Primarie centrosinistra, Cittadini Europei presenta esposto al Garante Privacy

E’ stata inoltrata poche ore fa al Garante per la protezione dei dati personali una nuova segnalazione contro le regole per le primarie del centrosinistra. In particolare, a finire sotto l’accusa di violare la normativa sulla privacy questa volta è il sistema di pre-registrazione online.

A presentare l’esposto, Cittadini Europei, Associazione di cittadini ed utenti, da me presieduta, affiancata dallo studio legale Scorza Riccio & Partners.

In particolare, la procedura di raccolta dei dati personali sarebbe illegittima per i seguenti motivi:

1) l’interessato riceve due distinte informative apparentemente relative al medesimo trattamento di dati personali e/o comunque, nel medesimo contesto, di contenuto radicalmente diverso;

2) il titolare del trattamento è il Comitato “Italia bene Comune” che non è una delle asociazioni politiche destinata a partecipare alle prossime elezioni amministrative;

3) violazione dei principi di necessità del trattamento e/o di libertà del consenso.

Nel link in calce all’articolo, il testo integrale della segnalazione.

Di seguito, uno stralcio dell’esposto:

“L’ultimo è più rilevante profilo di illegittimità del trattamento oggetto della presente segnalazione è costituito dalla violazione dei principi di necessità del trattamento e/o di libertà del consenso.

E’, infatti, circostanza pacifica che il trattamento dei dati personali che il Comitato preannuncia l’intenzione di svolgere per finalità promozionali, non è “necessario” al fine di garantire all’interessato la partecipazione alle primarie.
Il conferimento dei dati degli interessati per tali finalità di propaganda politica non è, dunque, qualificabile – come, per contro, avviene nell’informativa – come “obbligatorio”.
Peraltro, anche laddove, si dovesse ritenere che tale trattamento avviene sulla base di un’apposita dichiarazione di consenso da parte dell’interessato – il che, come visto, deve essere escluso – tale consenso risulterebbe, comunque, acquisito in modo illegittimo giacché non potrebbe ritenersi espresso liberamente: l’interessato, infatti, viene posto davanti all’alternativa tra la prestazione del consenso al trattamento anche per finalità di propaganda politica e l’impossibilità di partecipare alle primarie della coalizione di centro sinistra.
La denunciata illegittimità è tanto più grave se si considera che il titolare del trattamento appare esserne consapevole ed aver all’uopo predisposto una serie di accorgimenti per dissimularla.
Dopo aver dato atto nell’informativa che il conferimento dei dati – senza peraltro esplicitare di quali tra i tanti richiesti – è obbligatorio, infatti, il titolare ha riprodotto due flagpoint in calce all’informativa medesima fingendo così di riconoscere all’interessato l’opzione tra il prestare o meno il consenso.
Si è detto, in realtà, che optando per una delle due soluzioni non è possibile procedere all’ultimazione della procedura di iscrizione.
Analogamente il messaggio di errore che viene restituito qualora si opti per la non prestazione del consenso è volutamente ambiguo: “il campo privacy è obbligatorio”.
Il titolare del trattamento, infatti, attraverso esso non chiarisce all’interessato che il mancato perfezionamento della procedura è conseguenza della mancata prestazione del consenso al trattamento”.