Tecniche biometriche nei supermercati Usa

Tecniche biometriche nei supermercati Usa

I clienti di un supermercato di Seattle potranno usare dal prossimo mese un sistema che velocizzerà la coda alle casse.

Si tratta di un dispositivo che utilizza un PIN e la scansione dell’impronta digitale del cliente per autorizzare il pagamento con carta di credito o debito. L’obiettivo, secondo i proprietari della catena di supermercati, è quello di semplificare la vita dei clienti garantendo la massima sicurezza delle transazioni online. Niente più affannose ricerche nel borsellino e niente più rischi che la propria carta di credito finisca in mani estranee.

Il sistema utilizzato è piuttosto semplice e prevede la lettura dell’impronta con invio dei dati, cifrati, ad un centro elaborazione dati gestito dall’impresa che produce il sistema biometrico.

L’impronta registrata viene confrontata con quella memorizzata nel database quando il cliente ha aderito al programma. Dopo l’autenticazione, la transazione prosegue secondo le normali procedure.

Negli USA l’impiego di tecniche biometriche per autenticare le transazioni online non è però diffuso, anche se, secondo esperti del settore, si tratterebbe dello strumento più indicato per ridurre i rischi di furto di identità – una delle “piaghe” che rallentano lo sviluppo del commercio elettronico anche negli USA.

Secondo gli stessi esperti, i motivi principali del ritardo con cui gli USA stanno applicando tecnologie biometriche in questo campo sono legati all’esistenza di troppe tecnologie di autenticazione biometrica che impediscono una vera standardizzazione. Occorrerebbe che le imprese si accordassero su due o tre sistemi; particolarmente adatto sembra il ricorso alla scansione delle impronte digitali e delle impronte vocali – che viene giudicata meno invasiva rispetto alla scansione dell’iride o del viso.

Ci vorranno ancora cinque anni perché la biometria divenga di uso comune nel campo dei pagamenti elettronici; tuttavia, gli esperti fanno notare che se governo ed imprese vi facessero ricorso in maggiore misura i consumatori farebbero meno fatica ad abituarsi all’idea.

Bisogna dire, fra l’altro, che le tecnologie biometriche attualmente sono utilizzate soprattutto per il controllo dei lavoratori da parte delle imprese. Ad esempio, una società che produce farmaceutici utilizza una tecnologia denominata BioPassword per l’autenticazione dei dipendenti; il sistema si basa sul ritmo delle battute effettuate sulla tastiera del computer, che consente di identificare in modo univoco i singoli dipendenti. Il sistema ha un costo di 100 dollari per postazione per un massimo di 50 utenti, e non richiede alcuna installazione hardware particolare.

(da un articolo di Jennifer Maselli su InformationWeek.com del 13 marzo 2002, ripreso nella Newsletter 18 – 24 marzo 2002 del Garante privacy, www.garanteprivacy.it)

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