Numero di partita Iva nei siti web

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito, con risoluzione dello scorso 16 maggio,
che il numero di partita Iva, attribuito dagli uffici dell’Agenzia a quanti
intraprendono
l’esercizio
di
impresa, arte
o professione
nel territorio
dello Stato, deve essere
indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga utilizzato
per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il compimento di attivita’
di commercio elettronico.

. . . . . .

Agenzia delle Entrate
Direzione centrale normativa e contenzioso

Risoluzione del 16 maggio 2006 n. 60

Oggetto: Indicazione numero partita Iva nel sito web – articolo 35,comma
1, del D.P.R. n. 633 del 1972

Con la nota in riferimento codesta Federazione delle Associazioni
Italiane … ha chiesto chiarimenti in merito alla corretta interpretazione
dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, con specifico riguardo al rapporto tra comma 1 e comma 2,
lettera e) della citata disposizione.

In particolare, si vuole sapere se il numero di partita Iva,
attribuito dagli uffici dell’Agenzia a quanti intraprendono l’esercizio di
impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, debba o meno essere
indicato nella home-page del sito web anche nel caso in cui il sito venga
utilizzato per scopi meramente propagandistici e pubblicitari, senza il
compimento di attivita’ di commercio elettronico.

A tale proposito si osserva che l’articolo 35, comma 1, del d.P.R. n.
633 citato – come modificato dall’articolo 2, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica 5 ottobre 2001, n. 404 (in vigore dal 1
dicembre 2001) – dispone che:

" 1. … L’ufficio attribuisce al
contribuente un numero di partita I.V.A. che restera’ invariato anche
nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della
cessazione dell’attivita’ e che deve essere indicato nelle dichiarazioni,
nella home-page dell’eventuale sito web e in ogni altro documento ove
richiesto …
2. Dalla dichiarazione di inizio attivita’ devono risultare:
e) per i soggetti che svolgono attivita’ di commercio elettronico,
l’indirizzo del sito web ed i dati identificativi dell’internet
service provider; …"

Da un’interpretazione sistematica delle disposizioni in commento
emerge che l’adempimento previsto all’articolo 35, comma 1, ha natura e
finalita’ differenti rispetto a quello contenuto nel comma 2, lettera e),
limitato ai soli soggetti che effettuano attivita’ di commercio elettronico.

L’obbligo di indicazione del numero di partita Iva nel sito web rileva
per tutti i soggetti passivi Iva, a prescindere dalle concrete modalita’ di
esercizio dell’attivita’.

Di conseguenza, quando un soggetto Iva dispone di
un sito web relativo all’attivita’ esercitata, quand’anche utilizzato
solamente per scopi pubblicitari, lo stesso e’ tenuto ad indicare il numero
di partita Iva, come chiaramente disposto dall’articolo 35, comma 1.

L’articolo 35, comma 2, lettera e), concerne, invece, il contenuto
della dichiarazione di inizio attivita’, la cui presentazione e’ un
adempimento che precede l’attribuzione della partita Iva ed e’ finalizzato,
fra l’altro, all’acquisizione da parte dell’Amministrazione finanziaria
delle informazioni inerenti all’attivita’ da esercitare.

D’altro canto, qualora l’indicazione del numero di partita Iva nel
sito web fosse necessaria solamente per quanti svolgono attivita’ di
commercio elettronico, non vi sarebbe stata ragione di qualificare, al comma
1, il sito web come "eventuale", posto che, in caso di commercio
elettronico, l’esistenza di uno spazio web e’ necessaria ai fini dello
svolgimento dell’attivita’.