al via anche per gli stipendi pubblici.

Ministero dell’Economia e delle Finanze

Comunicato stampa del 31 dicembre 2002

il punto.

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Il ministero dell’Economia ha ammesso, con proprio DM, l’utilizzo di modalità informatiche di pagamento anche per gli stipendi spettanti ai dipendenti pubblici, utilizzo già previsto dal D.P.R. 29 aprile 2002, n. 123 per il pagamento delle pensioni.

Tali iniziative sono state poste in essere sulla scorta del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 367, il regolamento recante “semplificazione e accelerazione delle procedure di spesa e contabili”, che ha introdotto, all’art. 6, il mandato di pagamento informatico. In particolare, secondo l’art. 14, co. 4, ai fini del pagamento degli stipendi, delle pensioni e degli altri assegni a carico del bilancio dello Stato, “possono essere adottate procedure telematiche disciplinate dalle disposizioni del presente regolamento relative al mandato informatico”.

Quì di seguito il testo ufficiale del comunicato ministeriale.

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che con decreto ministeriale sono state estese le disposizioni che semplificano il pagamento delle pensioni anche alle retribuzioni dei dipendenti pubblici, come previsto dal Dpr 29 aprile 2002, n. 123.

Dal 1° gennaio 2003 il pagamento degli emolumenti (circa 14 milioni di stipendi pagati ogni anno) verrà disposto dal Centro di elaborazione dati di Latina con ordinativi collettivi di pagamento.

I titoli di spesa saranno sottoscritti dal responsabile del pagamento mediante firma digitale con validità legale e trasmessi alla Banca d’Italia in via telematica.

Le nuove procedure eliminano alcune criticità tra cui:

tempi e costi eccessivi per la stampa e l’invio di tutti i supporti cartacei,

intervallo temporale tra emissione del titolo di spesa e data di riscossione;

possibili disguidi nel recapito dei plichi contenenti gli ordini di pagamento.

Il Ministero comunica inoltre che, a partire dall’aprile 2003, le stesse procedure saranno estese anche alle pensioni di guerra e tabellari militari (circa 5 milioni di pensioni pagate ogni anno) rimasti a carico dello Stato.

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