CeSDA.it https://www.cesda.it Centro Studi di Diritto Amministrativo Thu, 06 Apr 2023 10:59:54 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.8.3 https://www.cesda.it/wp-content/uploads/2021/04/cropped-logo-cesda_1_Tavola-disegno_1-32x32.png CeSDA.it https://www.cesda.it 32 32 Seminario: Il nuovo codice degli appalti e dei contratti pubblici https://www.cesda.it/2023/04/seminario-il-nuovo-codice-degli-appalti-e-dei-contratti-pubblici/ Thu, 06 Apr 2023 10:56:55 +0000 https://www.cesda.it/?p=3744

Dal 1 Aprile 2023 è in vigore il nuovo Codice degli appalti e dei contratti pubblici.
CeSDA (Centro Studi di Diritto Amministrativo), come ente di formazione e ricerca, con la direzione scientifica dello studio legale Giurdanella & partners, propone una prima lezione sulle principali novità. Il seminario avrà l’obiettivo di formare chi vuole iniziare ad operare nel mercato degli appalti pubblici ed aggiornare chi già vi opera.

Per partecipare alla lezione è necessario iscriversi compilando il form al seguente link: https://www.cesda.it/iscrizione-webinar/
Il costo del seminario è di € 100,00.

Agli iscritti impossibilitati a partecipare e sarà comunque garantita la possibilità di seguire il seminario in maniera asincrona tramite l’invio, nei giorni successivi all’evento, di un link tramite il quale accedere alla registrazione della lezione.

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La nuova strategia di crescita dell’Unione Europea https://www.cesda.it/2021/03/la-nuova-strategia-di-crescita-dellunione-europea/ Fri, 12 Mar 2021 11:41:40 +0000 https://www.cesda.it/?p=3634 Il Green Deal europeo rappresenta la nuova “strategia di crescita”, che punta sulla trasformazione dell’economia dell’Unione Europea e mira a realizzare una piena ed effettiva transizione da un modello di economia lineare a un modello di economia circolare.
Ed invero, tale ultimo modello si fonda sulle nozioni di “riuso” e “riciclo”, due termini che stanno ad indicare rispettivamente la riutilizzazione dei beni che non hanno ancora perso le loro funzionalità intrinseche e la trasformazione di quelli che, viceversa, hanno già perso le funzionalità per cui erano stati pensati, essendo divenuti propriamente dei -rifiuti-.

Al centro di un’economia circolare, dunque, si collocano i concetti di ecosostenibilità, contrasto al degrado ambientale e lotta ai cambiamenti climatici.
“Turning an urgent challenge into a unique opportunity”1: questo è quanto si legge nella Comunicazione della Commissione europea dell’11 dicembre 2019 – n. 640, per mezzo della quale è stato illustrato il Green Deal per l’Unione Europea, presentato dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.


In questo senso, non v’è dubbio calzi a pennello l’espressione utilizzata dalla Commissione europea, poiché quella che appare come la più grande sfida nel panorama europeo attuale coincide con quella che si prospetta essere, a tutti gli effetti, “un’opportunità unica” per la nostra economia, anche in termini di competitività a livello mondiale. Com’è ovvio, tuttavia, non sarà sufficiente mettere nero su bianco delle proposte che si muovano in tale direzione, ma occorrerà attivarsi concretamente su più livelli, auspicando soprattutto che gli Stati membri si adoperino fattivamente, con impegno e consapevolezza, al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi principali che il Green Deal si prefigge.


Pilastro fondamentale del Green Deal europeo è inoltre il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050: in questo quadro l’Unione Europea proporrà delle misure legislative che, ad esempio, mirino a ridurre le emissioni di CO2, oppure regolino l’utilizzo delle energie rinnovabili.
Le azioni che saranno intraprese avranno tutte come obiettivo quello di promuovere politiche green, che si concretizzino in interventi in svariati ambiti.

A questo proposito, l’Allegato della Comunicazione sul Green Deal europeo2 include una vera e propria “Tabella di marcia”, formata da “azioni chiave” e da un “calendario indicativo”, a riprova della serietà delle intenzioni dell’Unione Europea, che punta a
raggiungere un primato assolutamente lodevole.
Al centro di questa strategia, pertanto, abbiamo l’uso di energia pulita, la già citata economia circolare, una politica agricola comune più verde – da attuare, ad esempio, con l’introduzione di misure legislative che incentivino la strategia di vendita “dal produttore al consumatore” –, la salvaguardia e la tutela della biodiversità, il raggiungimento di un tasso di inquinamento pari a zero: queste sono soltanto alcune delle principali mission dell’Unione Europea, annunciate a partire dal dicembre 2019 e contenute anche nei Programmi comunitari del nuovo Settennato europeo 2021-2027.

The European Green Deal: immagine contenuta nella Comunicazione della Commissione europea dell’11/12/2019, n. 640. La versione ufficiale in lingua inglese è consultabile in
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52019DC0640&qid=1614682926588.

E ancora, il Green Deal europeo punta a raggiungere due obiettivi fondamentali in materia ambientale entro il 2050: non generare emissioni nette di gas a effetto serra e dissociare la crescita economica complessiva dell’Unione Europea dall’utilizzo e dallo sfruttamento delle risorse. A ciò si affianca il processo di complessiva decarbonizzazione del sistema energetico (eliminazione del carbone e decarbonizzazione del gas), che sarà al centro delle politiche comunitarie fino al 2050, giacché rappresenta un presupposto fondamentale a garanzia dell’uso di fonti rinnovabili nonché del raggiungimento di ambiziosi risultati in materia climatica.


La transizione verso l’uso di un’energia pulita dovrà essere portata avanti dall’Unione Europea in sinergia con gli Stati membri, ma un ruolo di rilevanza tutt’altro che irrisoria avranno anche i singoli operatori economici.
Le misure legislative che saranno introdotte avranno ad oggetto la diminuzione del costo delle energie rinnovabili, la definizione di strumenti di sostegno agli Stati membri nonché ai singoli operatori economici, la diffusione di tecnologie innovative e infrastrutture
intelligenti, la trasformazione verde e digitale dell’industria, gli incentivi che favoriscano il riutilizzo dei beni in genere prima del loro riciclo nonché, specularmente, i disincentivi all’introduzione nel mercato di prodotti nocivi per l’ambiente, la riduzione dell’uso di
risorse plastiche, la riforma del mercato dell’edilizia e la valorizzazione dei rifiuti da costruzione e demolizione – cosiddetti rifiuti C&D –, e così via.
In altre parole, l’Unione Europea si prefigge di adottare delle normative che siano tutte preordinate al rispetto dell’ambiente, alla riduzione dell’inquinamento, all’introduzione di incentivi economici per una maggiore diffusione dell’intelligenza artificiale e per unamaggiore digitalizzazione e informatizzazione.


Nel corso del 2020 l’Unione Europea ha dovuto concentrarsi sull’emergenza sanitaria legata al Covid-19, ma gli obiettivi contenuti nel Green Deal faranno da guida per l’intera politica successiva e per tutte le riforme legislative future.
Basti pensare, a tal riguardo, al nuovo Settennato europeo 2021-2027, costellato di Programmi comunitari tutti improntanti a principi di ecosostenibilità, economia circolare, “inquinamento zero”, innovazione digitale e intelligenza artificiale: tutti principi che
mirano alla realizzazione di una transizione giusta e “pulita”, in un quadro di riforme notevolmente ambiziose.

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1. The European Green Deal, Communication from the Commission, European Commission, Brussels, 11/12/2019 – n.
640, in https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX%3A52019DC0640&qid=1614682926588.

2. Allegato della Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio Europeo, al Consiglio, al Comitato Economico e Sociale Europeo e al Comitato delle Regioni, Il Green Deal europeo: Tabella di marcia – Azioni chiave, in https://eur-lex.europa.eu/resource.html?uri=cellar:b828d165-1c22-11ea-8c1f-01aa75ed71a1.0006.02/DOC_2&format=PDF

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Webinar CeSDA: “Come cambia il codice degli appalti dopo il Decreto Semplificazione” https://www.cesda.it/2020/07/webinar-cesda-come-cambia-il-codice-degli-appalti-dopo-il-decreto-semplificazione/ Thu, 16 Jul 2020 16:18:59 +0000 https://www.cesda.it/?p=3499 Il Consiglio dei Ministri ha approvato da poco  il ‘Decreto Semplificazione’ che introduce misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale delle PP.AA.

Il testo costituirebbe un intervento organico volto a facilitare i procedimenti amministrativi, a eliminare e  velocizzare gli adempimenti burocratici e nonché a digitalizzare la pubblica amministrazione.

Ma come cambierà nella sostanza il Codice degli appalti alla luce di questo nuovo decreto???

Lo scopriremo con l’avv. Carmelo Giurdanella durante il webinar organizzato da CeSDA, con la direzione scientifica di Giurdanella&Partners,  che si terrà su Zoom il 30 luglio dalle 10.30 alle 11.30.

Per partecipare all’evento online basterà compilare l’apposito form.

Di seguito la locandina del webinar.

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Speaker’s corner DAE: la gara da 550 milioni di euro di Consip e le sorti del Cloud della P.A https://www.cesda.it/2020/07/speakers-corner-dae-la-gara-da-550-milioni-di-euro-di-consip-e-le-sorti-del-cloud-della-p-a/ Sun, 12 Jul 2020 20:07:52 +0000 https://www.cesda.it/?p=3470 Il processo simulato alla gara Consip per il Cloud della P.A è arrivato. Domani 13 luglio il grande giorno.
Cosa ne sarà di questa gara? L’esigenza della P.A saranno soddisfatte? Tutto sarà  messo in discussione.
Esperti e professionisti, da tutta Italia, parteciperanno e ciascuno svolgerà una “parte” ben precisa: chi assumerà le vesti dell’accusa, chi quelle della difesa, ci sarà l’ascolto dei testimoni ed infine il giudice emetterà la sentenza.
In ballo una gara da 550 milioni di Euro e le sorti del Cloud della P.A.
Che altro dir? “Ai posteri l’ardua sentenza”… Non mancate!
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Speaker’s Corner DAE: L’ACCUSA alla gara Consip https://www.cesda.it/2020/07/speakers-corner-dae-laccusa-alla-gara-consip/ Thu, 09 Jul 2020 16:42:44 +0000 https://www.cesda.it/?p=3394 Il tanto atteso “processo simulato” alla gara Consip sul Cloud della P.A è alle porte.

Per tale ragione, di seguito troverete l’atto d’accusa degli avvocati di Giurdanella&Partners.

  1. Caratteristiche e peculiarità della procedura di gara in oggetto

Con determina a contrarre del 18/12/2019, Consip S.p.A. bandiva una gara per l’affidamento di un Accordo Quadro per la fornitura di servizi informatici alle Pubbliche Amministrazioni (“Gara a procedura aperta per l’affidamento di un Accordo Quadro per la fornitura di servizi cloud IaaS e PaaS in un modello di erogazione pubblico nonché per la prestazione di servizi connessi, servizi professionali di supporto all’adozione del cloud, servizi professionali tecnici per le Pubbliche Amministrazioni”), con scadenza originaria il 2 marzo 2020, pubblicato sulla G.U.U.E. serie n. S-248 del 24/12/2019 e sulla G.U.R.I. n. 152 del 30/12/2019.

Tale bando di gara è suddiviso in 11 lotti per un valore complessivo di € 550.000.000,00: il maxi-lotto 1 dedicato alla “Fornitura Servizi Public cloud IaaS e PaaS” del valore di € 390.000.000,00, e i successivi lotti di diversi importi minori dedicati, invece, a servizi tecnologici di supporto al servizio Cloud.

La documentazione di gara ha subito delle modifiche contenenti proroghe della scadenza per le offerte, per cui oggi il termine ultimo è il 16 luglio 2020.

  1. Le criticità dell’effetto combinato del configuratore e dei criteri di valutazione del punteggio tecnico ed economico

Con specifico riferimento al Lotto 1, la procedura di gara a monte si presenta come multivendor, dovendo condurre, in linea teorica, alla stipula dell’Accordo Quadro con diversi aggiudicatari.

A loro volta tali aggiudicatari competeranno tra di loro nella procedura di gara a valle, sulla base dello specifico fabbisogno individuato dalle singole stazioni appaltanti e del c.d. Configuratore, che calcolerà il punteggio definitivo di ogni partecipante riproporzionandolo al punteggio massimo ottenibile per le categorie selezionate.

Tuttavia, applicando il meccanismo del Configuratore ed effettuando alcune semplici e realistiche simulazioni si ottiene l’evidenza di come, a prescindere dal fabbisogno espresso dalle Amministrazioni e dalle inevitabili minimali differenze economiche sui prezzi offerti, il configuratore assegnerà gli ordini quasi esclusivamente al primo Cloud Service Provider aggiudicatario.

Più specificamente il Capitolato d’Oneri, al punto 24 denominato “APPALTI SPECIFICI/ORDINI – LOTTO 1”, prevede che «Il configuratore sarà alimentato sia dai punteggi tecnici complessivi assegnati ad ogni aggiudicatario per tutte le categorie, sia dai prezzi delle singole voci di costo dei servizi così come offerti in gara per ciascun aggiudicatario».

Nel dettaglio, per il calcolo del punteggio tecnico, «per ogni Aggiudicatario, il configuratore sommerà il punteggio tecnico dell’ambito “Provider” di cui al paragrafo 16.1 del presente Capitolato d’Oneri “tabella dei criteri per il lotto 1” e i punteggi tecnici di tutte le ulteriori categorie su cui ricadono le specifiche del fabbisogno espresso dall’Amministrazione. La somma generata costituirà, per ogni Aggiudicatario, il punteggio tecnico totale non definitivo (PT) relativo allo specifico fabbisogno. Si precisa che il punteggio tecnico totale non definitivo sarà riproporzionato rapportandolo al punteggio totale risultante dalla scelta delle categorie operata dall’Amministrazione in base alle specifiche del proprio fabbisogno e moltiplicato per il punteggio tecnico totale disponibile di I fase. Si ottiene così il punteggio tecnico totale definitivo (PTdef)»

Tale metodo, tuttavia, è logicamente incompatibile con la previsione del bando circa la finalità di affidare il lotto 1 a più operatori economici perché, l’utilizzo del “configuratore” fa sì che, a qualsiasi condizione, anche in presenza di una minima differenza tra il punteggio tecnico totale di due diversi concorrenti, il risultato sarà quello di affidare quasi la totalità delle forniture del lotto al primo aggiudicatario, creando un notevole squilibrio rispetto alle posizioni degli altri.

Anche ipotizzando che il principio alla base del configuratore fosse quello di “premiare” in fase di affidamento le “eccellenze” di alcuni CSP, questo non avverrebbe comunque a causa del peso preponderante della categoria Provider (32 punti su 80 totali e formula che vede il punteggio provider come costante a prescindere dal fabbisogno), ed a causa della minimale capacità di differenziare i punteggi sulle altre categorie (pochi punti per categoria e criteri di assegnazione dei punti per lo più aggiudicabili da tutti i principali CSP); inoltre ciò comporterebbe una notevole diminuzione della possibilità per le PP.AA. di ottenere la fornitura dei servizi al miglior rapporto qualità-prezzo.

Infine, anche ipotizzando per assurdo che il configuratore risponda a criteri di assegnazione realmente multivendor, questo comporterebbe comunque una ulteriore incompatibilità tecnica dovuta alla totale incapacità del configuratore stesso di recepire i requisiti ed il contesto tecnologico dell’Amministrazione utilizzatrice. La stessa Amministrazione potrebbe, a fronte di più fabbisogni espressi nel tempo, ottenere la fornitura di servizi cloud “incompatibili” con il proprio contesto applicativo e tecnologico (esempio: a fronte della necessita di espandere il servizio “storage” utilizzato dal servizio “compute” presso un certo CSP A, l’Amministrazione potrebbe ottenere la fornitura di servizio “storage” da un CSP B inutilizzabile quindi dal servizio “compute” presso il CSP A).

Ciò è dovuto anche al fatto che la competizione effettiva è solamente sui punteggi tecnici, mentre quella sui punteggi economici è del tutto apparente. Infatti, a differenza degli altri lotti in cui punteggio economico è di 30 punti su 100, il punteggio economico massimo del lotto 1 è fissato a 20 punti su 100, rendendo in ogni caso ogni offerta a ribasso poco influente sul punteggio totale.

Inoltre le regole di gara, unitamente ai valori assunti come base d’asta (ben più alti di quelli di mercato per le stesse prestazioni), determineranno certamente un appianamento dei ribassi intorno al 50 per cento, determinando un appiattimento intorno ai 19 punti su 20.

Quindi la selezione di un unico provider non viene comunque compensata da prezzi inferiori a quelli di mercato, addivenendosi ad una situazione opposta di maggiore spesa per le Amministrazioni che adiranno all’Accordo Quadro.

A ciò si deve aggiungere la mancata previsione di sconti economici per scaglioni di volumi differenti, che nel normale contesto di mercato permettono significativi abbassamenti dei prezzi di mercato in presenza di ordinativi più consistenti.

La conseguenza è che l’accentramento degli acquisti, lungi dal comportare un risparmio, comporterebbe una perdita economica rispetto al procedere “in ordine sparso” delle singole amministrazioni.

Ma non è tutto.

La creazione di un monopolio di fatto nel mercato del Cloud pubblico nei prossimi tre anni, unita ai corrispettivi fuori dalle logiche di mercato, potrebbe avere degli effetti di lunga durata, perché inciderebbe sulla stessa conformazione futura del mercato de quo, proprio nella fase di “decollo” di tale mercato.

La letteratura economica e giuridica hanno ampiamente dimostrato che l’esistenza di situazioni di monopolio pregiudicano nel lungo termine l’utilità di consumatori e utenti, in questo caso delle pubbliche amministrazioni, visto le inevitabili rendite monopolistiche e la creazione di barriere all’entrata.

Ne consegue che i soggetti diversi dal primo classificato interromperebbero gli attuali processi di investimento, vista l’assoluta improbabilità di recupero finanziario in un mercato potenzialmente monopolistico.

A quanto sopra si devono sommare le conseguenze sui mercati a valle dei servizi del lotto 1, come quello dei servizi accessori al cloud e dei system integrator: la chiusura del mercato riguarderebbe anche quelle imprese specializzate in una certa tecnologia, collegata a loro volta ad un Cloud Service Provider.

A proposito degli effetti di lungo termine, si può citare quanto la medesima Consip ha affermato con il Quaderno Consip 2/2016, “Divisione in lotti, partecipazione e competizione nelle gare d’appalto”, dove si affronta il particolare problema dei lotti di rilevanza tale da corrispondere ad interi mercati e i suoi effetti pregiudizievoli.

Secondo Consip “quando l’importo bandito dall’acquirente rappresenta una quota significativa del fatturato del settore, l’impresa aggiudicataria acquisirà una posizione di dominanza sul mercato e dunque sarà l’unica (o quasi) in grado di migliorare il processo produttivo, soprattutto in presenza di rilevanti economie di scala. In presenza di questi fattori, una gara con completa aggregazione della fornitura potrebbe scoraggiare alcuni fornitori a partecipare alle gare successive. Il numero dei potenziali partecipanti rischia così di ridursi gara dopo gara, provocando un continuo abbassamento del livello di concorrenza fino a che l’acquirente potrà contrattare solamente con un unico fornitore. Quest’ultimo si troverà dunque in una posizione di monopolio con massimo potere di contrattazione e conseguente peggioramento della sua offerta in termini di prezzo/qualità. In altre parole, in presenza di rischio di lock-in, l’aggregazione della fornitura favorisce la nascita di un fornitore dominante e dunque la creazione di elevati costi di transizione che l’acquirente sarà costretto a sostenere per cambiare fornitore. Tutto ciò minaccerà il livello e la qualità della competizione nei processi di gara seguenti e stimolerà l’adozione di comportamenti opportunistici da parte del fornitore dominante”.

È appena il caso di evidenziare gli effetti pregiudizievoli del suddetto lock-in nel momento in cui le Amministrazioni si apprestano a effettuare in massa il passaggio in cloud.

Tale passaggio dovrebbe portare alla modernizzazione della settore pubblico italiano e alla sua maggiore efficienza, e tuttavia presuppone che gli strumenti di acquisto consentano di avere a disposizione le migliori soluzioni tecnologiche, conseguibili al prezzo più vantaggioso.

Orbene, con un mercato del cloud estremamente dinamico ed in continua trasformazione, la rigidità del sistema dell’Accordo Quadro previsto da Consip risulta strutturalmente incompatibile, trattandosi di un mercato in cui la valutazione sui criteri tecnici potrebbe non essere più aderente alla realtà già tre mesi dopo la valutazione stessa.

  1. La necessità di una suddivisione in lotti

Allo stato attuale, la lex specialis di gara non garantisce né una vera concorrenza dei venditori selezionati, né è coerente con la finalità della procedura, dandosi luogo ad una contraddittorietà del procedimento amministrativo, con evidente vizio di eccesso di potere per sviamento, con lesione dei principi di massima concorrenza e partecipazione, oltre che con la violazione dei principi costituzionali di economicità, efficienza ed efficacia.

Inoltre, nel fare ciò, la stazione appaltante elude illegittimamente l’obbligo di suddivisione in lotti, essendo nella sostanza il lotto n. 1 destinato ad un unico vincitore ed aggiudicatario.

L’obbligo di suddivisione, ovviamente, non può che valere anche nei confronti dei cc.dd. maxi lotti, ovvero di quelli di dimensioni tali da impedire la partecipazione delle piccole e medie imprese. Di fatti l’art. 51 del D.lgs. 50/2016 sancisce “in forma incondizionata” (si veda su questo Delibera ANAC n. 123/2019 del 13 febbraio 2019) il principio per cui “nel caso di suddivisione in lotti, il relativo valore deve essere adeguato in modo da garantire l’effettiva possibilità di partecipazione da parte delle microimprese, piccole e medie imprese.”

E’ pacifico in giurisprudenza che “a pari della omessa suddivisione in lotti, anche un frazionamento dell’appalto in pochi lotti di ampie dimensioni, in luogo di un maggior numero di lotti di minore valore, rischia di tradire in concreto la finalità del favor partecipationis delle imprese che compongono il mercato, specie se di piccole e medie dimensioni e, in definitiva, di rispettare solo formalmente anche lo stesso obiettivo di efficienza e di “risparmio di spesa” che astrattamente l’aggregazione potrebbe comportare, essendo inferiore il numero degli operatori economici in grado di formulare concretamente l’offerta” (da ultimo, T.A.R. Campania, 25 marzo 2019, n. 1677).

A tal proposito il T.A.R. Lazio ha ritenuto necessaria una verifica sulla necessità che l’aggregazione garantisca 1) un corretto funzionamento del mercato, in cui le imprese possono confrontarsi pienamente e liberamente 2) un beneficio per la stessa stazione appaltante 3) un beneficio per la collettività sia in termini di qualità dei servizi resi dal miglior offerente sia in termini di prezzi allo stesso corrisposti (cfr. TAR Lazio, sez. II, sentenza n. 9441/2016).

In situazioni analoghe a quella della procedura in oggetto, la giurisprudenza amministrativa ha ritenuto illegittimo  l’accorpamento in un’unica gara (o in questo caso “maxi lotto”) di una tipologia di servizi  “le cui così consistenti dimensioni economiche dovevano indurre al frazionamento in più lotti per non restringere irrazionalmente la partecipazione alla gare degli operatori del settore, in danno dei principi di concorrenza (e favor partecipationis), buon andamento dell’amministrazione, ragionevolezza e proporzionalità” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, 26 giugno 2017, n. 3110 e Consiglio di Stato, sez. V, 6 marzo 2017, n. 1038, in entrambe con stazione appaltante la stessa Consip).

Ne consegue l’assoluta necessità di modificare radicalmente la struttura della procedura in oggetto, che attualmente si presenta illegittima.

La Stazione Appaltante dovrebbe perseguire coerentemente la finalità di individuare una pluralità di aggiudicatari, effettuando un’ulteriore suddivisione in lotti del lotto 1, in modo da permettere ad ogni fornitore di offrire il miglior servizio al minor prezzo per macro-categorie uniformi, garantendo al contempo la concorrenza e la massima partecipazione ai sensi dell’art. 51 del D.Lgs. 50/2016. A tal punto lo strumento corretto da utilizzare sarebbe quello della convenzione, analogamente a quanto già collaudato per le tecnologie software on premises.

Infatti si tratterebbe della stessa metodologia di procedura utilizzata da stessa Consip in passato, con soddisfazione delle P.A. utenti, in materia di software e licenze. Da ultimo si richiamano le gare “Licenze SW multibrand” edizione 1 e 2, che hanno permesso di rispondere alle esigenze effettive delle P.A., senza creare artificiosamente un solo enorme lotto per tutti gli applicativi, ma suddividendo i lotti per tipo di tecnologia.

Ciò ha reso possibile anche l’allargamento della partecipazione, con requisiti che, nelle procedure di cui sopra, si aggiravano sui circa 2 milioni di euro di fatturato specifico, in luogo dei circa 10 milioni richiesti nella procedura in oggetto.

Del resto, l’impostazione delle procedure multibrand citate conferma il contrasto con le logiche funzionali e di mercato dell’unione – nell’unico “calderone” del cloud pubblico – di servizi differenziati e non comparabili, come quelli dei diversi Cloud Service Provider.

Infine, la soluzione proposta permetterebbe di lasciare un adeguato spazio di flessibilità alle Amministrazioni, che sarebbero responsabilizzate al fine di individuare la soluzione ottimale per le relative esigenze, sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo economico.

 

L’ACCUSA

Gli avvocati di Giurdanella&Partners

 

]]> Speaker’s corner DAE: UN ALGORITMO CHIAMATO CONFIGURATORE. IL PROCESSO ALLA GARA CONSIP E LE SORTI DEL CLOUD DELLA P.A. https://www.cesda.it/2020/07/speakers-corner-dae-un-algoritmo-chiamato-configuratore-il-processo-alla-gara-consip-e-le-sorti-del-cloud-della-p-a/ Mon, 06 Jul 2020 09:17:22 +0000 https://www.cesda.it/?p=3334 Mai come oggi, alla luce delle vicende derivanti dall’esperienza Covid, è stata avvertita l’esigenza di completare l’iter di digitalizzazione dei servizi delle PP.AA.
Per questo Consip ha indetto una super gara, per l’affidamento biennale dei servizi informatici delle Pubbliche Amministrazioni, dal valore complessivo di 550 milioni di euro.

Il 16 luglio, data di scadenza delle domande di partecipazione, scenderanno in campo Microsoft, Amazon, Google, Oracle, IBM e tutti i maggiori player del Cloud, per conquistare il discusso maxi-lotto da 390 milioni, che deciderà il futuro della P.A. digitale.

In questa gara “multi-vendor” i vincitori saranno decisi da un algoritmo chiamato “configuratore”, che restituirà i nomi degli operatori economici fortunati, sulla base delle richieste inserite dalla P.A

Ma questa procedura sarà all’altezza delle aspettative? Riuscirà ad appagare le esigenze delle PP.AA. e a far raggiungere l’ambìto progetto di digitalizzazione?

Attraverso lo schema del processo simulato, organizzato da CeSDA con la direzione scientifica di Giurdanella&Partners, giorno 13 Luglio dalle 16 alle 19 , sulla piattaforma Zoom, vedremo fronteggiarsi “l’accusa alla gara“, composta dai professionisti dello studio Giurdanella&Partners, da una parte, e la “difesa della gara“, tenuta dagli avvocati  che rappresenteranno Consip, dall’altra.

Il dibattito aperto ai grandi del settore e  le conclusioni affidate ad un giudice amministrativo permetteranno di evidenziare gli aspetti controversi di questa gara.

Per partecipare al webinar sarà necessario riempire il seguente form.

Dopo l’avvenuta iscrizione  verrà inviata una mail con le informazioni utili per accedere al webinar.

Di seguito il programma dell’evento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Workshop: Capire l’Europa: Europa 2021-2027 e programmi di finanziamento https://www.cesda.it/2020/01/workshop-capire-leuropa-europa-2021-2027-e-programmi-di-finanziamento/ Mon, 20 Jan 2020 15:43:54 +0000 https://www.cesda.it/?p=3318

Si svolgerà il prossimo 23 gennaio il workshop dal titolo “Capire l’Europa: Europa 2021-2027 e programmi di finanziamento” organizzato da CeSDA per Confagricoltura Ragusa.

Obiettivo principale dell’evento è quello di illustrare ai partecipanti le principali novità che il nuovo settennato europeo 2021/2027 porterà con sé tenendo sempre presente che “Nessun soggetto, nessun settore produttivo, nessun interesse pubblico può considerarsi escluso dalla programmazione dell’Unione Europea” e che si prospettano enormi opportunità.

Relatrice dell’evento sarà la dottoressa Simona Zelli, euro-progettista e policy advisor, e il programma è il seguente:

9.30 – 10.00 Apertura dei lavori
10.00 – 11.00 Europa 2021- Europa 2021, tra continuità e cambiamento: Mission Oriented policies;
11.00 – 11.30 Quali missioni per quali obiettivi;
11.30 – 12.00 Dove reperire le informazioni utili per individuare i documenti di interesse: il portale Europa, il Participant portal e i siti tematici di riferimento;
12.00 – 12.30 Idee a confronto, domande e dibattito.

La partecipazione al workshop è riservata agli associati di Confagricoltura Ragusa.

 

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Formazione – Europa 2021-2027: Missioni, obiettivi e programmi di finanziamento – Il programma del corso https://www.cesda.it/2019/10/formazione-europa-2021-2027-missioni-obiettivi-e-programmi-di-finanziamento-il-programma-del-corso/ Mon, 21 Oct 2019 11:07:55 +0000 https://www.cesda.it/?p=3280 Il corso di formazione dal titolo “Europa 2021-2027: Missioni, obiettivi e programmi di finanziamento” organizzato da CeSDA in collaborazione con gli esperti dello studio legale Giurdanella & Partners e che prenderà il via all’inizio del prossimo anno è un percorso formativo di eccellenza per chiunque voglia avvicinarsi al mondo dei fondi europei.

Il corso prevede 2 incontri della durata di 5 ore ciascuno che saranno strutturati come segue:

Prima giornata: Capire l’Europa: Europa 2021-2027 e programmi di finanziamento (h 14.00–19.00)

14.00 Saluti e presentazione del corso;
14.15 Quadro di sintesi delle Istituzioni e del funzionamento dell’Unione europea: concetti base per comprendere la struttura amministrativa e le politiche europee da cui derivano i programmi di finanziamento e i diversi tipi di bandi (call, call for tenders, finanziamenti indiretti, etc);
15.00 Glossario della terminologia essenziale ai fini della lettura e della comprensione dei programmi di finanziamento e dei documenti europei: le parole chiave;
16.00 Coffee break
16.30 Europa 2021, tra continuità e cambiamento: Mission Oriented policies
17.30 Quali missioni per quali obiettivi
18.00 Dove reperire le informazioni utili per individuare i documenti di interesse: il portale Europa, il Participant portal e i siti tematici di riferimento.
18.30 Question Time

Seconda giornata: La mappa dei Fondi europei 2021-2027: guida pratica ai principali programmi di finanziamento (h 9.00–13.00)

9.00 Saluti;
9.15 Focus sui principali programmi di finanziamento a gestione diretta;
9.45 Principi base di progettazione: il Project Cycle Management (PCM) e l’approccio al Quadro Logico (Logical Framework – LF);
10.15 Strumenti base di Europrogettazione: analisi degli elementi essenziali di un bando e delle componenti di un progetto;
10.45 Coffee break
11.15 Analisi delle piattaforme digitali per la presentazione dei progetti.
11.45 Indicazioni pratiche per lo sviluppo dell’idea progettuale.
12.15 Il partenariato internazionale: dalla costruzione delle partnership alla gestione del processo partecipato di progettazione
12.45 Question Time

Il corso si svolgerà in varie città italiane secondo il seguente calendario:

  • 24-25 gennaio, Catania;
  • 7-8 febbraio, Roma;
  • 21-22 febbraio, Milano;
  • 6-7 marzo, Trento.

I posti sono limitati ed è necessario effettuare l’iscrizione qualche giorno prima della data scelta.
La scheda di iscrizione al corso è scaricabile qui.
Per i gruppi di più di due partecipanti provenienti dallo stesso ente o società è prevista una riduzione del costo ma è necessario, prima di avviare la procedura di iscrizione, contattare la segreteria all’indirizzo info@cesda.it o telefonicamente al numero 0957223878.

Sono inclusi nella quota di iscrizione:
– l’attestato di partecipazione al corso;
– i due coffee break previsti;
– il materiale didattico cartaceo e/o virtuale che verrà utilizzato durante il corso.

 

Maggiori informazioni sul corso sono disponibili al seguente link mentre è possibile scaricare il file pdf del programma qui.

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Corso di formazione: Europa 2021/2027 – Missioni, obiettivi e programmi di finanziamento https://www.cesda.it/2019/10/formazione-europa-2021-2027-missioni-obiettivi-programmi/ Mon, 14 Oct 2019 12:03:27 +0000 https://www.cesda.it/?p=3255 Con l’arrivo del nuovo settennato europeo 2021/2027 e vista l’esigenza per i professionisti interessati a operare nel settore della progettazione europea, Cesda (Centro Studi di Diritto Amministrativo) propone la nuova edizione del corso teorico-pratico sui finanziamenti europei dal titolo: Europa 2021/2027 – Missioni, obiettivi e programmi di finanziamento, un corso che sarà realizzato in sinergia con gli esperti dello studio legale Giurdanella & Partners.

Sappiamo bene quanto la normativa italiana sia complessa ed in continuo mutamento. Questa instabilità è uno dei principali motivi per cui fare progettazione europea di successo in Italia richiede la conoscenza dei framework normativi nazionali.

Occorre conoscere le regole di un buon partenariato pubblico privato secondo l’attuale (in corso di revisione) Codice degli Appalti, occorre conoscere la normativa nel procedimento amministrativo e le regole per la sua applicazione nelle procedure di finanziamento europee e occorre, infine, conoscere le linee guida di riferimento in cui si muove e opera l’Unione Europea e le nuove tendenze evolutive che caratterizzeranno il nuovo settennato 2021-2027.

Saranno affrontati i molteplici aspetti sull’argomento, con specifico riferimento alle:

  • modalità di identificazione delle opportunità e loro selezione;
  • identificazione degli strumenti necessari per la creazione di un partenariato;
  • aspetti specifici inerenti i requisiti di qualità della proposta progettuale;
  • normativa italiana e armonizzazione con quella europea, sistemi di incentivazione del personale nel pubblico con approfondimenti sugli assetti organizzativi e di governo delle progettualità europee;
  • Framework normativi e innovazione;
  • il partenariato pubblico privato e l’applicazione del Codice degli Appalti pubblici e della legge sul procedimento amministrativo.

Per iscriversi o per avere maggiori informazioni è possibile consultare il seguente link.

Il calendario dei corsi è il seguente:

  • 24-25 gennaio a Catania;
  • 7-8 febbraio a Roma;
  • 21-22 febbraio a Milano;
  • 6-7 marzo a Trento.

Al termine del corso i partecipanti riceveranno un’attestato di frequenza che indicherà le conoscenze e le competenze acquisite oltre a tutto il materiale didattico utilizzato durante le due giornate.

Per chiarimenti o informazioni scrivete a info@cesda.it

 

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Formazione: Gli Appalti di servizi sociali. Gli Enti locali e gli organismi del Terzo Settore. https://www.cesda.it/2019/07/formazione-gli-appalti-di-servizi-sociali-gli-enti-locali-e-gli-organismi-del-terzo-settore/ Wed, 10 Jul 2019 11:27:25 +0000 https://www.cesda.it/?p=3248 Obiettivi del corso

L’obiettivo del corso è quello di fornire un utile approfondimento sugli emergenti rapporti socio-economici fra gli Enti Locali ed i soggetti senza fini di lucro, quali attori necessari per lo sviluppo della gestione dei servizi di
interesse pubblico.

Programma

  • L’applicazione del D.lgs. n. 50/2016 agli Appalti di Servizi sociali
  • L’art. 142 del Codice degli Appalti e la procedura di affidamento
  • Il D.lgs. n. 117/2017 e la ricodificazione del Terzo Settore
  • La co-progettazione e la co-programmazione tra pubblico e privato sociale
  • Le convenzioni e la valorizzazione dei beni pubblici
  • Linee Guida ANAC e la recente giurisprudenza
  • Osservazioni finali e dibattito in aula

Docenti
Avv. Carmelo Giurdanella, esperto di diritto amministrativo e pubblico, e in particolare di appalti e contratti, direttore scientifico del CeSDA – Centro Studi di Diritto Amministrativo, del DAE (Conferenza nazionale sul Diritto Amministrativo Elettronico), fondatore e direttore scientifico dal 1998 della rivista giuridica digitale Giurdanella.it e Presidente di Amministrativisti.it, nonché autore di numerose pubblicazioni scientifiche.

Destinatari 

Il percorso formativo è rivolto ai dirigenti della Pubblica Amministrazione, ai funzionari ed operatori amministrativi, ai fornitori e agli operatori economici, nonché ai liberi professionisti di settore.

Info utili

La data e il luogo di svolgimento del corso sono ancora in fase di definizione.

Per i gruppi di partecipanti sono previsti dei pacchetti sconto sul prezzo di listino.

Per informazioni e dettagli sul corso scrivere a info@cesda.it

 

CeSDA è disponibile a organizzare formazione percorsi formativi on demand.

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