativi di
utilizzo delle potenzialità delle tecnologie digitali, che, se applicate,
consentirebbero consistenti economie in termini di tempi e di costi.
Il ritardo è grave sol che si rifletta su questi due punti:
1) è necessario che l’amministratore pubblico si trasformi sempre
di piu’ in un manager la cui attivita’ va valutata non solo in termini
di regolarità in senso giuridico degli atti compiuti ma anche in termini
di utilità dei risultati in concreto raggiunti; cio’ puo’ avvenire
proprio consentendogli l’uso di tutte le nuove potenzialita’ offerte
dalle nuove tecnologie;
2) chi resta fuori dalla connessione globale, rimane tagliato fuori (sia in termini
di competitivita’ sia in termini reali) dalla maggior parte dei servizi
della new society e cio’ potra’ verificarsi anche per la P.A. che
non si adegua.
A supplire all'inerzia ed alle insufficienze del legislatore nazionale è intervenuto
adesso il legislatore comunitario che, con la direttiva 2004/18/CE, ha inteso
non solo realizzare l'unificazione e la semplificazione della normativa comunitaria
in materia di appalti, ma soprattutto promuovere l'uso degli strumenti informatici
sia in alternativa ai tradizionali mezzi di scambio di informazioni, sia come
elementi costitutivi di nuove procedure interamente elettroniche: le aste elettroniche
e i sistemi dinamici di acquisizione.
Dinanzi alle importanti innovazioni introdotte dalla direttiva ed in attesa del
suo recepimento nell'Ordinamento italiano, si rendeva necessario uno strumento
agile per orientarsi con facilità tra i principi della nuova disciplina
comunitaria inserendoli nel contesto della normativa nazionale vigente.
Questo libro, scritto dagli Autori con grande competenza e con l’ottica “giusta”,
intende rispondere proprio a questa esigenza: dopo un rapido richiamo ai principi
in materia di appalti quali si sono stratificati nella legislazione e nella giurisprudenza
comunitaria, il lettore verrà gradualmente introdotto nei nuovi scenari
che, grazie all'impiego della tecnologia, potrebbero aprirsi sempre che il legislatore
nazionale colga al balzo tutte le opportunità che la direttiva 2004/18/CE
ha inteso offrire agli Stati membri.
E’ giunto il momento in cui la Pubblica Amministrazione colga pienamente
i frutti della rivoluzione scientifica e tecnologica e si avventuri nell'”universo
della precisione” che caratterizza l'era moderna.
Francesco Brugaletta *
* Francesco
Brugaletta è magistrato del Tar Catania e Fondatore
e Direttore della Rivista Giuridica on-line “Diritto & Diritti”,
su Internet all’indirizzo www.diritto.it , nonché Autore
di “Internet per Giuristi”, Napoli 2003, e “Cercare
diritto in Internet”, Napoli 2004.