Anac: obblighi anticorruzione anche per gli Ordini

Come abbiamo visto il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, con la determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015,  ha approvato l’Aggiornamento per il 2015 del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-2016, in vigore dalla data di pubblicazione sul sito.

Nella determinazione, l’Autorità chiarisce che l’obbligo del Piano Nazionale Anticorruzione si applica anche  agli enti di diritto pubblico non economici comunque denominati, istituiti, vigilati e controllati da una pubblica amministrazione, nazionale, regionale o locale, ivi compresi le agenzie fiscali, gli ordini professionali, le università statali. Tali enti dunque adottano ciascuno un proprio PTPC e un Programma per la trasparenza, integrati come indicato.

L’Anac, inoltre, nella determinazione chiarisce i requisiti che deve possedere il responsabile anticorruzione, che in base alla l. 190/2012 ciascuna amministrazione deve nominare (art. 1, co. 7).

Il Responsabile deve essere scelto, di norma, tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio. Questo criterio è volto ad assicurare che il Responsabile sia un dirigente stabile dell’amministrazione, con una adeguata conoscenza della sua organizzazione e del suo funzionamento, dotato della necessaria imparzialità ed autonomia valutativa e scelto, di norma, tra i dirigenti non assegnati ad uffici che svolgano attività di gestione e di amministrazione attiva. Inoltre,  considerata la posizione di indipendenza che deve essere assicurata al RPC non appare coerente con i requisiti di legge la nomina di un dirigente che provenga direttamente da uffici di diretta collaborazione con l’organo di indirizzo laddove esista un vincolo fiduciario.

Tuttavia, l’Autorità consente  la nomina di un dirigente esterno o di un dipendente con qualifica non dirigenziale, ma deve essere considerata come una assoluta eccezione, da motivare adeguatamente in base alla dimostrata assenza di soggetti aventi i requisiti previsti dalla legge.

Questa sembra essere l’alternativa possibile per gli Ordini professionali che non hanno nel proprio organico dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia.

 

 


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