Approvato in via preliminare lo schema di D.Lgs.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare un primo schema del Decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale), in vigore dall’ormai prossimo 1 gennaio 2006.

Siamo, tuttavia, ancora agli inizi dell’iter dei lavori, iniziati lo scorso lunedì 17 ottobre con la tavola rotonda tenutasi presso il Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie, e che ha visto anche la partecipazione degli avvocati Carmelo Giurdanella ed Elio Guarnaccia.

Il testo dovrà adesso passare al vaglio della Conferenza unificata, del Garante per la protezione dei dati personali e della Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato. In seguito verranno acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, dopo di che sarà la volta della definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il decreto correttivo – previsto dall’art. 10, legge delega 29 luglio 2003, n. 229 – dovrà comunque essere definitivamente approvato entro il 9 giugno 2006.

Il testo, pervenutoci in via strettamente riservata, non è per il momento pubblicabile. Ci sia concesso, tuttavia, segnalare in questa sede alcune tra le più importanti novità introdotte.

In primis, conflusce nel C.A.D. l’altro decreto delegato, peraltro già in vigore, e cioè il D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 42, istitutivo del Sistema pubblico di connettività e della rete internazionale della pubblica amministrazione.

Il diritto all’uso delle tecnologie di cui all’art. 3 viene esteso, da un lato, con riferimento all’oggetto, in quanto scompare la dicitura “nei limiti del presente Codice”; dall’altro, con riferimento al novero dei soggetti gravati dal corrispondente obbligo, tra i quali vengono ora espressamente inseriti anche Regioni ed Enti locali, purchè “nei limiti delle risorse tecnologiche disponibili”.

Quanto alle controversie concernenti l’esercizio di tale diritto, desta qualche perplessità la nuova previsione secondo cui esse sono devolute interamente alla giurisdizione del Giudice Ordinario, determinando così l’insindacabilità dell’azione amministrativa orientata alle nuove tecnologie proprio da parte della Giustizia Amministrativa.

Il documento informatico viene rivisto, sia nelle definizioni, che nei differenti gradi di efficacia probatoria.

Viene disciplinato in modo puntuale il fascicolo informatico di cui all’art. 41. Esso dovrà essere realizzato in conformità alla disciplina della “formazione, gestione, conservazione e trasmissione del documento informatico, ivi comprese le regole concernenti il protocollo informatico ed il sistema pubblico di connettività”, ed in modo da garantire “l’esercizio in via telematica dei diritti previsti dalla legge n. 241 del 1990”.
Dovrà garantire “la possibilità di essere direttamente consultato ed alimentato da tutte le amministrazioni coinvolte nel procedimento”, potendo anche contenere aree con accesso consentito solo all’amministrazione titolare e ad altri soggetti da essa individuati.

Quanti ai siti istituzionali di cui agli artt. 53 e 54, viene espressamente sancita l’efficacia di pubblicità costitutiva alla pubblicazione telematica.

Qui di seguito il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 2 dicembre scorso.

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Dal Consiglio dei Ministri n. 33 del 2 dicembre 2005

Sono stati approvati i seguenti provvedimenti:

(…)

su proposta del Ministro per l’innovazione e le tecnologie, Stanca:

– uno schema di decreto legislativo che integra il Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo n. 82 del 2005) al fine di rendere ancora più incisivo l’impatto sul processo di digitalizzazione e ammodernamento delle pubbliche amministrazioni e sulla diffusione delle tecnologie informatiche e telematiche. Sul provvedimento, che verrà notificato alla Commissione europea, verrà sentito il Garante per la protezione dei dati personali e verranno acquisiti i pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.