Pubblico impiego: la Cassazione sul risarcimento del danno da perdita di chance

La Cassazione Civile, Sez. Lavoro, con la sentenza n. 11906 del 12 maggio 2017, si è pronunciata sulla posizione giuridica dei lavoratori nell’ambito della PA in caso di avviamento alla selezione degli iscritti alle liste di collocamento e a quelle di mobilità e sul risarcimento del danno da perdita di chance.

Al riguardo, la Suprema Corte ha tratto le seguenti conclusioni: “In caso di avviamento alla selezione degli iscritti alle liste di collocamento e a quelle di mobilità, ex art. 16 della legge n. 56 del 1987 e successive modificazioni l’assunzione da parte di ente pubblico non economico di lavoratori da inquadrare nei livelli retributivo-funzionali per i quali non è richiesto titolo di studio superiore a quello della scuola dell’obbligo è effettuata sulla base di selezioni cui gli iscritti nelle liste di collocamento e di mobilità sono avviati numericamente secondo l’ordine delle graduatorie risultante dalle liste medesime”.

Pertanto, i soggetti collocati in posizione utile in graduatoria possono vantare un diritto soggettivo all’avviamento a selezione e quindi all’assunzione, in quanto l’Amministrazione non possiede alcuna discrezionalità circa la valutazione dei relativi presupposti.

Da ciò consegue che il lavoratore può ottenere comunque il riconoscimento del risarcimento del danno da perdita di chance, la quale – come ravvisato dalla Cassazione – “consiste nella sussistenza di elevate probabilità, prossime alla certezza, di essere chiamati e quindi di ottenere l’assunzione”, sempre in presenza di un comportamento illegittimo della PA.

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