Tabella H: scoppia la polemica ed è battaglia in tribunale

Sono giorni caldi per le sorti della tanto famosa, quanto contestata “tabella h”, ossia il provvedimento con il quale la Regione eroga contributi a favore di enti la cui attività venga considerata meritevole per l’utilità sociale che rappresenta.

Infatti, anche quest’anno, la sua emanazione ha sollevato polemiche da più fronti, in particolare in relazione ai criteri di scelta tra gli enti cui riconoscere il beneficio e gli enti da escludere.

E proprio tra gli esclusi, stanchi di un sistema che troppo spesso viene sottratto alla meritocrazia ed asservito alla ricerca del consenso elettorale, si levano alte voci di protesta. Tra queste, quella di Edoardo Barbarossa, presidente della Fondazione Èbbene, pubblicata sull’autorevole quotidiano giuridico LeggiOggi.it, il quale lamenta le anomalie di un procedimento che, prima, ha qualificato come idonei ad essere ammessi al beneficio determinati enti e, poi, cambiando arbitrariamente le regole del gioco, a formazione degli elenchi – con relativi punteggi – conclusa, introducendo un nuovo criterio di calcolo dei contributi, ossia la “spesa storica dell’anno 2013” dei vari enti. Tale criterio, insieme a quello, previsto nell’avviso, che assegnava la priorità agli enti già beneficiari di contributi in forza di precedenti leggi regionali, ha comportato l’esclusione di tutti quegli enti che, privi di una precedente legge regionale di riconoscimento, erano stati comunque inizialmente valutati dalle Commissioni competenti per la valutazione come meritevoli.

Per questo motivo, una serie di enti esclusi nell’ambito del Dipartimento Famiglia e Politiche Sociali della Regione Siciliana ha deciso di dare battaglia, dando incarico all’avvocato Carmelo Giurdanella di proporre un ricorso collettivo dinanzi al Tar Palermo perché venga dichiarata l’illegittimità degli atti del procedimento nella parte in cui essi effettuino un’irragionevole discriminazione tra enti parimenti meritevoli in base alla sola preesistenza di una legge regionale che ne abbia precedentemente decretato il “diritto all’esistenza”.

Nei prossimi giorni, uno speciale sui profili di illegittimità della tabella h.


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