Click day: tra efficienza e aberrazione dell’azione amministrativa

Il click day è un periodo di tempo stabilito da un ente pubblico per presentare richieste finalizzate all’ottenimento di benefici di natura economica (incentivi, agevolazioni o contributi); si tratta di una pratica utilizzata quando le risorse da distribuire sono in numero inferiore rispetto alla quantità dei richiedenti.

Lo scorso 3 giugno ha avuto luogo il click day indetto dal Ministero delle imprese e del made in italy per ottenere gli incentivi statali all’acquisto di auto elettriche. In meno di nove ore sono stati distribuiti più di 200 milioni di euro stanziati dal governo.

In realtà, l’Italia non è nuova a questa pratica, utilizzata per la prima volta nel 2007 in occasione del decreto flussi, il quale ha automatizzato la procedura di ammissione di oltre 170.000 mila stranieri, prevedendo che le richieste fossero inoltrate telematicamente.

Nel 2009, l’Agenzia delle Entrate ha previsto un click day per la concessione alle imprese di un credito di imposta per la ricerca e lo sviluppo.

In quell’occasione, la Corte di Cassazione sollevò qualche perplessità, non tanto sul criterio del “prior in tempore potior in iure” ritenuto non del tutto illogico, ma sull’assenza di qualsiasi valutazione dell’Amministrazione circa il merito creditorio delle imprese assegnatarie, senza contare che la selezione si sarebbe basata unicamente sulla potenza e sofisticatezza dei terminali da cui veniva inoltrata la richiesta.

Fu interpellata sul punto la Corte Costituzionale, la quale ritenne la questione inammissibile poiché il suo accoglimento si sarebbe tradotto in una soluzione ancora più iniqua, poiché i beneficiari avrebbero perso il beneficio senza poter concorrere nel successivo finanziamento riservato a coloro che non l’avevano ottenuto prima.

Il click day non è un unicum italiano, come dimostra l’iniziativa Wifi4UE indetta dall’Unione Europea per erogare finanziamenti alle municipalità europee per l’installazione di Wi-fi aperte ai cittadini. Prima di avviare la procedura, la Commissione europea chiese un parere tecnico ex ante a degli economisti, i quali sconsigliarono l’uso del click day, essendo ritenuto fortemente distorsivo del mercato e invitando, tutt’al più, a unire al criterio del “first come, first served” la valutazione di altri parametri di tipo geografico, dimensionale e reddituale.

Il click day, a primo acchito, potrebbe sembrare una sublimazione dei principi di efficacia e ed efficienza, oltreché di quello di semplificazione dell’azione amministrativa.

Tuttavia, sarebbe errato pensare che i suddetti principi possano diventare predominanti, mettendo in secondo piano il cuore dell’azione amministrativa, che risiede nelle valutazioni di merito, nel bilanciamento di interessi contrapposti che solo la pubblica amministrazione può compiere.

Una pubblica amministrazione che usa il click day è una pubblica amministrazione che non decide, ma che si affida a un criterio di priorità cronologica che finisce per premiare “il dito più veloce”, la connessione internet più potente (fattore, questo, fortemente influenzato anche dal collocamento geografico del richiedente, considerato il divario tecnologico che attraversa il nostro paese).