Il Governo: riformare gli appalti pubblici in accordo con ANAC

La riforma degli appalti pubblici tra le indiscrezioni della stampa e le dichiarazioni di Anac e Governo

Dopo le indiscrezioni giornalistiche pubblicate da Repubblica il 9 luglio, secondo la quale il nuovo governo Conte avrebbe intenzione di liberalizzare il settore degli appalti riducendo i poteri dell’ANAC (“Stop al Codice degli appalti, via libera a concessioni a privati e meno controlli“) arrivano le prime smentite da parte degli esponenti del Governo M5S-Lega.

In particolare il Ministro delle Infrastrutture Toninelli ha chiarito che non vi è alcun ridimensionamento dell’Anac in vista: anzi vi è piena sintonia con Cantone.

Di seguito il comunicato del Ministro Toninelli:

“Un governo del MoVimento 5 Stelle non abbasserà mai la guardia rispetto alla legalità e alla lotta contro la corruzione negli appalti. Certe ricostruzioni pseudo-giornalistiche sono totalmente campate in aria.

Stiamo lavorando fin dal primo giorno del nostro mandato in piena sintonia con Anac, come indirettamente confermano anche le parole di oggi del presidente Cantone, per rendere più rapidi gli affidamenti con norme più chiare e semplici. E’ risaputo, infatti, che la corruzione e il malaffare si annidano facilmente proprio nella complessità e nell’opacità. Dunque, snellire le procedure non è in contraddizione con la difesa della legalità, tutt’altro.

Non c’è alcun ritorno ai principi della Legge Obiettivo. Il tavolo di lavoro vede un coinvolgimento attivo e qualificato dell’Anticorruzione che sta fornendo un contributo prezioso allo scopo di rilanciare quegli investimenti infrastrutturali che possono davvero far ripartire l’economia del Paese.”

Poco prima, infatti, il Presidente dell’ANAC cantone aveva reso le seguenti dichiarazioni:

“Non so se l’idea è andare verso un meccanismo di privatizzazione. C’e’ una preoccupazione del governo – ho parlato a lungo con il premier Conte – sul fatto che il sistema degli appalti sia bloccato e c’e’ l’idea del ministro Tria di mettere in moto gli appalti. Sul modo io non credo che i nodi siano sciolti e spero la strada non sia quella indicata dalla stampa”.

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