Scatta l’iter del secondo correttivo al Codice PA Digitale

Il 19 febbraio 2010 il Governo ha formalmente avviato l’iter di riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), voluto dal Parlamento con l’ampia delega concessa all’art. 33 della Legge n. 69/2009.

Come è noto, l’iter dovrà concludersi inderogabilmente entro la scadenza fissata dalla stessa legge 69/2009 per il prossimo 4 gennaio 2011. I tempi, tuttavia, non sono così lunghi come sembrano: prima dell’approvazione definitiva, infatti, la bozza di decreto dovrà essere sottoposta al vaglio della Conferenza Stato Regioni, del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti, del Garante Privacy, delle Commissioni parlamentari competenti.

L’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, preoccupato dal mancato avvio di un dibattito in relazione alla riforma del CAD, ha voluto avviare un confronto su queste tematiche riunendo intorno allo stesso tavolo alcuni tra i principali esperti in materia di digitalizzazione del settore pubblico e aprendo la discussione a tutti i soggetti interessati alla riforma; l’obiettivo è quello di identificare le questioni più importanti e proporre soluzioni normative il più possibile condivise.

L’incontro, diretto lo scorso giovedì 8 aprile a Roma dagli avvocati Carmelo Giurdanella, Elio Guarnaccia, Ernesto Belisario e Guido Scorza, ha costituito un primo importante momento di analisi e riflessione comune sui temi più delicati del CAD, quali i cd. diritti digitali, la trasparenza e l’organizzazione degli uffici, il documento informatico, la firma digitale e la PEC, ma soprattutto, ha costituito occasione per discutere di eventuali proposte di modifica del testo approvato dal Governo in via preliminare.

Nelle prossime settimane il gruppo di lavoro costituitosi, renderà pubbliche le proprie riflessioni e proposte, sottoponendole all’attenzione di tutte le istituzioni interessate, con l’ambiziosa aspirazione di dare un contributo per migliorare la riforma del Codice dell’Amministrazione Digitale.