Contratto della scuola 2002/2005

Firmato all’Aran il contratto della scuola.

Riguarda il quadriennio normativo 20022005 ed il primo biennio economico 20022003

Il CCNL raccoglie altresì anche tutte le disposizioni di fonte negoziale riferibili a contratti, accordi o intepretazioni autentiche fin qui intervenuti tra l’ARaN e le Organizzazioni sindacali di comparto.

Vengono quindi riunificati tutti i contratti firmati dal 1995 al 2002.

Il Contratto collettivo diventa dunque una sorta di testo unico della contrattazione scolastica nazionale, con la conseguenza che tutte i precedenti contratti cesseranno di avere vigore, se non espressamente riportati e trascritti nel nuovo articolato contrattuale.

Di seguito, il comunicato stampa dell’Aran (16.5.2003):

“E’ stato firmato all’Aran, il 16 maggio, il contratto della scuola per il quadriennio normativo 2002-2005 e biennio economico 2002-2003.

Per tutto il personale pari a circa un milione e cento mila persone – di cui circa 850 mila docenti e circa 260 mila assistenti tecnici amministrativi – l’aumento di stipendio avverrà in due tranches: la prima a partire dal primo gennaio 2002 e la seconda dal primo gennaio 2003.

Per il personale docente l’aumento globale medio sarà di Euro 147 di cui 89 Euro di incremento stipendio, 35 Euro di aumento medio sulla retribuzione professionale docenti (RPD) e 14 Euro per il Fondo destinato alla contrattazione integrativa. Gli ulteriori 9 Euro sono invece finalizzati a coprire il costo del conglobamento dell’indennità integrativa speciale nella voce stipendio. Questa operazione permetterà di avere una indennità di buonuscita più elevata per coloro che andranno in pensione dopo il 1° gennaio 2003.

Per il personale tecnico-ammistrativo (ATA) l’incremento complessivo sarà invece di 93 Euro dei quali 65 Euro destinati alla voce stipendio 9 Euro per aumentare il compenso individuale accessorio e 10 Euro destinati ad alimentare le risorse della contrattazione integrativa.

Il conglobamento dell’indennità integrativa speciale è stato previsto anche per questa categoria.

Il nuovo contratto del personale della scuola presenta numerose innovazioni normative che vanno nel segno di una razionalizzazione delle procedure e di un perfezionamento degli istituti esistenti.

In particolare:

1) Il contratto comprende tutti gli accordi (19) sottoscritti nel periodo 1994-2001, divenendo sostanzialmente un “testo unico” di tutte le disposizioni che facilita la leggibilità e la comprensione della normativa ad un qualsiasi cittadino.

2) È stato snellito il livello di contrattazione integrativa nazionale, lasciandovi una sola materia (la mobilità).

I diversi livelli di contrattazione sono stati ripartiti tra il livello regionale e quello delle istituzioni scolastiche.

3) Sono stati velocizzati i tempi connessi all’informazione, alla concertazione e alla contrattazione, evitando la moltiplicazione dei livelli di trattativa sulla stessa materia e le lungaggini della contrattazione.

4) Per il personale docente, pur in mancanza di risorse che consentissero l’elaborazione di una carriera professionale, è stata istituita una commissione paritetica che avvierà immediatamente una completa analisi delle soluzioni tecniche possibili per proporre entro la fine del 2003 un percorso di carriera professionale docente in linea con i processi di riforma e le caratteristiche qualitative e di valutazione indicate dal MIUR.

5) E’ stata prevista per i docenti, come già lo era per il personale tecnico amministrativo, la possibilità di accettare incarichi a tempo determinato, per non meno di un anno, presso scuole di diverso ordine e grado.

6) Le professionalità del personale ATA sono state ricomprese nell’ambito di cinque aree professionali funzionali alle necessità delle scuole, evitando gli eccessi dei preesistenti profili (undici) che descrivevano minuziosamente le mansioni.

Questo consente di varare, per la prima volta, una vera e propria carriera del personale tecnico amministrativo in modo da accrescerne anche la motivazione individuale.

E’ un contratto, in sintesi, che si muove nell’ottica di consentire un più rapido ed efficace adeguamento alla riforma in atto”.

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