Corruzione negli appalti, l’UE boccia l’Italia

Nelle grandi opere pubbliche la corruzione costa il 40% del valore degli appalti. Lo afferma il rapporto sulla corruzione elaborato dalla Commissione Europea

Nelle grandi opere pubbliche la corruzione pesa per il 40% del valore degli appalti. È quanto si legge nel rapporto sulla corruzione elaborato e diffuso dalla Commissione Europea.

Secondo quanto riportato dalla Commissione, nel settore degli appalti pubblici, settore sempre più a rischio “corruzione”, c’è stato un ricorso alle procedure senza gara pari al 14%, contro il 6% di media dell’Unione Europea.

L’Ue individua come principale responsabile di questa grave anomalia la Civit, cioè la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, che avrebbe il compito di coordinare le politiche anticorruzione a livello nazionale. Per l’Ue, infatti, la Civit non avrebbe la capacità di svolgere il suo ruolo perché può contare solo su tre membri e su un organico di supporto di trenta persone frequentemente sostituite.

Il rapporto è critico anche nei confronti della Legge Anticorruzione 190/2012, colpevole, a parere della Commissione UE, di aver attribuito alla Civit compiti di ispezione molto scarsi e debolissimi poteri sanzionatori. Non solo. La Legge Anticorruzione avrebbe lasciato irrisolte alcune questioni, come il falso in bilancio, il riciclaggio e il voto di scambio, mentre le misure contro l’abuso d’ufficio sono frammentate.

 Consulta il rapporto integrale della Commissione Europea (disponibile solo in inglese)


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