Qui il testo integrale della Direttiva unica Appalti

Dopo un lungo iter legislativo che da più parti non si è esitato a definire travagliato, non solo per aver impiegato quasi quattro anni a vedere la luce, ma soprattutto per le difficoltà tecniche propostesi, associate alla delicatezza del momento storico in cui hanno avuto luogo, nonché per i contrasti insorti tra le stesse istituzioni comunitarie coinvolte nella redazione del fondamentale provvedimento, il 31 marzo del 2004 è stata varata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio la cd Direttiva Unica Appalti, definita tale per le finalità che l’hanno ispirata: la realizzazione di un opera di coordinamento e razionalizzazione della disciplina comunitaria esistente in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture.

La Direttiva n. 18 del 2004 si presenta come testo unico di settore e, in ragione di ciò, costituisce un riferimento normativo essenziale sotto molteplici aspetti di carattere marcatamente sostanziale, in grado di esplicare i propri effetti ai diversi livelli di disciplina che vengono in rilievo, in funzione dell’ incidenza che le norme di fonte comunitaria producono nello stesso ordinamento sopranazionale comunitario e soprattutto – per ciò che in questa sede più rileva – in quello nazionale e regionale, a seguito dell’intervenuta riforma del Titolo V della Carta Fondamentale.

Non si è trattato di un intervento volto a riformare o resettare il quadro normativo esistente, quanto piuttosto a riordinarlo, aggiornandolo ed eliminandone le incongruenze; sotto questo specifico profilo certo hanno fatto da propulsori gli interventi settoriali di modifica di alcuni istituti che hanno avuto luogo negli ultimi tempi, nonché l’elaborazione giurisprudenziale degli ultimi anni – specie quella della Corte di Giustizia – tesa spesso a smussare gli eccessivi formalismi propri delle regole vigenti.

Come rilevato dalla stessa Commissione nella Comunicazione del 7 maggio 2003 – rilevata l’inadeguatezza del mercato europeo degli appalti pubblici ad incontrare gli standard di maggiore apertura e competitività4, il legislatore Comunitario, ponendo in essere la Direttiva Unica Appalti, ha voluto essenzialmente, ed in primo luogo, procedere ad una semplificazione delle disposizioni comunitarie in materia di appalti pubblici, realizzata “per motivi di chiarezza” mediante la fusione in un unico testo delle tre direttive classiche, che sino ad allora avevano regolato e coordinato le procedure di aggiudicazione degli appalti di servizi (direttiva n. 92/50/CEE), forniture (direttiva n. 93/36/CEE) e lavori (direttiva n. 93/37/CEE), procedendo ulteriormente ad un’opportuna operazione di eliminazione delle soventi incongruenze e ripetizioni, realizzata anche mediante ad un’attenta opera di definizione dei concetti e principi di ordine generale, rilevanti per le distinte tipologie di appalti.

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Direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 marzo 2004

relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi



(Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 30 aprile 2004)

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