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Dopo una sperimentazione didattica di oltre dieci anni nella facoltà giuridica
dell'Università di Catania, giunge ora alla sua redazione definitiva il
Manuale destinato agli studenti dei corsi informatico-giuridici.
è pur vero che in questi ultimi anni la produzione di corsi destinati alla
didattica in questo settore ha assunto proporzioni fino a pochi anni fa del
tutto inimmaginabili; e ciò è senz'altro un fatto positivo, diretta conseguenza
della riforma degli studi giuridici e della consapevolezza, non solo a livello
di direttive ministeriali, ma anche di organi accademici, della necessità di un
approccio organico e sistematico, e non soltanto pratico, alle applicazioni
informatiche per il diritto.
Eppure mi sembra che ancora vi sia un notevole spazio da coprire, e ciò
per due ragioni almeno. La prima è l'osservazione che da tempo vado facendo
in varie sedi quando si discute di questi temi, che cioè basta guardarsi
attorno e dare una scorsa agli indici dei manuali oggi esistenti sul mercato
che nel titolo fanno riferimento all'informatica giuridica o a espressioni equivalenti,
per accorgersi di quanto poco sia definito, a tutt'oggi, lo statuto teorico
della disciplina: c'è chi si dilunga su nozioni di informatica di base, che
ritiene possano essere utili anche ai futuri giuristi, c'è chi invece privilegia
studi di logica giuridica, di epistemologia giuridica, di teoria della conoscenza
giuridica, che certamente troverebbero più adeguata collocazione in un
corso filosofico-giuridico, e chi per altro verso sviluppa pressocheacute; esclusivamente
nozioni e strategie di documentazione giuridica, che certamente fanno
parte a pieno titolo dell'informatica giuridica, ma non esauriscono certo tutti
gli ambiti di essa, anzi probabilmente non ne sono neppure la parte prevalente.
Per non parlare poi del fatto che non poche volte vengono confusi i contenuti
dell'informatica giuridica con quelli del diritto dell'informatica, che ha
tutt'altra matrice scientifica e che ha oggi anche una sua ben diversa collocazione
negli ordinamenti universitari. Credo in sostanza che basterebbe anche
solo questo dato di fatto per indurre a proporre quello che, secondo gli autori
di questo Manuale, deve essere il contenuto di un corso di informatica giuridica.
Non occorre dilungarvisi in questa sede: tutto il primo capitolo è dedicato
appunto a questo, e i capitoli successivi, raggruppati in quelle che a
nostro avviso ne sono le categorie più significative (l'informatica per la conoscenza del diritto, l'informatica per la produzione e la gestione del diritto,
l'informatica per la didattica del diritto), ne danno una visione completa e
coerente. |