TAR Catania. L’ARS approva un Ordine del Giorno. Il testo

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L'Assemblea Regionale Siciliana recepisce la mobilitazione dell'ANMA e di Amministrativisti.it

Di seguito, il testo integrale dell’Ordine del Giorno approvato ieri notte dall’Assemblea Regionale Siciliana, sulla ipotizzata soppressione del TAR Catania, contenuta nella bozza di decreto legge sulla Riforma PA.

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ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA – Palermo

Ordine del giorno del 18 giugno 2014

Premesso che

– nel corso della conferenza stampa del Presidente del Consiglio del 13 giugno 2014 è stato annunciato che, nell’emanando decreto legge recante “misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese”, sarà prevista l’abolizione (con effetto dal 1° ottobre del 2014) delle sezioni staccate dei Tribunali amministrativi regionali; in particolare, nel comunicato pubblicato nel sito ufficiale del Governo, a seguito del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014, si legge che: “Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente, Matteo Renzi, ha approvato misure urgenti per la semplificazione e per la crescita del Paese. Tra queste, le seguenti misure ….. A decorrere dal 1° ottobre 2014 sono soppresse le sezioni staccate di tribunale amministrativo regionale”;

ritenuto che

– la preannunciata abolizione è di dubbia costituzionalità; dispone infatti l’art. 125 Cost. che: “Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l’ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione”. La previsione della istituzione di sedi distaccate, ebbene, appare indispensabile con riferimento alle Regioni più popolose, al fine di rendere più accessibile e meno costoso a tutti i cittadini l’accesso alla giustizia e per consentire un più diffuso controllo sull’operato della P.A. e sui suoi possibili abusi.

– la soppressione delle sedi staccate, dunque, appare in contrasto con il disposto costituzionale, inoltre il legislatore, nel sopprimere in via generalizzata tutte le esistenti sezioni staccate e omettendo una valutazione caso per caso, avrebbe dovuto indicare, pena un insanabile vizio di irragionevolezza, le ragioni per le quali ha abolito tali sezioni, disattendendo la previsione costituzionale;

– la prevista abolizione non comporterà alcuna apprezzabile diminuzione della spesa pubblica, atteso che, da un lato, il personale rimarrà lo stesso e che, dall’altro, eventuali risparmi derivanti dalla disdetta delle locazioni dei locali delle sedi staccate saranno praticamente annullati dalla necessità di reperire nuovi locali presso i capoluoghi regionali (i cui canoni di locazione sono solitamente più elevati), per far spazio alle cancellerie unificate ed ai magistrati confluiti dalle sezioni staccate mentre comporterà un indubbio aggravio di spesa per i cittadini che chiedono giustizia;

ritenuto altresì che

la prevista soppressione si pone, inoltre, in rapporto di evidente contraddizione con numerose altre norme della Costituzione che tendono a promuovere il più ampio decentramento delle funzioni, anche giurisdizionali, e comporterà, altresì, un inevitabile rallentamento del funzionamento degli uffici interessati, un allungamento dei tempi dei processi e una situazione di caos che ricadrà su tutti gli utenti della giustizia amministrativa;

-non sembrano sussistere nella specie i presupposti di necessità ed urgenza che giustificano l’inserimento della disposizione in parola in un decreto-legge;

atteso che

– l’ANMA, Associazione Nazionale dei Magistrati Amministrativi, ha diramato un comunicato stampa nel quale ha definito “preoccupante” l’intervento del Governo sulle sezioni staccate dei TAR ed ha lamentato che ”manca una seria valutazione delle effettive ricadute in termini organizzativi, di risparmio di spesa, di funzionalità degli uffici giudiziari”.

l’Associazione Avvocati Amministrativisti per la Sicilia Orientale, ha chiamato a raccolta la Società civile, i Giudici, il personale amministrativo del TAR Catania, gli avvocati amministrativisti, le autorità politiche locali, regionali e nazionali, per discutere e ragionare insieme di questa che sembra essere una riforma assolutamente irragionevole, illogica, e contraria ad ogni principio di buon andamento ed efficienza dell’azione amministrativa.

IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

a rappresentare le suddette ragioni in sede di Conferenza Stato Regioni, al fine di impedire un grave pregiudizio al sistema di giustizia amministrativa siciliano, già gravemente oberato, il quale vanta oltre 120 anni di storia ed è regolato, anche per ciò che concerne la previsione di sedi staccate degli Organi di giustizia amministrativa di primo grado, dall’attuale Costituzione.

(17/06/2014)

FIRMATARI

FOTI, CIANCIO, MANGIACAVALLO, CANCELLERI, CAPPELLO, CIACCIO, FERRERI, LA ROCCA, PALMERI, SIRAGUSA, TRIZZINO, TANCREDI, ZAFARANA, ZITO, MUSUMECI, IOPPOLO


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