L'articolo T.U. sul biologico approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera proviene da Giurdanella.it.
]]>Un testo unico sul biologico per mettere finalmente ordine in un settore in grande crescita dal punto di vista economico e che negli ultimi anni, ha avuto un picco di richieste tra i consumatori.
La proposta di legge recante “Disposizioni per lo sviluppo e la competitività della produzione agricola e agroalimentare con metodo biologico”, che ha rispettivamente quali primo firmatario e relatore i deputati Massimo Fiorio e Alessandra Terrosi, si pone come obiettivo quello di dare rilievo all’agricoltura biologica come “attività di interesse nazionale con funzione sociale, quale settore economico basato sulla sicurezza alimentare, sul benessere degli animali, sullo sviluppo rurale e sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità, anche ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’intensità delle emissioni di gas a effetto serra stabiliti a livello europeo”.
Una novità introdotta nel testo riguarda la disciplina in tema di sementi biologiche: come sottolineato dal presidente della Commissione Agricoltura, “viene consentito il diritto di vendita diretta – in ambito locale e per piccole quantità – agli agricoltori che producono sementi non iscritte al registro, nonché il diritto al libero scambio delle medesime, mantenendo ovviamente salve le competenze delle regioni in materia”.
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]]>L'articolo Dall’UE nuove regole per l’agricoltura biologica proviene da Giurdanella.it.
]]>La proposta è stata accolta da numerose proteste: per i piccoli coltivatori infatti, questo sarebbe solo un regalo alle multinazionali che sancirebbe il via libera definitivo agli OGM.
Ma ad essere insoddisfatti della proposta sono soprattutto i piccoli produttori che riforniscono i vari mercati con le loro produzioni biologiche, agricoltori che producono e poi conservano i semi per la produzione successiva, pratica non controllata che sarebbe non conforme alle procedure proposte dal nuovo Regolamento. Infatti tra le proposte vi sarebbe l’istituzione di un organo di controllo che analizzi e approvi ogni pianta e seme coltivati.
Più soddisfatte invece le grandi multinazionali per le quali questo regolamento significherebbe impadronirsi definitivamente del mercato delle sementi con l’ inevitabile disfatta dei piccoli produttori.
Gli esperti della Commissione hanno comunque sottolineato che i piccoli coltivatori che producono per uso privato possono stare tranquilli. La proposta, infatti, si applicherà solo a chi coltiva a scopi commerciali.
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