Plenaria Consiglio di Stato: appello avverso dispositivo o sentenza? C’è autonomia. La sentenza

Tra l'appello avverso il dispositivo di sentenza e quello completo avverso la sentenza pubblicata, nel rito appalti, c'è un rapporto di piena autonomia, tale per cui sono da considerarsi appelli autonomi l’uno dall’altro

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, con sentenza 3 febbraio 2014 n. 8, ha sancito che tra l’appello avverso il dispositivo di sentenza ex art. 119 co. 6 C.p.A., e l’appello completo avverso la sentenza pubblicata o notificata, nel rito speciale appalti, c’è un rapporto di piena autonomia, tale per cui sono da considerarsi appelli autonomi l’uno dall’altro e non un unico appello costituito da una fattispecie a formazione progressiva.

Secondo l’organo di vertice della Giustizia Amministrativa, infatti, “ai sensi dell’art. 119, comma 6, c.p.a. il dispositivo è atto immediatamente impugnabile. L’impugnazione si atteggia come facoltativa ed è finalizzata ad ottenere in via cautelare la sospensione del dispositivo“.

L’art. 119 comma 6, c.p.a., non prefigura un tertium genus di tutela cautelare – oltre quella prevista dall’art. 62 c.p.a. nei confronti delle ordinanze cautelari e dall’art. 98 contro le sentenze del T.A.R. – ma, senza scissione dell’azione impugnatoria, in relazione alla specificità della materia per le quali è previsto il rito abbreviato, assicura l’anticipazione delle strumento cautelare in presenza della sola pubblicazione del dispositivo“, si legge nella sentenza.

Stante, inoltre, il rapporto di simmetria fra tutela cautelare e possibile esito del giudizio di merito, – proseguono i consiglieri di Stato –  la parte che abbia anticipato la tutela avverso il dispositivo della sentenza è onerata in prosieguo della compiuta deduzione dei motivi di appello, una volta perfezionatasi al pubblicazione della sentenza, onde non incorrere nella declaratoria di improcedibilità dell’impugnazione contro il dispositivo e nella perdita di efficacia di ogni misura cautelare eventualmente accordata“.

Qui il testo integrale della sentenza n. 3 febbraio 2014 n. 8 dell’Ad. Pl. Consiglio di Stato


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