Sicilia, province o liberi consorzi di comuni? Il testo del disegno di legge all’esame dell’ARS

E' iniziata all'Assemblea Regionale Siciliana la discussione sul disegno di legge che mira all'istituzione dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane in sostituzione delle province regionali.

E’ iniziata all‘Assemblea Regionale Siciliana la discussione sul disegno di legge che mira all’istituzione dei liberi consorzi comunali e delle città metropolitane  in sostituzione delle province regionali.

Il disegno di legge, in linea di continuità con le scelte adottate dal Governo regionale con la legge regionale 27 marzo 2013, n. 7 ed in parallelo rispetto alle soluzioni pensate a livello nazionale, prosegue l’iter della riforma, aggiungendo un altro tassello al quadro che dovrà ridisegnare l’assetto delle autonomie locali della Regione.

Considerati gli evidenti profili di complessità che la riforma presenta, la proposta si muove secondo una logica di necessaria gradualità. Si prevede, dunque, in questa prima fase, che le province regionali diventino liberi consorzi comunali, con la stessa estensione territoriale e le stesse funzioni già di competenza delle province. I comuni di Palermo, Catania e Messina non faranno parte dei liberi consorzi ma diventeranno immediatamente Città metropolitane.

I liberi consorzi saranno formati inizialmente dai comuni delle rispettive province, salva la possibilità di spostamento entro sei mesi ad un altro libero consorzio territorialmente contiguo. Analogamente, entro lo stesso termine i comuni compresi nelle aree metropolitane già individuate con decreto del Presidente della Regione del 10 agosto 1995 potranno aderire alle Città metropolitane, staccandosi dal libero consorzio di appartenenza.

Al termine del procedimento di costituzione il Governo presenterà il disegno di legge che definirà i territori dei liberi consorzi e delle Città metropolitane. Lo stesso disegno di legge interverrà a disciplinare il profilo funzionale dei nuovi enti, che saranno titolari di funzioni proprie esercitate in via esclusiva.

Si prevede, in proposito, la soppressione o l’accorpamento di enti regionali che svolgono compiti assegnati ai liberi consorzi, nell’ottica di una razionalizzazione e dello snellimento della struttura amministrativa regionale, evitando in tal modo duplicazioni o sovrapposizioni.

La proposta normativa ha, inoltre, l’obiettivo di definire la governance dei liberi consorzi comunali attraverso l’individuazione degli organi, che saranno eletti con sistema indiretto di secondo grado.

Tali organi sono, per i liberi consorzi: l’assemblea, composta dai sindaci dei comuni appartenenti al libero consorzio; il presidente, eletto dall’assemblea tra i sindaci con un sistema di voto ponderato in rapporto alla popolazione di ciascun comune; la giunta, composta da un numero massimo di otto sindaci facenti parte dell’assemblea.

Gli organi delle Città metropolitane sono la conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei comuni compresi nel territorio della Città metropolitana, il sindaco metropolitano e la giunta metropolitana, eletta dalla conferenza.

Ecco il testo del disegno di legge adesso all’esame dell’ARS


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