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Nuovi strumenti per lo studio professionale: il volume di Filodiritto editore

“Nuovi strumenti per lo studio professionale” è il volume edito da Filodiritto e scritto da Paola Baldin e Giovanna Raffaella Stumpo.

Il volume offre una ricca e dettagliata illustrazione dei presupposti applicativi della nuova norma internazionale e tecnica UNI EN ISO 9001, relativa al Sistema di Gestione per la Qualità e compie un’accurata disamina di altre norme della famiglia ISO per sistemi di gestione differenti da quelli usualmente conosciuti.

Il volume consta di un’introduzione e di ben quattordici capitoli. Da un punto di vista strutturale, ad una prima sezione (capitoli 1-4), incentrata sulla norma UNI EN ISO 9001:2015, se ne affianca un’altra, nella quale le autrici affrontano l’integrazione della stessa con altre norme e standard tecnici, in particolare con la gestione dei rischi, la sicurezza delle informazioni, il sistema di gestione ambientale, il sistema di gestione della salute e sicurezza del lavoro.

In particolare l’analisi compiuta sull’High Level Structure e sugli obiettivi che la stessa intende perseguire, rappresenta uno degli esempi tangibili di quella che vuole esser

Ecco, a tal proposito, un estratto dal volume: capitolo 1.4

“High Level Structure (HLS) significa che tutti gli standard relativi ai Sistemi di Gestione (organizzazione, sicurezza, ambiente, informazioni,  Business Continuity vedi infra al Capitolo 7), devono avere una struttura suddivisa in 10 punti principali e che in alcuni di essi vi sono dei contenuti che devono essere presenti in tutti gli standard; oltre a ciò, ciascuna norma potrà poi aggiungere alcuni requisiti specifici aggiuntivi, in funzione del proprio specifico campo di applicazione (es. requisiti specifici ambiente, requisiti specifici sicurezza etc.).
La HLS consentirà, quindi,  di ottenere la massima integrazione documentale e metodologica per l’Organizzazione  che vorrà scegliere di uniformarsi  a più standard.
La struttura per tutti gli standard di gestione seguendo la logica “HLS” sarà univocamente la seguente:
  1. Scopo e campo di applicazione;
  2. Riferimenti normativi;
  3. Termini e definizioni;
  4. Contesto dell’Organizzazione;
  5. Leadership;
  6. Pianificazione;
  7. Supporto;
  8. Attività operative;
  9. Valutazione delle prestazioni;
  10. Miglioramento.
Inoltre, sempre in un modo univoco, tutte le norme tecniche sui Sistemi di Gestione dovranno avere:
  • Risk-Based Thinking: cioè l’analisi di rischi-opportunità relativi alla propria organizzazione; questo è un approccio trasversale a tutti i requisiti delle norme ISO sui SG;
  • Contesto dell’Organizzazione: cioè la consapevolezza del proprio contesto interno ed esterno, dei bisogni e delle aspettative delle parti interessate, al fine di riuscire a enunciare in modo corretto e completo il campo di applicazione del proprio Sistema di Gestione e per studiare e anticipare i fattori critici (interni ed esterni) che possono influenzare maggiormente la capacità di raggiungere risultati desiderati;
  • Leadership: il Top Management deve dimostrare la propria leadership e il proprio impegno affinché la realizzazione del Sistema di Gestione sia inserito efficacemente nei processi di direzione strategica e nel business;
  • Pianificazione: processo fondamentale che permette all’Organizzazione non solo di capire le opportunità che il contesto di riferimento può dare, ma anche di riuscire ad analizzare i rischi connessi e quindi riuscire a prevenire possibili impatti negativi che possono compromettere il raggiungi- mento degli obiettivi perseguiti;
  • Informazione documentata: cioè i documenti relativi alla propria operatività che le Organizzazioni decidono di redigere e di mantenere al fine di rendere più facile e omogenea la gestione dei loro processi;

 

  • Gestione della conoscenza: il “know how” ossia il sapere (sostanziale e operativo) specifico dell’Organizzazione, assume particolare importanza perché ritenuto fondamentale al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Interessante la parte conclusiva dell’opera dedicata all’approfondimento di case histories.

Il volume si propone come guida per gli studi professionali e fornisce strumenti operativi utili per la costruzione di organizzazione e di un metodo efficienti per migliorare la qualità degli studi professionali, specie in un terreno dove appare molto evidente la richiesta dell’incremento di competitività e la ricerca di nuove competenze e profili professionali, specie per quel che riguarda gli aspetti organizzativi e strutturali nel lavoro.


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