Quote di partecipazione e quote di esecuzione e qualificazione nei raggruppamenti

Disciplina degli RTI dopo l’abrogazione del principio di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione delle prestazioni

Anche se è avvenuta l’abrogazione dell’art. 37, comma 13, del d.lgs. n. 163 del 2006, che stabiliva il principio di corrispondenza tra quote di partecipazione al raggruppamento e quote di esecuzione delle prestazioni, le imprese in RTI devono comunque essere qualificate per la percentuale di lavori da eseguire. (Cons. Stato, sez. IV, 13 giugno 2018, n. 3623)

Ed infatti, seppure non vige più il principio di necessaria corrispondenza, essendo la relativa disciplina rimessa alle disposizioni della lex specialis (Cons. Stato, Ad. plen., 28 agosto 2014, n. 27), permane la necessità che ciascuna impresa sia qualificata per la parte di prestazioni che si impegna ad eseguire (Cons. Stato, V, 22 agosto 2016, n. 3666), specie negli appalti di lavori, ove tale disciplina è prevista anche dall’art. 92, comma 2, del d.P.R. n. 207 del 2010.

La differenza e la continuità tra vecchio e nuovo codice in materia di quote di partecipazione e di esecuzione nei raggruppamenti. La regola dell’esecuzione in misura maggioritaria della mandataria

La disciplina delle quote all’interno dei raggruppamenti era stata meglio specificata nella sentenza Tar Napoli, 26 febbraio 2018, n. 1262.

In quest’ultima sentenza, che rimarca la continuità tra il vecchio e il nuovo codice, si nota che nel D.Lgs 50/2016 rimane l’assenza di vincoli di legge sulla corrispondenza, nell’ambito delle imprese associate, tra quote di partecipazione al raggruppamento, quote di prestazioni da eseguire e quote di requisiti posseduti e resta l’obbligo, sancito dal comma 4 dell’art. 48 del d. lgs. n. 50 del 2016, di indicare “le categorie di lavori o le parti del servizio o della fornitura che saranno eseguite dai singoli operatori economici riuniti o consorziati”, essendo devoluta alla stazione appaltante la determinazione, unitamente ai livelli minimi di capacità per i concorrenti, anche “le eventuali misure in cui gli stessi requisiti devono essere posseduti dai singoli concorrenti partecipanti” ai raggruppamenti.

Nel contempo è tuttavia imposto dalla legge (derivante dall’art. 275 del d.P.R. n. 207 del 2010), a prescindere quindi dalle disposizioni di gara, che comunque “la mandataria in ogni caso deve possedere i requisiti ed eseguire le prestazioni in misura maggioritaria”. Il vincolo normativo è congiuntamente riferito tanto alle prestazioni che ai requisiti.

La norma ha l’evidente scopo di garantire che l’impresa capogruppo sia il soggetto più qualificato e sia affidataria della parte preponderante dell’appalto.

In allegato la sentenza Cons. Stato, sez. IV, 13 giugno 2018, n. 3623


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