Termine prorogato al 9 luglio

Il riuso del software negli enti locali è da tempo uno degli obiettivi primari di e-Government. Il riuso, in effetti, può essere un importante strumento di semplificazione amministrativa, se si considera che con esso si riducono i tempi ed i costi di implementazione di beni e servizi informatici nella Pa, favorendo allo stesso tempo l’interoperabilità e la cooperazione tra le amministrazioni stesse.

Sin dalla pubblicazione del Primo Avviso e-Government (nell’aprile 2002), tra gli elementi oggetto di valutazione dei progetti presentati, vi era la riutilizzabilità di determinate soluzioni o parti del progetto, senza costi aggiuntivi.

In seguito, la seconda linea di azione – la cui attuazione è ancora in corso – è stata pensata dal CNIPA proprio all’insegna di tale strumento. Ed infatti, il bando di finanziamento – il c.d. 2° avviso e-Gov – “per la presentazione delle offerte di riuso e la realizzazione del catalogo delle soluzioni di e-Government” (in Gazz. Uff. n. 253 del 27 ottobre 2004), scaduto, dopo una breve proroga, il 25 gennaio 2005, era rivolto ai soli enti coordinatori dei 134 progetti cofinanziati dal primo avviso e-Gov, e richiedeva di formulare dei progetti di riuso aventi ad oggetto le applicazioni tecnologiche allora selezionate.

Agli esiti di questo secondo avviso, venne creato il cd. catalogo delle soluzioni di e-government, che oggi ospita 264 soluzioni di e-government (servizi, architettura tecnologica e componente organizzativa) provenienti da 84 progetti cofinanziati con il 1° avviso. L’obiettivo del catalogo, in definitiva, è quello di consentire alle pubbliche amministrazioni impegnate nell’attuazione dell’e-government locale che non hanno avuto accesso ai finanziamenti del primo avviso, di valutare l’opportunità di riusare soluzioni e servizi di e-government già realizzati da altri enti, peraltro già preventivamente valutati, nonchè testati sul campo.

Ed è proprio a questo scopo che il Cnipa – nell’ambito di questa seconda azione di e-Government – ha bandito un nuovo avviso di finanziamento. L’avviso, pubblicato nella Gazz. Uff. dell’11 marzo 2006, n. 59, cofinanzia i progetti presentati da qualsiasi Regione o Ente locale (non più solo gli enti cofinanziati nel 2002) finalizzati al riuso delle soluzioni adesso disponibili nel catalogo suddetto. Il cofinanziamento ammonta a 60 milioni di euro (fondi derivati dalle licenze UMTS, come quelli stanziati con il promo avviso), e potrà coprire al massimo il 50% del costo totale del progetto.

“Regioni ed enti locali dovranno riunirsi in aggregazioni che includano pure le amministrazioni che cedono le soluzioni tecnologiche”, ha affermato Livio Zoffoli, presidente del CNIPA, chiarendo che “una parte del budget di progetto sarà destinata all’adeguamento delle soluzioni in riuso per renderle coerenti con le norme previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale”.

Proprio con riferimento al C.A.D., si aggiunga che il Legislatore delegato ha voluto attribuire anche a livello legislativo un ruolo primario al riuso. L’art 69, infatti, pone a carico delle PA che siano proprietarie di programmi applicativi (e non semplicemente titolari di licenza d’uso), l’obbligo di cederli – ovviamente in formato sorgente – in uso gratuito ad altre pubbliche amministrazioni che li richiedono e che intendano adattarli alle proprie esigenze, salvo motivate ragioni.

Inoltre, lo stesso articolo impone l’inserimento di specifiche clausole nei contratti per l’acquisizione di software, volte a favorire il riuso dei programmi informatici con essi acquisiti dalle amministrazioni: oltre alla portabilità su altre piattaforme, si noti in particolare la previsione dell’inserimento di clausole che possano vincolare i fornitori a prestare, su richiesta di altre amministrazioni, servizi che consentano il riuso delle applicazioni vendute.

Nel mondo dell’impresa, tuttavia, serpeggia qualche perplessità: il rischio paventato è che le software houses si trasformino da venditori di prodotti per le PA che si informatizzano, a fornitori di servizi informatici per le PA che riusano soluzioni già perfezionate.

Si tenga presente che il termine previsto per la presentazione delle domande è stato di recente prorogato al 9 luglio 2006.

Articolo precedenteSeminario “I tre Codici”
Articolo successivoNumero di partita Iva nei siti web
Lo studio legale dedica, tutti i giorni, una piccola parte del proprio tempo all'aggiornamento del sito web della rivista. E' un'attività iniziata quasi per gioco agli albori di internet e che non cessa mai di entusiasmarci. E' anche l'occasione per restituire alla rete una parte di tutto quello che essa ci ha dato in questi anni. I giovani bravi sono sempre i benvenuti nel nostro studio legale. Per uno stage o per iniziare la pratica professionale presso lo studio, scriveteci o mandate il vostro cv a segreteria@giurdanella.it