Parte I

COM (97) 157

“Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”

15/04/97

[I parte] [1/2. Continua]

Indice

Sintesi I parte
Introduzione
1. La rivoluzione del commercio elettronico
Il commercio elettronico: la rivoluzione di Internet
I mercati della prossima generazione
Le opportunità per l’Europa
Il commercio elettronico: confronti sul piano internazionale
Sfruttare i punti di forza di cui dispone l’Europa
Necessità di un consenso globale

2. Garantire l’accesso al mercato globale: infrastrutture, tecnologia e servizi
Ottimizzare gli effetti della liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni
Ottimizzare i vantaggi della liberalizzazione dei mercati delle tecnologie dell’informazione
Eliminare i “colli di bottiglia” che ostacolano la capacità trasmissiva
Garantire l’interoperabilità in un contesto concorrenziale
Rendere disponibili servizi per il commercio elettronico di agevole impiego per l’utilizzatore: la R&S europea
Cooperazione industriale internazionale a livello di infrastrutture, di tecnologie e di servizi

[ II parte ]

Sintesi II parte
3. Creare un quadro regolatore favorevole
Creare fiducia
Garantire un accesso completo al mercato unico
Principi che stanno alla base di un quadro regolatore in materia di commercio elettronico
Le caratteristiche essenziali di un approccio regolatore
Un approccio regolatore che sviluppi appropriate politiche “orizzontali”
Operare in direzione di un quadro regolatore coerente su scala mondiale

4. Promuovere un contesto commerciale favorevole
A livello di consumatori: sensibilizzare e creare fiducia
A livello di imprese: sensibilizzare e incoraggiare l’adozione delle prassi ottimali
A livello di pubbliche amministrazioni: promuovere un settore pubblico dotato di maggiore iniziativa
Porre il commercio elettronico al servizio dei cittadini

Conclusioni

Questo documento é disponibile al seguente indirizzo su Internet:
http://www.cordis.lu/esprit/src/ecomcom.htm
oppure: http://www.ispo.cec.be/Ecommerce

SINTESI

La presente iniziativa europea è intesa a incoraggiare un vigoroso sviluppo del commercio elettronico in Europa. Il settore del commercio elettronico è soggetto ad una rapida evoluzione ed eserciterà un notevole impatto sulla competitività dell’Europa nei mercati mondiali. Basandosi sulle attività finora compiute dalla Commissione, il presente documento definisce un quadro coerente delle politiche per la futura azione comunitaria e mira a definire una posizione europea comune per conseguire più efficacemente un consenso globale in sede di negoziati internazionali.
I. La rivoluzione del commercio elettronico: sfide e opportunità
Il commercio elettronico, fin dagli inizi caratterizzato da una dimensione globale, comprende un’ampia gamma di attività, alcune esistenti da tempo, altre (numerose) di nuova creazione. Trainato dalla rivoluzione di Internet, il commercio elettronico è in enorme espansione e sta attraversando drastici cambiamenti. Sotto tale denominazione sono compresi il commercio elettronico indiretto (cioè l’ordinazione per via elettronica di beni materiali) e il commercio elettronico diretto (la distribuzione on-line di beni immateriali). Essendo un contesto in rapida evoluzione, il commercio elettronico sta dando origine ad un’ampia gamma di imprese, mercati e collettività commerciali innovativi, grazie alla creazione di nuove funzioni e di nuovi flussi di entrate.
Il commercio elettronico presenta enormi potenzialità per i consumatori e per le imprese in Europa, in particolare per le PMI. La sua rapida messa in opera costituisce un’urgente sfida per il settore commerciale e industriale, come pure per i governi d’Europa. Il commercio elettronico rende possibili scambi a basso costo tra regioni e frontiere nazionali. Per trarre i pieni vantaggi che esso offre, è necessario sviluppare una serie di canali di distribuzione e una rete transeuropea efficaci per la consegna fisica delle merci ordinate per via elettronica, che comprenda tra l’altro servizi postali moderni ed efficienti.
Stimolando la concorrenza nel mercato unico, il commercio elettronico sta già inducendo profondi cambiamenti strutturali. Sarà necessario disporre di nuove competenze per poter creare e conservare nuovi posti di lavoro in Europa. I principali concorrenti dell’Europa hanno già colto con decisione le potenzialità offerte dal commercio elettronico: gli Stati Uniti sono già in una posizione molto più avanzata rispetto all’Europa. Tuttavia, il commercio su Internet sta rapidamente guadagnando terreno in vari Stati membri dell’UE. A tale riguardo, l’Europa dispone di punti di forza specifici nel settore delle tecnologie, della creazione di contenuti e della diversità linguistica e culturale. Analogamente, l’impiego della moneta unica nel più grande mercato unico mondiale rappresenterà un potente incentivo all’adozione del commercio elettronico in Europa, mentre il commercio elettronico può contribuire all’accettabilità dell’euro.
Bisogna avviare con urgenza un dibattito politico tempestivo inteso a stimolare il commercio elettronico e ad evitare la frammentazione di tale promettente mercato.
II. Accesso al mercato globale: infrastrutture, tecnologie e servizi
Per lungo tempo, le elevate tariffe delle telecomunicazioni hanno costituito un grave ostacolo al commercio elettronico in Europa. Tuttavia, l’applicazione del pacchetto di misure di liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni sta già producendo una diminuzione dei prezzi e sistemi di determinazione dei prezzi più flessibili. L’adozione del commercio elettronico è molto più significativa nei mercati più concorrenziali. L’accordo dell’OMC sulle telecomunicazioni di base contribuirà direttamente all’emergere di un mercato globale del commercio elettronico. Analogamente, i recenti accordi internazionali intesi ad eliminare ostacoli tariffari (ITA) e non tariffari (MRA) dovranno rapidamente indurre una diminuzione del costo dei principali prodotti delle tecnologie dell’informazione, incoraggiare l’adozione del commercio elettronico e rafforzare la competitività europea. L’eliminazione dei “colli di bottiglia” che ostacolano la capacità disponibile e la fornitura di un’infrastruttura ad elevata larghezza di banda rappresentano un’altra sfida per l’Europa, sulla quale si misurano ora attivamente il settore privato e la Comunità.
Un altro potente incentivo consiste nel garantire l’interoperabilità in un ambiente concorrenziale. La Commissione sta attivamente promuovendo l’interoperabilità globale in settori chiave quali ad esempio la garanzia delle tecnologie e dei sistemi di pagamento, e sta conferendo particolare importanza al commercio elettronico nell’ambito di vari programmi di R&S, per garantire un’ampia disponibilità e la facilità d’uso delle tecnologie e dei sistemi chiave.
INTRODUZIONE

1. La presente iniziativa è intesa ad incoraggiare un vigoroso sviluppo del commercio elettronico in Europa. Nella comunicazione “Sfruttare tutto il potenziale dei servizi”, in cui si sottolinea l’importanza fondamentale del commercio elettronico, la Commissione si è impegnata a far sì che l’Europa diventi il centro propulsivo del commercio elettronico.
2. Questa comunicazione si fonda sulle attività finora svolte dalla Commissione in relazione alla società dell’informazione e in particolare sul Piano d’azione evolutivo. Essa fornisce un quadro di politiche coerenti per la futura azione della Commissione nel campo del commercio elettronico; si propone inoltre di sensibilizzare maggiormente tutti gli interessati, a tutti i livelli, e di stimolarne il dialogo reciproco.
3. L’espansione del commercio elettronico sarà trainata dal mercato. Grazie alla sua posizione, l’Europa può agevolmente profittare delle opportunità commerciali che via via si rendono disponibili su scala globale. Il completamento del mercato unico, l’evoluzione del know-how e delle competenze europee e l’introduzione dell’euro rappresentano altrettanti punti di forza dell’economia europea e delle imprese europee, grazie ai quali esse possono situarsi in prima fila nell’emergente mercato elettronico globale. La sfida consiste nel promuovere la diffusione del commercio elettronico come parte integrante delle prassi commerciali europee.
4. La presente iniziativa si basa sulle caratteristiche peculiari delle imprese europee e sull’eterogeneità del tessuto sociale e culturale europeo, per presentare un approccio europeo specifico e coerente all’evoluzione del commercio elettronico sul mercato globale. Gli elementi principali dell’iniziativa sono elencati qui di seguito.
? Promuovere la tecnologia e l’infrastruttura necessaria a garantire la competitività del settore europeo del commercio elettronico, e porre in atto strutture atte a consentire sistemi d’accesso efficienti agli utilizzatori esistenti e potenziali. Ciò sarà perseguito garantendo l’effettiva realizzazione di un mercato delle telecomunicazioni caratterizzato dalla piena concorrenza nonché riunendo e riorientando gli sforzi di R&S, così che l’elevato livello europeo di capacità scientifica e tecnologica possa essere più efficacemente tradotto in prodotti e servizi commercializzabili. Ciò sarà garantito anche incoraggiando un vasto consenso in merito alle norme e all’interoperabilità dei sistemi propri del commercio elettronico.

? Trarre profitto dal mercato unico, garantendo un quadro regolatore coerente per il commercio elettronico in Europa e nei più vasti mercati mondiali. Tale quadro deve stimolare la fiducia degli operatori commerciali nell’operare investimenti, e la fiducia dei consumatori nell’utilizzare il commercio elettronico, eliminando i restanti ostacoli di tipo giuridico e regolamentare e impedendo la creazione di nuovi.

? Promuovere un contesto di attività economiche favorevole al commercio elettronico, promuovendo competenze adeguate e sensibilizzando i consumatori e l’industria alle opportunità offerte dal commercio elettronico. Ciò verrà realizzato tramite progetti di formazione, informazione e dimostrazione, sfruttando le sinergie tra governo e industrie e facendo leva sui punti di forza specifici di cui l’Europa dispone in termini di tecnologie, mercati, diversità linguistica e culturale.

? Svolgere attività intese a promuovere un consenso globale partendo da una posizione europea comune, per garantire un’efficace partecipazione in sede di cooperazione e di negoziati internazionali attualmente in corso. L’Europa deve individuare i propri punti di forza e i propri interessi e sostenere posizioni appropriate nelle sedi e nei gruppi internazionali più adeguati a tale scopo.

La presente iniziativa predispone un quadro coerente in funzione di tali azioni tecnologiche, di regolamentazione e di supporto che sono complementari e intese ad agevolare lo sviluppo del mercato del commercio elettronico, sempre comunque tutelando adeguatamente gli obiettivi d’interesse pubblico. L’obiettivo politico della Commissione consiste nell’attuare con urgenza questo quadro coerente entro l’anno 2000.

CAPITOLO 1: LA RIVOLUZIONE DEL COMMERCIO ELETTRONICO
5. Il commercio elettronico consiste nello svolgimento di attività commerciali per via elettronica. Basato sull’elaborazione e la trasmissione di dati (tra cui testo, suoni e immagini video) per via elettronica, esso comprende attività disparate quali: commercializzazione di merci e servizi per via elettronica; distribuzione on-line di contenuti digitali; effettuazione per via elettronica di operazioni quali trasferimenti di fondi, compravendita di azioni, emissione di polizze di carico, vendite all’asta, progettazione e ingegneria in cooperazione; on-line sourcing; appalti pubblici per via elettronica, vendita diretta al consumatore e servizi post-vendita. Il commercio elettronico comprende prodotti (ad es., prodotti di consumo, apparecchiature specialistiche per il settore sanitario), servizi (ad es., servizi d’informazione, servizi giuridici e finanziari), attività di tipo tradizionale (ad es. l’assistenza sanitaria e l’istruzione) e di nuovo tipo (ad es., “centri commerciali virtuali”).

Il commercio elettronico: la rivoluzione di Internet
6 Il commercio elettronico non è un fenomeno nuovo: da molti anni le imprese si sono scambiate dati commerciali su varie reti di comunicazione. Ora però si è prodotta un’espansione accelerata accompagnata da cambiamenti radicali, trainati dalla crescita esponenziale di Internet. Il commercio elettronico, che fino a poco tempo fa si limitava ad un’attività tra imprese su reti chiuse di tipo “proprietario”, ora si sta rapidamente espandendo in una complessa rete di attività commerciali svolte su scala globale tra un crescente numero di partecipanti (imprese e privati, noti e ignoti) su reti aperte globali come ad es. Internet.

Tabella 1: Per il commercio elettronico di tipo convenzionale, la rete è un mezzo per convogliare dati; per il commercio elettronico su Internet, la rete è il mercato.

COMMERCIO ELETTRONICO DI TIPO CONVENZIONALE COMMERCIO ELETTRONICO SU INTERNET
unicamente tra imprese tra impresa e consumatore tra imprese tra impresa e pubblica amministrazione tra [utilizzatori
“circoli” chiusi, spesso specifici al settore mercato aperto, dimensione globale
ristretto numero di imprese partner numero illimitato di partner
reti chiuse di tipo “proprietario” reti aperte e non protette
partner noti e affidabili partner noti e ignoti
la sicurezza è parte integrante della progettazione della rete sono necessarie sicurezza e autenticazione
IL MERCATO È UN “CIRCOLO” LA RETE È IL MERCATO

7. Il commercio elettronico riguarda principalmente due tipi di attività: commercio elettronico indiretto (ordinazione per via elettronica di beni materiali, la cui consegna fisica è pur sempre effettuata tramite canali di tipo convenzionale, quali la posta o i corrieri commerciali) e commercio elettronico diretto (ordinazione, pagamento e consegna on-line di beni e servizi immateriali quali software informatico, materiali di intrattenimento o servizi informativi su scala globale). Tanto il commercio elettronico diretto, quanto il commercio elettronico indiretto offrono opportunità specifiche: spesso sono entrambi praticati dalla medesima società, che ad esempio vende software on-line ma anche in punti vendita di tipo tradizionale. Mentre però il commercio elettronico indiretto dipende da una serie di fattori esterni (quali l’efficienza del sistema dei trasporti), il commercio elettronico diretto, che consente transazioni elettroniche da punto a punto senza soluzione di continuità oltre i confini geografici, è in grado di sfruttare tutte le potenzialità dei mercati elettronici globali.

i mercati della prossima generazione

8. Ovviamente, il commercio elettronico non si limita a Internet. Esso comprende numerose applicazioni nella banda stretta (videotex), di radiodiffusione (televendita) come pure contesti off-line (vendita tramite cataloghi su CD-ROM) e reti d’impresa “proprietarie” (servizi bancari). Tuttavia Internet, che si avvale di protocolli affidabili e indipendenti dalla rete, sta rapidamente realizzando la fusione di svariate forme di commercio elettronico. Le reti d’impresa si trasformano in altrettante Intranet. Contemporaneamente, Internet sta dando origine a numerose forme ibride e innovative forme di commercio elettronico, che ad esempio combinano spot pubblicitari informativi della televisione digitale con meccanismi di riposta su Internet (per effettuare ordinazioni immediate), cataloghi su CD-ROM con connessioni Internet (per aggiornare contenuti o prezzi), e siti web commerciali con estensioni locali su CD-ROM (per dimostrazioni multimediali che richiedono molta capacità di memoria).

9. Quello del commercio elettronico è un mercato emergente. In tale contesto in rapida evoluzione e molto fluido, stiamo assistendo allo sviluppo di una vasta gamma di imprese, mercati e comunità commerciali virtuali di tipo innovativo. Le imprese hanno ora adottato come prassi quella di subappaltare su Internet funzioni quali la gestione delle ordinazioni e la spedizione a distributori specializzati in servizi di questo genere. Gli stessi distributori stanno “diventando virtuali”, in quanto subappaltano l’immagazzinamento fisico e la circolazione delle merci a specialisti di servizi logistici, quali ad es. i corrieri commerciali. Acquirenti, venditori e intermediari stanno creando mercati Internet specifici a svariati settori di attività, quali il settore immobiliare, quello dei ricambi per auto e quello dei materiali da costruzione. Analogamente, le industrie manifatturiere di dimensioni globali quali quella automobilistica, informatica e aerospaziale stanno attivamente integrando le proprie catene di fornitori tramite Internet.

10. Si assiste alla creazione di nuove funzioni. Intermediari virtuali di tipo innovativo forniscono servizi a valore aggiunto, come ad es. servizi di brokeraggio, di ricerca e di orientamento. La fusione di svariati cataloghi offre agli acquirenti “sportelli unificati” tramite cui è possibile scegliere i prodotti al prezzo più favorevole tra quelli offerti da vari commercianti specializzati. I “supersiti” di piccoli annunci costituiscono altrettanti punti d’accesso unificato ad innumerevoli altri siti contenenti informazioni pubblicitarie. I gateway patrocinati dai governi, come ad esempio il sito web Trade UK del Ministero del commercio e dell’industria del Regno Unito, predispongono un unico canale d’accesso ad un gran numero di imprese presenti su Internet. Gli operatori di rete, le banche e le imprese informatiche stanno traendo nuove entrate “ospitando” questo tipo di operazioni ? offrendo cioè “vetrine virtuali” e “centri commerciali virtuali’ chiavi in mano.
11. L’era della Web come piazza di scambi non monetari (o di entità simbolica) volge ormai al termine: si assiste alla comparsa di nuove forme di commercio tra privati, in quanto gli utilizzatori medesimi possono richiedere il pagamento di piccole somme di denaro in cambio dei contenuti che pubblicano sulla Web. Analogamente, coloro che pubblicano in rete a fini commerciali possono ora vendere informazioni sulla Web non in grandi quantità, ma a piccole dosi: una pagina, un articolo, una fotografia per volta. I ridottissimi importi richiesti in cambio di tali servizi producono nuovi flussi di reddito, ottimizzano l’impiego degli archivi e incoraggiano una vasta diffusione dei contenuti.

Le opportunità per l’Europa

12. Il commercio elettronico offre all’Europa enormi opportunità. Si valuta che le entrate del commercio elettronico su Internet a livello mondiale possano toccare nel 2000 i 200 miliardi di ECU. Questa crescita rivoluzionaria produrrà profondi cambiamenti strutturali. Settori quali il dettaglio e la distribuzione (con 20 milioni di occupati) e il turismo (6 milioni di occupati) dovranno adeguarsi per poter fruttare queste opportunità, espandendo le imprese esistenti e avviandone di nuove. Alcuni servizi esistenti saranno sostituiti da servizi di nuovo tipo e si migliorerà sensibilmente l’efficacia.

13. Pertanto, il commercio elettronico eserciterà un notevole impatto sulla struttura e sul funzionamento del mercato del lavoro. Sono necessarie ulteriori analisi per valutare tali cambiamenti. Già allo stadio attuale sembra che il nuovo potenziale di occupazione si concretizzerà soprattutto nei servizi basati sull’informazione e ad elevato valore. Sarà necessario realizzare azioni di formazione e di istruzione in funzione di tali nuove competenze. A fronte di una concorrenza intensa e di portata globale in un contesto digitale senza frontiere, dobbiamo garantire che tali nuovi posti di lavoro siano creati e mantenuti nell’ambito del mercato unico europeo.
14. In Europa, il commercio elettronico offre già notevoli incentivi per gli operatori già insediati e per quelli di nuova creazione. Le PMI godono di opportunità senza precedenti di accesso ai mercati mondiali, offerte da World Wide Web. Analogamente, vasti settori economici (come il settore della televendita in Europa) stanno attivamente integrando Internet nelle proprie strategie di marketing e di esecuzione delle ordinazioni. Il commercio elettronico permette una più efficace gestione delle transazioni e migliora l’efficienza commerciale, consente una più pronta capacità di risposta e una maggiore assunzione di responsabilità, nonché riduzioni dei costi. Riduce gli ostacoli all’ingresso sul mercato, amplia i mercati esistenti e crea settori commerciali interamente nuovi di prodotti immateriali basati sulle conoscenze: potenzialmente, si tratta di uno dei principali punti di forza dell’Europa.
15. Anche i consumatori potranno trarne notevoli vantaggi. Il commercio elettronico rivoluziona la relazione tra consumatore e fornitore. Il consumatore beneficia di una più vasta scelta, potendo confrontare e scegliere immediatamente tra una vasta gamma di offerte. Aumenta il numero di prodotti specializzati disponibili. È possibile praticare prezzi più ridotti, in quanto diminuiscono le spese generali e le spese “fisiche” e migliora l’efficienza. Una relazione personalizzata e interpersonale va a sostituire le convenzionali tecniche di marketing di massa e della grande distribuzione, consentendo servizi più rispondenti alle varie esigenze.
16. Per sua stessa natura, il commercio elettronico è transnazionale e incoraggia le ordinazioni e la distribuzione di merci e servizi oltre le frontiere. Esso agisce da stimolo diretto alla concorrenza nel mercato unico. A sua volta, il mercato unico offre al commercio elettronico la prospettiva di una massa critica di operatori commerciali e di clienti al di là delle frontiere nazionali. Il commercio elettronico offre inoltre alle regioni periferiche nuove opportunità di accesso ai principali mercati. Di conseguenza, esso rappresenta un fattore potenzialmente vitale ai fini della coesione e dell’integrazione in Europa.

Il commercio elettronico: confronti sul piano internazionale

17. Le opportunità offerte dal commercio elettronico sono state fin troppo spesso tempestivamente colte dai principali concorrenti dell’Europa. Negli Stati Uniti, Internet sta stimolando un’economia di base su Internet in piena espansione, che crea nuove imprese, nuovi flussi di reddito e, fatto ancor più importante, nuovi posti di lavoro. Settori economici tradizionali quali ad es. le agenzie di viaggi o le società di vendita tramite cataloghi stanno trasferendo on-line importanti segmenti delle proprie attività commerciali.

Tabella 2: Nuove imprese su Internet: iniziative e innovazioni.
? Negli Stati Uniti, il commercio su Internet si basa su una specifica forza strutturale: le microimprese innovative. Negli Stati Uniti si sono già create più di 250.000 “cyberimprese” che utilizzano in vari modi Internet per scopi commerciali. ? Negli Stati Uniti, due esempi che hanno riscosso particolare successo sono quello delle agenzie di viaggi e quello della vendita di fiori. Le agenzie di viaggio rappresentano ora più di metà del commercio elettronico. L’attuale leader del mercato, avviato nell’ottobre 1996, conta già 250.000 utilizzatori. Sulla Web esistono già circa mille distributori Internet di fiori, e il leader del mercato ha registrato nel 1996 vendite pari a 30 milioni di dollari.
? In Europa il settore della vendita diretta, che ha registrato nel 1995 entrate pari a 37 miliardi di ECU, sta massicciamente adottando il commercio su Internet. Ad esempio, una delle più grandi società europee di vendita per corrispondenza ha registrato nel 1996 vendite pari a 400 milioni di marchi tedeschi. Analogamente, la principale catena di supermercati dei Paesi Bassi offre un servizio innovativo di “teleacquisto su Internet”. ? Allo stesso modo, stanno emergendo in Europa nuove imprese in settori strategici quali gli strumenti e le tecnologie per il commercio elettronico. Tra i casi che hanno registrato successo si possono citare: il leader mondiale della tecnologia delle carte intelligenti; uno dei pionieri delle procedure di pagamento elettronico sicure e uno dei leader del mercato delle “vetrine virtuali” sicure su Internet.

18. Si tratta di un settore decisivo per la crescita e la competitività futura. Negli Stati Uniti il commercio su Internet, stimolato da alcuni grandi società, sta rafforzandosi anche grazie ad una fitta rete di microimprese. Alcune di queste microimprese di recente creazione, dotate delle dimensioni ideali per l’ambiente Internet e in grado di accedere ai mercati mondiali esattamente come le imprese multinazionali, hanno registrato impressionanti tassi di crescita e di redditività. A questo stadio, gli Stati Uniti sono già molto più avanzati rispetto all’Europa. Qualcosa di analogo sta accadendo nel settore strategico degli strumenti per il commercio elettronico, vale a dire dei prodotti e delle tecnologie che stanno alla base del futuro sviluppo del commercio elettronico. Analogamente, il Giappone e la regione Asia/Pacifico stanno rapidamente conquistando terreno. Sotto l’impulso dell’industria e dei governi, questi paesi registrano un’enorme crescita delle connessioni Internet e del commercio elettronico. Sulla base del tasso di crescita e degli investimenti attuali, si può prevedere che da qui al 2000 essi potranno rivaleggiare con l’Europa in termini di entrate derivanti dal commercio elettronico.
Sfruttare i punti di forza di cui dispone l’Europa
19. Recenti cifre indicano che in alcuni Stati membri il commercio via Internet ha raggiunto e spesso superato il livello raggiunto negli Stati uniti. La Finlandia e i Paesi Bassi sono attualmente tra i mercati on-line più dinamici a livello mondiale. In tale contesto estremamente concorrenziale, l’Europa può e deve sfruttare i punti di forza di cui dispone.
L’Europa dispone di una forte solida base tecnologica e infrastrutturale. Dispone di potenti operatori di telecomunicazione (già insediati e di nuova creazione) e di un’infrastruttura di base molto affidabile; le sue reti digitali avanzate sono state tempestivamente installate. Un altro notevole punto a favore è costituito dall’impegno a favore della normalizzazione, esemplificato dal successo registrato da norme stimolate dal settore industriale, come la norma GSM e la norma per la radiodiffusione digitale (DVB). Altrettanto vale per i progressi commerciali compiuti dall’Europa in tecnologie chiave per il commercio elettronico come ad esempio le carte intelligenti e gli “agenti intelligenti”. Un altro punto a favore dell’Europa è costituito dall’elaborazione dei contenuti: questi ultimi (software informatico, informazioni commerciali, programmi video di intrattenimento) rappresentano l’essenza stessa del commercio elettronico di beni immateriali. Le imprese europee, in particolare il settore dell’editoria e del multimedia, stanno impegnando ingenti risorse e i rispettivi know-how sui mercati mondiali dell’informazione elettronica. Analogamente, piccole e medie imprese altamente innovative stanno conquistando posizioni favorevoli su mercati specializzati quali quello della produzione multimediale e dell’adattamento dei contenuti multilingui ai vari contesti locali (“localizzazione”). L’Europa dispone inoltre di un settore della vendita al dettaglio competitivo, dotato di gamme di prodotti adeguati e di un’approfondita conoscenza dei vari gusti dei consumatori in tutto il continente: si tratta di un ennesimo punto di forza da sfruttare.
Inoltre, la capacità di praticare il commercio elettronico con una moneta unica, l’euro, nel più grande mercato unico del mondo conferirà alle imprese europee un notevole vantaggio concorrenziale. La trasparenza dei prezzi sul piano transfrontaliero ottenuta grazie all’euro stimolerà l’impiego del commercio elettronico e viceversa, quest’ultimo favorirà la transizione all’euro.
20. L’Europa deve sfruttare l’enorme potenza del processo imprenditoriale e della forza del mercato. Particolare importanza assume la capacità della Comunità e dei suoi Stati membri di orientare gli sviluppi: per poter riportare successo sull’attuale mercato competitivo del commercio elettronico globale, le nostre imprese debbono poter disporre di un contesto ottimale in cui operare.
Bisogna pertanto poter disporre di telecomunicazioni competitive, di norme e di soluzioni interoperabili e di una R&S ben mirata. Un fattore essenziale per il successo dell’Europa è un quadro regolatore valido e flessibile in grado di generare fiducia nelle imprese e nei consumatori, e di garantire un accesso completo e illimitato al mercato unico. Tale quadro regolatore costituirà di per sé un vantaggio competitivo di grande importanza. Bisogna anche adottare misure atte a migliorare l’ambiente commerciale: scambiarsi le prassi ottimali, agevolare l’accesso ai capitali di rischio e incoraggiare la formazione. Infine, è necessario trovare soluzioni globali. La Comunità deve essere tra i primi ad analizzare e ad offrire soluzioni a livello internazionale. I cambiamenti descritti e le azioni da intraprendere sono indicati nel prossimo capitolo. Si tratta di impegni ambiziosi, la cui realizzazione richiederà sforzi e una volontà politica adeguata. Ma se si conseguono tali obiettivi, l’Europa si troverà in posizione favorevole per diventare il centro propulsivo del commercio elettronico.
Esigenza di un consenso globale
21. Il commercio elettronico è di per sé un’attività su scala globale. Al più efficace accesso ai mercati mondiali si accompagna la sfida posta dalle altre regioni del globo. Viene ora portato avanti in numerose sedi un dialogo multilaterale che coinvolge governi e industria. Il settore privato ha svolto un ruolo pionieristico, ad esempio, nel processo che ha condotto alla conclusione di accordi globali che rappresentano altrettante pietre miliari, quali ad esempio l’accordo sulle tecnologie dell’informazione (Information Technology Agreement – ITA) e gli accordi relativi al reciproco riconoscimento in materia di conformità (Mutual Recognition Agreements – MRA). A seguito del positivo esito dei negoziati dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) sui servizi (1993) e sulle telecomunicazioni (1997), la Comunità si è impegnata, unitamente agli Stati membri, a liberalizzare la maggior parte delle attività di commercio elettronico. Ogni azione europea nel campo del commercio elettronico deve pertanto essere compatibile con tali impegni assunti in sede OMC.
Contemporaneamente, la Comunità continuerà a combattere gli ostacoli al commercio, per garantire alle imprese europee l’accesso alle infrastrutture e ai servizi negli altri paesi. Ciò sarà conseguito applicando gli accordi multilaterali stipulati dai partner dell’Unione europea in seno all’OMC. Molti problemi commerciali specifici al commercio elettronico dovranno essere inoltre affrontati a livello bilaterale, in particolare con gli Stati Uniti. In tale prospettiva, continueranno a svolgere un ruolo di primo piano iniziative quali la Nuova agenda transatlantica (New Trans-Atlantic Agenda), il dialogo relativo alla società dell’informazione (Information Society Dialogue) e il dialogo transatlantico sugli affari (Trans-Atlantic Business Dialogue).

22. Un problema sempre più preoccupante si pone a causa dell’emergere dei “ciber-reati”, quali il riciclaggio di danaro per via elettronica, il gioco d’azzardo clandestino per via elettronica, la pirateria informatica a fini dolosi e le violazioni dei diritti d’autore. La cooperazione internazionale ha già conseguito notevoli risultati in alcuni settori chiave, quali la lotta contro i reati a carattere transnazionale organizzati sulle nuove reti di comunicazione. A fronte di nuove tipologie di reato sulle reti globali, compiuti con l’ausilio di tecnologie complesse e dell’informatica (ogni anno raddoppia il numero di casi di pirateria informatica a fini dolosi che vengono individuati), i governi hanno risposto con fermezza.
In Europa (Europol), nonché nel più ampio contesto internazionale (P8), sono state istituite task force specializzate e si è rafforzata la cooperazione operativa transfrontaliera in settori chiave quali l'”individuazione” in tempo reale degli autori dei reati on-line e la “ricerca e acquisizione” delle prove digitali. Analogamente, ci si sforza di armonizzare le pene previste per i reati informatici e di evitare l’emergere di “paradisi” digitali. Un gruppo ad alto livello, istituto in seguito al Consiglio di Dublino, sta completando un piano d’azione inteso a combattere i “ciber-reati”. Si tratta di sforzi essenziali ai fini di rafforzare la fiducia nel commercio elettronico transnazionale.

CAPITOLO 2: GARANTIRE L’ACCESSO AL MERCATO GLOBALE: INFRASTRUTTURE, TECNOLOGIE E SERVIZI

L’adozione su larga scala del commercio elettronico richiede infrastrutture, tecnologie e servizi di telecomunicazioni efficaci, abbordabili e largamente disponibili. L’Europa deve far sì che il costo, la capacità, l’accesso, la scelta, la sicurezza e la facilità d’impiego per l’utente di tali sistemi siano equivalenti a quelli disponibili nelle altre regioni del globo.

Ottimizzare gli effetti della liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni

23. Un mercato europeo delle telecomunicazioni pienamente concorrenziale, realizzato grazie all’effettiva liberalizzazione delle telecomunicazioni, abbasserà le tariffe delle telecomunicazioni ed agirà da potente incentivo allo sviluppo del commercio elettronico in Europa. Attualmente, gli Stati membri stanno applicando un apparato legislativo completo atto a garantire la libera concorrenza in tutti i settori delle telecomunicazioni a partire dal 1° gennaio 1998. Promuovendo una più efficace concorrenza tra gli operatori già insediati e quelli di nuova creazione, la liberalizzazione delle telecomunicazioni sta già inducendo una riduzione dei prezzi delle telecomunicazioni e l’introduzione di piani tariffari più flessibili per le imprese e per gli utilizzatori privati on-line. Come risultato, l’impiego di Internet si sta intensificando in modo rilevante nei mercati più concorrenziali, e lo stesso vale per l’adozione del commercio elettronico.

24. Nel più vasto contesto internazionale, una tappa fondamentale è costituita dal recente accordo dell’OMC sulle telecomunicazioni di base: esso contribuisce in modo rilevante all’emergere di un mercato globale, in quanto sancisce l’impegno di sessantanove paesi in materia di accesso al mercato e di trattamento nazionale. Esso riguarda tutti i servizi di telecomunicazione, indipendentemente dai mezzi tecnologici impiegati per la distribuzione di tali servizi. La maggior parte dei paesi hanno inoltre sostanziato tale impegno con misure di regolamentazione. La Commissione opererà unitamente agli Stati membri dell’UE, nonché con i propri partner commerciali, per la piena e tempestiva messa in opera di tale accordo che entrerà in vigore il 1° gennaio 1998.

25. Perché le regioni periferiche possano conseguire un accesso completo ai mercati mondiali e superare l’isolamento regionale, è necessario ridurre le disparità regionali a livello di costi, qualità e accessibilità delle infrastrutture e dei servizi per il commercio elettronico. Il commercio elettronico costituisce un importante stimolo alla rivitalizzazione delle regioni e al rinnovamento e al sostegno dei servizi locali. Se si vuole che le PMI sfruttino pienamente le opportunità, esse debbono godere di un’ampia disponibilità di infrastrutture per il commercio elettronico a prezzi allettanti. In Europa permangono tuttavia notevoli disparità a livello regionale. Le sole forze di mercato non potranno forse colmare questi divari. La situazione dovrà essere attentamente analizzata nel contesto in evoluzione della società dell’informazione. La Commissione ha affrontato questo problema nella propria comunicazione su “La coesione e la società dell’informazione” e continuerà a far sì che il settore delle imprese sia consultato ai fini di reperire soluzioni efficaci.

Ottimizzare i vantaggi della liberalizzazione dei mercati delle tecnologie dell’informazione

26. I recenti accordi internazionali intesi ad eliminare gli ostacoli tariffari e non tariffari ai prodotti del settore delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni dovranno indurre una rapida diminuzione dei costi, in particolare per quanto concerne gli strumenti di base (elaboratori, software, interfunzionamento in rete e CD-ROM) e stimolare direttamente il decollo del commercio elettronico.

La dichiarazione ministeriale del dicembre 1996 relativa al commercio dei prodotti delle tecnologie dell’informazione prevede l’espansione del commercio mondiale delle tecnologie dell’informazione. Pertanto, il recente accordo sulle tecnologie dell’informazione (Information Technology Agreement -ITA), che riguarda più del 90% del commercio mondiale del prodotti delle tecnologie dell’informazione, prevede la graduale eliminazione delle tariffe su tali prodotti essenziali per il commercio elettronico da qui all’anno 2000.

Analogamente, gli accordi di reciproco riconoscimento della valutazione di conformità (Mutual Recognition Agreements of conformity assessment – MRA) contribuiranno in modo significativo all’eliminazione degli ostacoli non tariffari ai prodotti delle TI. Estendendo al contesto mondiale il principio del mercato unico relativo al reciproco riconoscimento, tali accordi garantiscono il riconoscimento delle procedure di certificazione effettuate nel paese esportatore, il che, a sua volta, dovrebbe produrre una sensibile riduzione dei costi. Accolti con favore dalle industrie europee delle TI e delle TIC, entrambi gli accordi rafforzeranno l’intero settore del commercio elettronico, recando vantaggi diretti alle imprese e ai consumatori europei. La Commissione opererà ai fini della piena applicazione di tali accordi e garantirà che siano rispettati gli impegni assunti dalle parti, in particolare quelli relativi al calendario definito per le tariffe.

Eliminare i “colli di bottiglia” che ostacolano la capacità trasmissiva

27. L’Europa deve prende provvedimenti atti a garantire la messa in opera di un’infrastruttura ad elevata larghezza di banda, perché i consumatori e le imprese traggano pieni vantaggi dagli sviluppi tecnologici in atto che, inevitabilmente, inducono crescenti esigenti di una maggiore capacità trasmissiva. In alcuni Stati membri, il settore privato sta già operando ai fini di eliminare i “colli di bottiglia” che ostacolano tale capacità. Gli operatori delle telecomunicazioni stanno già effettuando massicci investimenti nelle infrastrutture e nei servizi Internet.

La Commissione seguirà un approccio europeo coordinato per affrontare il problema dei “colli di bottiglia” sopracitati, grazie ai programmi di R&S dell’Unione europea nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni, comprese azioni nell’ambito del Quinto programma quadro e nell’ambito delle reti transeuropee. A tal fine, si dovrà creare una rete operativa ad alta velocità per i ricercatori, completata da sistemi che consentano di verificare le tecnologie e le applicazioni. La Commissione agevolerà inoltre l’attivo coinvolgimento dell’industria e degli organismi pubblici europei nell’adozione di decisioni a livello globale relative all’evoluzione di Internet. Contemporaneamente, per promuovere il rapido impiego dei nuovi servizi a larga banda, saranno sviluppate nuove iniziative a livello di istruzione e di formazione destinate alle PMI, alle scuole e alle autorità locali.

28. La futura competitività dell’industria europea dipende dallo sviluppo sostenibile di infrastrutture di informazione e di telecomunicazione ad elevate prestazioni. Un’azione immediata a favore di un tempestivo sviluppo ed implementazione di un’infrastruttura Internet avanzata e ad elevata capacità, basata su reti terrestri e satellitari riveste pertanto importanza essenziale.

Garantire l’interoperabilità in un contesto concorrenziale

29. Se dovesse proseguire l’attuale tendenza a sviluppare norme incompatibili, le imprese e i consumatori risulterebbero gravemente svantaggiati. C’è il rischio che gli utilizzatori restino “rinchiusi” nell’ambito di soluzioni specifiche. Analogamente, può essere difficile realizzare transazioni tra sistemi reciprocamente incompatibili. In assenza di interoperabilità sarà difficile raggiungere una massa critica. Per creare fiducia nella società dell’informazione è inoltre necessario disporre di tecnologie sicure. Tali tecnologie sono per la maggior parte già disponibili, ma restano da risolvere importanti problemi di interoperabilità tecnica o commerciale, sempre comunque garantendo la piena concorrenza. Per agevolare l’interoperabilità tra vari servizi di commercio elettronico, la Commissione avvierà nel giugno 1997 un’azione specifica relativa a progetti di normalizzazione per il commercio elettronico.

30. Sono emerse nuove forme di collaborazione industriale relative alla normalizzazione nel settore del commercio elettronico. Sono già in atto sforzi a livello industriali (come ad es. l’istituzione del Financial Services Technology Consortium e del consorzio World Wide Web) per garantire un’interoperabilità de facto nel contesto mondiale per un’ampia gamma di tecnologie essenziali per il commercio elettronico, quali i sistemi di pagamento elettronico. Analogamente, la Commissione incoraggia da qualche tempo il consenso tramite il “Protocollo d’intesa relativo all’accesso aperto al commercio elettronico per le PMI europee”. Il coinvolgimento dell’industria europea e degli utilizzatori europei nelle attività di normalizzazione e di specifica sarà agevolato dalla creazione di un sistema di laboratori aperti e flessibili a livello europeo, di preferenza nell’ambito degli enti europei di normalizzazione CEN, CENELEC ed ETSI, o in collaborazione con questi ultimi. Ciò consentirà ai partecipanti di prevedere e di reagire con prontezza ai rapidi sviluppi a livello mondiale. Saranno inoltre intraprese misure per affrontare con più efficacia le esigenze degli utilizzatori (in particolare le PMI) in materia di normalizzazione.

31. La Commissione presenterà una comunicazione relativa ad un’iniziativa di normalizzazione europea per il commercio elettronico. Tale comunicazione individuerà gli ostacoli tecnici che si frappongono all’adozione del commercio elettronico e proporrà misure concrete per eliminarli, con l’attivo coinvolgimento delle imprese europee. La Commissione sta inoltre esaminando proposte di regolamentazione atte a definire una procedura per individuare e selezionare le specifiche disponibili al pubblico a sostegno delle politiche comunitarie.

32. I vantaggi del commercio elettronico saranno acquisiti solo se si garantisce l’interoperabilità a livello globale. La Comunità europea e i suoi Stati membri hanno manifestato un forte impegno a favore delle norme internazionali e si aspettano che i loro principali partner commerciali facciano altrettanto.

Per promuovere ulteriormente la normalizzazione internazionale, la Commissione ospiterà nell’ottobre 1997 la conferenza mondiale in materia di normalizzazione, intitolata “Building the Global Information Society for the 21st Century”, che si concentrerà sull’interoperabilità e sulla normalizzazione per la società dell’informazione. Particolare importanza sarà attribuita al commercio elettronico.

Rendere disponibili servizi per il commercio elettronico di agevole impiego per l’utilizzatore: la R&S europea

33. Per agevolare l’impiego da parte dell’utilizzatore e creare opportunità di innovazione nel settore commerciale sono necessari ulteriori lavori basati su un forte impegno degli utilizzatori. L’obiettivo consiste nel fornire soluzioni semplici e di agevole impiego per l’utilizzatore, atte a gestire per via elettronica ciascuna fase della catena delle transazioni. Ciò agevolerà una diffusa adozione del commercio elettronico, specialmente da parte delle PMI, consentendo loro di avviarsi e di restare aggiornate grazie alle tecnologie del commercio elettronico. La Commissione contribuisce al superamento delle barriere di tipo tecnologico conferendo speciale importanza al commercio elettronico nei propri programmi di R&S pertinenti, e riunendo le attività collegate. La prima tappa è consistita nella pubblicazione di un invito a presentare proposte nel settore del commercio elettronico nell’ambito del programma ESPRIT (tecnologie dell’informazione). Si tratta di realizzare un insieme integrato di misure di ricerca, sviluppo tecnologico e avviamento, in modo da fornire un supporto completo al processo di innovazione commerciale. Si devono inoltre sfruttare le opportunità offerte dalla R&S relativamente ai problemi socioeconomici.

Il commercio elettronico compare come azione chiave nel programma “Creare una società dell’informazione di agevole impiego per l’utilizzatore”, proposto come parte del futuro quinto programma quadro. Gli sviluppi tecnologici e i progetti di promozione dell’adozione di tale sistema nell’ambito dei programmi di R&S dell’UE dovrebbero concentrarsi sull’offerta di una vasta gamma di elementi modulari interoperabili e compatibili per il commercio elettronico. Si potrebbe trattare, tra l’altro, di elementi modulari per servizi quali ad es. i pagamenti, la gestione dei diritti di proprietà intellettuale, ecc., per sostenere le varie tappe della catena delle transazioni. Gli elementi modulari potrebbero analogamente riguardare soluzioni integrate – ad esempio, per integrare la tecnologia delle carte intelligenti, le comunicazioni mobili e le apparecchiature informative. Essi dovrebbero impiegare, di preferenza, tecnologie che riducono al minimo l’esigenza di dati personali e che pertanto migliorano la protezione della vita privata dei consumatori (tecnologie che migliorano la riservatezza). Si deve inoltre garantire all’utilizzatore un agevole accesso alle informazioni (in particolare per affrontare il problema del sovraccarico di informazioni). Si dovrebbe fornire sostegno al multilinguismo, compresa la traduzione on-line. Inoltre, si dovrebbero impiegare nel modo più completo i sistemi multimediali e quelli basati sulle conoscenze, per semplificare l’interfaccia con l’utilizzatore e supportare più efficacemente gli utilizzatori che presentano caratteristiche differenti. Come indicato nel Piano d’azione per l’innovazione, si dovranno inoltre affrontare fattori differenti dalla R&S, per creare un contesto che favorisca nel modo più efficace lo sfruttamento delle innovazioni.

Cooperazione industriale internazionale a livello di infrastrutture, di tecnologie e di servizi

34. La cooperazione industriale e tecnologica internazionale deve affrontare la dimensione globale, in particolare in settori quali la sicurezza del commercio elettronico, i pagamenti elettronici internazionali, il supporto multilingue, ecc. La Commissione europea ha già intrapreso numerose azioni di cooperazione industriale internazionale. Alcuni progetti saranno avviati nel corso del 1997 come parte del “Piano d’azione di Praga”, che coinvolge i paesi dell’Europa centrale e orientale, e in cooperazione con i paesi terzi del Mediterraneo. In particolare, i progetti in questione aiutano i paesi dell’Europa centrale e orientale a prepararsi per l’adesione all’Unione europea. La cooperazione industriale internazionale in materia di commercio elettronico con i principali partner commerciali, quali gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, lo Spazio economico europeo, Israele e il Giappone costituisce parte del dialogo bilaterale e degli accordi “Scienza e tecnologia”. La Commissione potenzierà inoltre la cooperazione internazionale in atto nel settore del commercio elettronico promuovendo progetti pilota globali nel quadro della collaborazione del G7 “Mercato globale per le PMI”.

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