IMU, le ipotesi di revisione del MEF

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha diffuso una prima bozza contenente alcune ipotesi di revisione della tassazione immobiliare.

“Il documento – si legge in premessa –  intende fornire valutazioni di natura quantitativa e qualitativa su un insieme di possibili interventi di riforma della tassazione immobiliare, una riforma prospettata dal D. L. 21 maggio 2013, n. 54. Il testo di legge auspica la possibilità di una “complessiva riforma della disciplina dellʹimposizione fiscale sul patrimonio immobiliare, ivi compresa la disciplina del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, volta, in particolare, a riconsiderare lʹarticolazione della potestà impositiva a livello statale e locale, e la deducibilità ai fini della determinazione del reddito di impresa dellʹimposta municipale propria relativa agli immobili utilizzati per attività produttive”. L’attuazione di detta riforma dovrà essere effettuata “nel rispetto degli obiettivi programmatici primari indicati nel Documento di economia e finanza 2013 come risultante dalle relative risoluzioni parlamentari e, in ogni caso, in coerenza con gli impegni assunti dallʹItalia in ambito europeo”.

Nella more dell’attuazione della riforma in discorso, la norma in esame ha stabilito la sospensione del pagamento della prima rata dell’IMU per le seguenti tipologie di immobili:

a) abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

b) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dellʹart. 93 del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616;

c) terreni agricoli e fabbricati rurali di cui allʹart. 13, commi 4, 5 e 8, del D. L. n. 201 del 2011.

Il Legislatore, al successivo art. 2, si è preoccupato di inserire una “clausola di salvaguardia” nel caso di mancata adozione della riforma complessiva dell’imposizione immobiliare entro il termine del 31 agosto 2013, stabilendo che, in tal caso, continua ad applicarsi la disciplina vigente e il termine di versamento della prima rata dellʹIMU degli immobili di cui all’art. 1 è fissato al 16 settembre 2013.

Il documento è organizzato in schede, recanti ipotesi di intervento che analizzano in dettaglio le diverse proposte di riforma sull’IMU e su altri tributi, riportate dai mezzi di informazione specializzati. In particolare, in tali schede viene quantificato l’impatto sul bilancio dello Stato e gli effetti distributivi sui contribuenti. Sono state, poi, valutate per ogni ipotesi di intervento le implicazioni in termini di finanza locale e in termini di adempimenti amministrativi. Infine, sono stati esaminati dal punto di vista tecnico i principali punti di forza e di criticità dei diversi interventi”.

Qui il testo integrale del documento del MEF