Una prima guida alla Direttiva unica appalti 2004/18/CE

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Articolo pubblicato su Telejus,

all’indirizzo http://www.telejus.it/idea/mostra.php?pid=13&pidarea=7

Le nuove direttive europee sugli appalti pubblici, 2004/18/CE
e 2004/17/CE consentono alle amministrazioni di affrancarsi totalmente dai sistemi
di trasmissione tradizionali, affidandosi esclusivamente a quelli telematici.

Le direttive rispondono anche all’esigenza di concepire
procedure basate ab origine sul mezzo elettronico, e non limitandosi ad applicare
l’informatica a procedure già esistenti.

Il libro, “La
direttiva unica appalti. Guida alla direttiva 2004/18 in materia di appalti
pubblici di lavori, forniture e servizi
”, adesso pubblicato
per i tipi della Simone, a cura di Carmelo Giurdanella
e Gabriella Caudullo, rappresenta una prima guida
utile per orientarsi nell’analisi e nell’approfondimento delle innovative
disposizioni contenute nella direttiva 2004/18/CE, pubblicata sulla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea N. L. 134 del 30 aprile 2004, con la quale
il legislatore comunitario ha riunito, coordinato e modificato le direttive
comunitarie precedentemente vigenti e ciascuna volta alla disciplina di una
distinta categoria di appalti.

Appare già significativo lo sforzo profuso nell’intento
di realizzare una semplificazione del quadro di riferimento legislativo, caratterizzato
da una pluralità di norme eterogenee, ma occorre sottolineare che si
sia voluto consegnare agli enti pubblici e agli operatori economici uno strumento
fortemente innovativo perché caratterizzato dall’introduzione di
meccanismi di committenza che utilizzano gli strumenti elettronici e telematici
per abbreviare i termini delle procedure di aggiudicazione e rendere le medesime
molto più efficienti di quanto oggi accada.

La nuova disciplina, infatti, sembra rispondere pienamente
all’esigenza di concepire procedure intrinsecamente basate sul mezzo elettronico,
superando la mera applicazione dell’informatica e telematica alle procedure
già esistenti.

In base alla disciplina comunitaria anteriore veniva consentito
l’uso del mezzo elettronico per la presentazione delle offerte, ma si
imponeva in ogni caso il ricorso parallelo ai tradizionali mezzi di trasmissione,
facendo con ciò venir meno in gran parte i vantaggi in termini temporali
ed economici che l’informatica e la telematica avrebbero consentito.

La nuova disciplina consente, invece, alle amministrazioni
di affrancarsi totalmente dai sistemi di trasmissione tradizionali, affidandosi
esclusivamente a quelli telematici: fax, mezzo elettronico e telefono. In ogni
caso il mezzo prescelto dovrà essere tale da consentire il libero accesso
di tutti gli operatori economici alle procedure; inoltre le modalità
di scambio e di archiviazione delle informazioni dovranno essere tali da garantire
l’integrità dei dati e la segretezza dei medesimi.

La direttiva introduce e disciplina all’art. 33
la figura del Sistema dinamico di acquisizione. Si tratta di un processo di
acquisizione interamente elettronico, destinato ad essere utilizzato per effettuare
acquisti di beni di uso corrente. Il sistema ha una durata limitata nel tempo
fino ad un massimo di quattro anni, ed è aperto a tutti gli operatori
economici la cui offerta indicativa soddisfi i criteri di selezione prescritti
nel capitolato d’oneri del sistema stesso.

I vantaggi che deriveranno dall’adozione di questa procedura
appaiono evidenti: le amministrazioni non dovranno più espletare una
pluralità di appalti per approvvigionarsi di ciascun bene di uso corrente
in quanto il Sistema Dinamico consentirà loro di rendere automatico lo
svolgimento delle gare e le relative procedure di aggiudicazione senza l’aggravio
della ripetizione dell’osservanza delle formalità prescritte dalle
norme interne e comunitarie per ciascuna di esse.

Elemento cardine della disciplina in oggetto è certamente
costituito dalle aste elettroniche caratterizzate dall’uso del mezzo elettronico
per lo svolgimento di una gara caratterizzata da fasi successive in cui sia
possibile la presentazione di nuovi prezzi al ribasso o di nuovi valori inerenti
elementi specifici delle offerte. Si noti che l’impiego del mezzo elettronico
raggiunge l’apice proprio in questo nuovo tipo di procedure in cui, dopo
una prima valutazione di massima effettuata dalle amministrazioni aggiudicatrici,
la classificazione dei successivi rilanci verrà effettuata in modo automatico.

Tale automatismo, idoneo esclusivamente a consentire valutazioni
inerenti le offerte economicamente più convenienti o relative al prezzo
più basso, risulta incompatibile con appalti che abbiano ad oggetto prestazioni
intellettuali, che sono stati perciò esclusi dall’ambito di applicazione
delle aste elettroniche.

Queste note riguardano solo alcuni aspetti, i più significativi,
della direttiva. Chi fosse interessato a sviscerarne il contenuto troverà
nella Guida qui recensita un ampia ed esauriente trattazione in grado di prefigurare
il quadro che si delineerà dopo il suo recepimento negli ordinamenti
degli Stati-membri e le ricadute che potranno registrarsi in termini di efficienza
ed efficacia dell’agire amministrativo.


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