CGUE: è ammissibile in via generale l’avvalimento di una pluralità di imprese ausiliarie?

C’è attesa per la pronuncia in via pregiudiziale della Corte di Giustizia dell’UE sulla causa proposta dal Tar Marche in ordine all’ammissibilità dell’avvalimento di una pluralità di imprese ausiliarie, possibilità di regola esclusa dall’attuale tenore dell’art. 49 comma 6 del Dlgs n. 163/2006, ma specificamente contemplata dalla direttiva n. 18/2004 in materia di appalti pubblici.

CGUE, anche le società semplici possono partecipare alle gare d’appalto

È illegittimo vietare a una società semplice di partecipare alle gare d’appalto esclusivamente a causa della sua forma giuridica. E’ il principio stabilito dalla Corte di Giustizia europea con ordinanza 4 ottobre 2012: “È ammesso a presentare un’offerta qualsiasi soggetto o ente che, considerati i requisiti indicati nel bando di gara, si reputi idoneo a garantire l’esecuzione di un appalto, in modo diretto oppure facendo ricorso al subappalto, indipendentemente dal suo status e dal fatto di essere attivo sul mercato in modo sistematico oppure soltanto occasionale”.

Requisiti moralità art. 38 Codice Contratti: l’ultima parola spetta alla CGUE

Con ordinanza n. 123 del 15 gennaio scorso, il Tar Milano ha rinviato in via pregiudiziale alla Corte di giustizia europea la questione relativa ai requisiti di moralità professionale per gli appalti, al centro di un forte contrasto fra i giudici amministrativi italiani. In particolare, si chiede se è possibile escludere dalla procedura di evidenza pubblica l’impresa che riesce a dimostrare che i suoi dirigenti non hanno riportato le condanne né subito i procedimenti di cui parla il codice contratti, anche se la dichiarazione prevista dal bando non risulta pervenuta, magari per un puro sbaglio.