I portali orientati ai servizi

Il 24 febbraio 2003 la Rur, in collaborazione con Censis, Dipartimento della Funzione Pubblica e Formez, hanno presentato il Rapporto sulle Città Digitali 2002. Per il settimo anno, sono stati analizzati i siti web istituzionali di regioni, province e comuni italiani, nell’ambito del contesto di riferimento costituito dal Piano per l’e-Government.

Tra i vari temi affrontati, nel Rapporto si sottolinea un fenomeno che sta assumendo un’importanza sempre più rilevante nel contesto dell’e-government: la nascita dei portali orientati ai servizi.

Sembra delinearsi – si legge nel Rapporto – la tendenza delle amministrazioni a creare, per lo sviluppo dei servizi, nuovi spazi sul web differenti dal sito tradizionale. L’aspetto da sottolineare è che, se il sito istituzionale conferma la sua propensione ad una dimensione prevalentemente informativa, i luoghi virtuali in cui si sta concretizzando quella transazionale sono proprio questi nuovi portali dedicati.

Gli enti pubblici sono gli ispiratori di queste iniziative, in alcuni casi in maniera esclusiva, come il Comune di Torino per “Torino Facile” e la Provincia di Parma per “Portale Parma”. Interessante è però notare come altri progetti siano stati realizzati tramite una collaborazione tra enti istituzionali e soggetti privati: tra i promotori di portali come “e-Cremona”, “Tu6Genova” e “Portale Prato”, ad esempio, figurano aziende municipalizzate, banche, Camere di Commercio e ASL. La realizzazione di questi nuovi luoghi di accesso all’amministrazione è talvolta affidata ad una società creata ad hoc e partecipata in maggioranza dagli enti pubblici. Molte amministrazioni sfruttano, poi, l’esperienza e le strutture di soggetti privati, affidando in outsourcing la gestione di servizi importanti come la riscossione delle imposte o le procedure di e-procurement.

La presenza di portali orientati ai servizi è destinata a crescere rapidamente, soprattutto in virtù dei fondi stanziati recentemente dal Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Dei 98 progetti riguardanti i servizi al cittadino che sono stati ammessi al finanziamento del bando per l’e-Government,
infatti, ben 44 sono relativi alla realizzazione di portali di questo genere.

La scelta di operare una collaborazione con soggetti privati consente alle amministrazioni di alleviare gli oneri economici. Inoltre, costituisce una valida opportunità per gli enti locali di diventare promotori dell’innovazione sul territorio: le agenzie di sviluppo locale e le agenzie turistiche possono
concordare con l’ente istituzionale strategie comuni che vanno dalla semplice informazione circa le proprie attività, alla creazione di portali specificamente dedicati al marketing economico o turistico dell’area.

Altresì, nell’ottica di implementare la diffusione di tali portali orientati, si delinea anche la necessità di un’integrazione sempre più completa tra le P.A., anche a livelli differenti. Affrontare i costi organizzativi ed economici di un’effettiva erogazione on line dei servizi costituisce un onere spesso troppo pesante per le singole amministrazioni, soprattutto di piccole dimensioni. Ad esempio, il sistema di gestione dell’e-procurement, basandosi su una concessionaria unica a livello nazionale, la CONSIP, che organizza la aste on line per le forniture, permette alle amministrazioni di implementare un servizio fondamentale senza doverne subire gli alti costi di adeguamento tecnologico; inoltre, la raccolta di una domanda di beni così estesa consente anche di originare delle economie di scala in grado di far scendere in maniera rilevante la spesa pubblica per la fornitura di beni e servizi.

Inoltre, è auspicabile che tale cooperazione si possa svolgere a più livelli, così da permettere la condivisione di conoscenze ed esperienze tra soggetti diversi. Non è casuale, infatti, che i progetti di portali che vedranno la luce nei prossimi mesi sono stati presentati da aggregazioni di enti che gestiranno in comune questi nuovi punti di accesso. Il progetto più interessante, in questo senso, è rappresentato da “People”, portale di servizi alla cui realizzazione partecipano 52 comuni, con capofila Firenze, che potenzialmente si rivolge ad un’utenza di più di 7 milioni di cittadini. Il punto di forza dell’iniziativa è la creazione di uno standard di procedure che accomunerà molte delle più grandi amministrazioni locali.

Nell’ambito del 1° avviso per l’e-Goverment da sottolineare, in particolare, l’azione delle regioni che hanno tentato di coordinare la presentazione dei progetti per il bando di finanziamento in modo che ciascuno di essi rientrasse pienamente nella logica del Piano Telematico ormai definito da molte regioni. Anche la Commissione di valutazione ha assegnato punteggi maggiori alle soluzioni riconducibili ai Piani regionali e votati al riuso, piuttosto che a progetti presentati in modo autonomo da singoli enti.

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