Precari scuola: quali speranze dalla Corte di Giustizia Europea

I precari nella scuola hanno accolto con entusiasmo le conclusioni dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia, Maciej Szpunar, inviate il 17 luglio scorso alla Corte di giustizia nelle cause riunite C 22/13, da C 61/13 a C 63/13 e C 418/13 . L’avvocato Generale ha rilevato che “una normativa nazionale, quale quella oggetto del procedimento principale, che, da una parte, autorizza il rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti vacanti d’insegnamento e di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario delle scuole pubbliche, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali per l’assunzione di personale di ruolo, senza che vi sia la benché minima certezza sulla data in cui tali procedure si concluderanno e, pertanto, senza definire criteri obiettivi e trasparenti che consentano di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda effettivamente ad un’esigenza reale e sia di natura tale da raggiungere l’obiettivo perseguito e necessario a tal fine, e, dall’altra, non prevede alcuna misura per prevenire e sanzionare il ricorso abusivo alla successione di contratti di lavoro a tempo determinato nel settore scolastico, non può essere considerata come giustificata da ragioni obiettive ai sensi della clausola 5, punto 1, lettera a), dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”.

Quindi, la normativa italiana, ad avviso dell’avvocato Generale non sarebbe in grado di combattere l’abuso della contrattazione a termine, la quale tra l’altro non appare giustificata da ragione obiettive.

Cresce dunque l’attesa per la sentenza della Corte di Giustizia Europea prevista per il mese di ottobre, e che potrebbe uniformasi alle conclusioni dell’avvocato generale. La sentenza potrebbe consentire ai giudici nazionali di disapplicare la normativa interna e procedere alla conversione dei contratti a tempo indeterminato.


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