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]]>Già, l’intelligenza, ma non sarà mica, anche quella umana, sopravvalutata? Vale la pena ricordare le parole di Erich Fromm di settant’anni fa.
“Per intelligenza intendo la capacità di servirsi dei concetti, ma senza penetrare oltre la superficie dei fenomeni fino all’essenza della cose. L’intelligenza preferisce manipolare la realtà anziché comprenderla. La capacità di comprendere è l’opposto dell’intelligenza manipolatrice. La prima presuppone sempre un rapporto con l’oggetto delle nostre riflessioni. Se non c’è rapporto, possiamo soltanto manipolare la realtà. Possiamo pesarla, misurarla e calcolarla, e confrontare i diversi fattori tra di loro, ma un pensiero meramente intellettuale, superficiale, non andando mai dentro le cose, non potrà capirle e modificarle.”
Pesare, misurare e calcolare.
Siamo poi sicuri che l’Intelligenza artificiale ne sia in grado?
Provate a chiedere ad uno di questi sistemi: “mi spieghi un metodo semplice per realizzare un angolo retto?”
Una risposta tipica sarà qualcosa del genere:
“Un angolo retto può essere realizzato utilizzando un metodo semplice come il seguente:
Disegna un cerchio con un raggio di circa 10 cm.
Traccia un segmento di retta che attraversa il centro del cerchio.
Disegna un altro segmento di retta che attraversa il centro del cerchio e forma un angolo retto con il primo segmento.”
E’ ovviamente una risposta idiota, in pratica ti sta dicendo che per realizzare un angolo retto, bisogna disegnare due segmenti disposti dentro un cerchio … ad angolo retto.
Quattromila anni fa, se avessimo chiesto ai tenditori egizi di funi che sistema mettevano in pratica per realizzare degli angoli retti necessari per la costruzione delle piramidi, ci avrebbero risposto: “prendi una fune di una certa lunghezza, chiusa come fosse una collana e divisa in dodici parti uguali segnate da nodi. Poi fissa a terra la fune usando tre pioli, in corrispondenza di tre nodi per comporre un triangolo rettangolo con i lati composti rispettivamente di 3, 4 e 5 parti, l’angolo che si forma tra il lato di 3 e quello di 4 è un perfetto angolo retto” (teorema di Pitagora ante litteram).
Tornando a Searle, il filosofo sostiene che gli esseri umani, organismi biologici dotati di coscienza, vivono in una società che essi stessi creano e continuamente modificano. È il linguaggio che rende possibile le la costruzione di una realtà sociale, intesa come una rete di fatti e di regole che non esistono indipendentemente da noi, l’intera struttura sociale è costruita mediante processi di comunicazione analizzabili in termini di atti linguistici.
Senza la comunicazione tra esseri umani, senza il linguaggio, non c’è società: è questo che vogliamo?
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