commissione europea Archives - Giurdanella.it https://www.giurdanella.it/tag/commissione-europea/ Rivista di diritto amministrativo dal 1998 Thu, 25 Apr 2019 16:47:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 Limite del Subappalto al 30 per cento, la lettera della Commissione https://www.giurdanella.it/2019/02/subappalto-avvalimento-commissione-2/ Wed, 06 Feb 2019 23:15:31 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=41448 La lettera di messa in mora della Commissione contro le norme del Codice Appalti sul subappalto: il limite del 30 per cento, l'obbligo di indicare la terna

L'articolo Limite del Subappalto al 30 per cento, la lettera della Commissione proviene da Giurdanella.it.

]]>
La disciplina di subappalto e dell’avvalimento tra i principali oggetti della lettera della Commissione Europea, che apre la procedura di infrazione contro l’Italia.

Lettera di messa in mora – Appalti Pubblici

Una lettera della Commissione Europea dichiara aperta la procedura d’infrazione contro l’Italia per la “mancata conformità del quadro giuridico italiano alle direttive del 2014 in materia di contratti pubblica”, rilevando diversi punti di contrasto tra il Codice Appalti – D.lgs 50/2016 – e le direttive 23, 24 e 25 del 2014 sugli appalti pubblici.

Gli Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni della Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato, e provocando un intervento della Corte di Giustizia se il dissenso con governi persistesse.

Oggetto di critica da parte delle istituzioni europee sono diversi istituti la cui disciplina si è discostata dalle indicazioni euro-unitarie.

Si tratta in particolare della disciplina del subappalto, dell’avvalimento, delle offerte anomale e delle esclusioni dalle gare.

Sono stati oggetti di rilievi anche le norme sul calcolo del valore degli appalti, quelle sugli oneri di urbanizzazione.

Le osservazioni sulle limitazioni al subappalto

Come detto, la lettera si concentra sulle limitazioni del subappalto previste dal Codice Appalti, e in particolare il divieto di subappaltare più del 30% di un contratto pubblico.

Secondo la Commissione la normativa italiana viola il diritto UE in quanto essa limita il ricorso al subappalto in tutti i casi, e non solo nei casi in cui una restrizione del subappalto sia oggettivamente giustificata dalla natura delle prestazioni dedotte in contratto.

Ma sono oggetto della lettera anche le seguenti limitazioni del Codice Appalti sul subappalto:

  • Obbligo di indicare la terna di subappaltatori proposti
  • Divieto per un subappaltatore di fare a sua volta ricorso ad un altro subappaltatore
  • Divieto per il soggetto sulle cui capacità l’operatore intende fare affidamento di affidarsi a sua volta alle capacità di un altro soggetto
  • Divieto per l’offerente in una determinata gara di essere subappaltatore di un altro offerente nella stessa gara

Di seguito si riporta il contenuto della lettera, nel punto specificamente dedicato al limite quantitativo del subappalto.

***

1.3. Violazione di norme riguardanti il subappalto e l’affidamento sulle capacità di altri soggetti


A) Divieto di subappaltare più del 30% di un contratto pubblico

Ai sensi della normativa italiana, il subappalto non può superare il 30% dell’importo totale di un contratto pubblico. Tale limite del 30% è previsto dalle seguenti disposizioni del decreto legislativo 50/2016:

L’articolo 105, comma 2, terza frase, in forza del quale l’eventuale subappalto non può superare la quota del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori, servizi o forniture;

l’articolo 105, comma 5, in forza del quale, per le opere di cui all’articolo 89, comma 11, l’eventuale subappalto non può superare il 30% dell’importo delle opere Le opere di cui all’articolo 89, comma 11, sono “opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali”.

La Commissione rileva che nelle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE non vi sono disposizioni che consentano un siffatto limite obbligatorio all’importo dei contratti pubblici che può essere subappaltato. Al contrario, le direttive si basano sul principio secondo cui occorre favorire una maggiore partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) agli appalti pubblici, e il subappalto è uno dei modi in cui tale obiettivo può essere raggiunto. Conformemente a tale approccio, l’articolo 63, paragrafo 2, della direttiva 2014/24/UE consente alle amministrazioni aggiudicatrici di limitare il diritto degli offerenti di ricorrere al subappalto, ma solo ove siffatta restrizione sia giustificata dalla particolare natura delle prestazioni da svolgere. La stessa impostazione si ritrova nell’articolo 79, paragrafo 3, della direttiva 2014/25/UE (e nel considerando 87 di tale direttiva).

Analogamente, dall’articolo 38, paragrafo 2, della direttiva 2014/23/UE risulta che gli offerenti devono avere la possibilità, in linea di principio, di ricorrere a subappaltatori nell’esecuzione dei contratti. Il considerando 63 della stessa direttiva chiarisce che uno degli obiettivi di questa disposizione è proprio quello di facilitare la partecipazione delle PMI. Pertanto, occorre concludere che la normativa italiana viola il diritto UE in quanto essa limita il ricorso al subappalto in tutti i casi, e non solo nei casi in cui una restrizione del subappalto sia oggettivamente giustificata dalla natura delle prestazioni dedotte in contratto.

La suddetta conclusione è confermata dalla giurisprudenza della Corte di giustizia UE. In particolare, nella causa C-406/14 la Corte ha già statuito che una clausola che impone limitazioni al ricorso a subappaltatori per una parte dell’appalto fissata in maniera astratta in una determinata percentuale dello stesso, e ciò a prescindere dalla possibilità di verificare le capacità di eventuali subappaltatori e senza menzione alcuna del carattere essenziale delle prestazioni di cui si tratta, è incompatibile con la direttiva 2004/18/CE28 .

La Commissione rileva che, per quanto la succitata giurisprudenza della Corte di giustizia sia stata elaborata in relazione alle precedenti direttive contratti pubblici del 2004, non vi è alcuna ragione per ritenere che le nuove direttive contratti pubblici del 2014 ammettano (contrariamente alle direttive del 2004) restrizioni quantitative al subappalto fissate in maniera astratta in una determinata percentuale dell’appalto. Infatti:
– Come già detto, la direttiva 2014/24/UE, proprio come la direttiva 2004/18/CE, non prevede la possibilità d’introdurre limitazioni quantitative al subappalto;
– La direttiva 2014/24/UE, proprio come la direttiva 2004/18/CE, prevede
che, nei documenti di gara, l’amministrazione aggiudicatrice possa chiedere all’offerente di indicare, nella sua offerta, le eventuali parti dell’appalto che intende subappaltare a terzi, nonché i subappaltatori proposti (articolo 25, primo comma, della direttiva 2004/18/CE e articolo 71, paragrafo 2, della direttiva 2014/24/UE);
– Al punto 34 della sentenza nella causa C-406/14, la Corte ha precisato che, qualora i documenti dell’appalto impongano agli offerenti di indicare, nelle offerte, le parti dell’appalto che essi hanno eventualmente l’intenzione di subappaltare e i subappaltatori proposti, l’amministrazione aggiudicatrice ha il diritto, per quanto riguarda l’esecuzione di parti essenziali dell’appalto, di vietare il ricorso a subappaltatori quando non sia stata in grado di verificare le loro capacità in occasione della valutazione delle offerte e della selezione dell’aggiudicatario. Tale affermazione della Corte nella causa C-406/14 è inoltre rispecchiata nelle seguenti disposizioni della direttiva 2014/24/UE: l’articolo 63, paragrafo 1, secondo comma29, e l’articolo 71, paragrafo 6, lettera b).

Poiché dette disposizioni, che figurano agli articoli 63 e 71 della direttiva 2014/24/UE e che non erano presenti nella direttiva 2004/18/CE, hanno l’effetto di aumentare i poteri delle amministrazioni aggiudicatrici nei confronti dei subappaltatori (rendendo in tal modo ancora più difficile ritenere che una restrizione quantitativa del subappalto fissata in maniera astratta non sia sproporzionata), si deve concludere che una restrizione quantitativa del subappalto che era incompatibile con la direttiva 2004/18/CE è incompatibile anche con la direttiva 2014/24/UE.

Pertanto la Commissione conclude che l’articolo 105, comma 2, terza frase, e l’articolo 105, comma 5, del decreto legislativo 50/2016 violano l’articolo 63, paragrafo 1, secondo comma, l’articolo 63, paragrafo 2, e l’articolo 71 della direttiva 2014/24/UE31.

Poiché le altre due direttive contratti pubblici contengono articoli corrispondenti ai succitati articoli della direttiva 2014/24/UE, la Commissione conclude altresì che l’articolo 105, comma 2, terza frase, e l’articolo 105, comma 5, del decreto legislativo 50/2016 violano le disposizioni seguenti: l’articolo 79, paragrafo 1, secondo comma, l’articolo 79, paragrafo 3, e l’articolo 88 della direttiva 2014/25/UE; l’articolo 42 della direttiva 2014/23/UE e, per le ragioni sopra esposte, anche l’articolo 38, paragrafo 2, della direttiva 2014/23/UE.

L'articolo Limite del Subappalto al 30 per cento, la lettera della Commissione proviene da Giurdanella.it.

]]>
La Commissione: subappalto e avvalimento in contrasto con le direttive europee https://www.giurdanella.it/2019/01/subappalto-avvalimento-commissione/ Wed, 30 Jan 2019 11:45:05 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=40467 Il Codice appalti sarebbe in contrasto con la normativa europea in materia di subappalto, avvalimento, disciplina delle offerte anomale e motivi di esclusione

L'articolo La Commissione: subappalto e avvalimento in contrasto con le direttive europee proviene da Giurdanella.it.

]]>
La disciplina di subappalto e dell’avvalimento tra i principali oggetti della lettera della Commissione Europea che apre la procedura di infrazione contro l’Italia.

Una lettera della Commissione Europea dichiara aperta la procedura d’infrazione contro l’Italia per la “mancata conformità del quadro giuridico italiano alle direttive del 2014 in materia di contratti pubblica”, rilevando diversi punti di contrasto tra il Codice Appalti – D.lgs 50/2016 – e le direttive 23, 24 e 25 del 2014 sugli appalti pubblici.

Oggetto di critica da parte delle istituzioni europee sono diversi istituti la cui disciplina si è discostata dalle indicazioni euro-unitarie.

Si tratterebbe in particolare della disciplina del subappalto, dell’avvalimento, delle offerte anomale e delle esclusioni dalle gare.

Tuttavia, in attesa della pubblicazione della versione integrale della lettera di messa in mora, al momento l’unica fonte ufficiale è il comunicato stampa della Commissione del 24 gennaio 2019, di seguito riportato

***

Appalti pubblici: la Commissione esorta 15 Stati membri a conformarsi alle norme su appalti pubblici e concessioni

La Commissione ha deciso oggi di inviare lettere di costituzione in mora a 15 Stati membri (Bulgaria, Cechia, Cipro, Croazia, Danimarca, Finlandia, Germania, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Regno Unito, Romania, Svezia e Ungheria) in relazione alla conformità della loro legislazione nazionale alle norme dell’UE su appalti pubblici e concessioni. Gli Stati membri erano tenuti a recepire la nuova normativa (direttiva 2014/24/UE, direttiva 2014/25/UE e direttiva 2014/23/UE) nel diritto nazionale entro il 18 aprile 2016. Le lettere odierne sono il risultato di un controllo di conformità effettuato dalla Commissione per verificare che le norme nazionali di recepimento fossero conformi alle direttive dell’UE. La stessa valutazione è in corso o sarà effettuata per gli altri Stati membri, nei quali il recepimento è stato completato con notevole ritardo (cfr. i casi deferiti alla Corte di giustizia dell’UE). Gli Stati membri dispongono ora di due mesi di tempo per rispondere alle argomentazioni della Commissione; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di dar seguito alle lettere inviando un parere motivato.

L'articolo La Commissione: subappalto e avvalimento in contrasto con le direttive europee proviene da Giurdanella.it.

]]>
Appalti pubblici europei: la guida della Commissione https://www.giurdanella.it/2018/09/appalti-pubblici-europei-la-guida-della-commissione/ Thu, 13 Sep 2018 08:31:56 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=37829 Gli appalti pubblici secondo il diritto europeo, nella nuova guida della Commissione

L'articolo Appalti pubblici europei: la guida della Commissione proviene da Giurdanella.it.

]]>
In materia di appalti pubblici europei la Commissione ha pubblicato l’edizione in lingua Italiana per il 2018 della guida “Appalti pubblici, guida per i funzionari – Guida per evitare gli errori più frequenti e adottare le migliori pratiche nell’ambito degli appalti pubblici riguardanti progetti finanziati dai Fondi Strutturali e d’Investimento Europei”, relativa alle procedure collegate ai Fondi dell’Unione Europea per il 2014-2020(Qui il testo).

Il testo, con il nome di “Orientamenti in materia di appalti pubblici per professionisti su come evitare gli errori più comuni nei progetti finanziati dai Fondi strutturali e d’investimento europei”, ha lo scopo di suggerire le migliori pratiche in materia di appalti pubblici relativamente ai progetti finanziati da fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e oltre.

Si tratta di una guida all’applicazione delle direttive appalti del 2014 per la gestione dei 5 Fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE), ovvero del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo sociale europeo (FSE), del Fondo di coesione (FC), del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), e infine del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

Non si tratta di un testo a carattere vincolante, ma di una guida sulle procedure da seguire in caso di progetti finanziati da fondi comunitari, contenente raccomandazioni sia generali che specifiche, con una serie di “suggerimenti” allo scopo di evitare la commissione degli errori più comuni nella gestione dei fondi.

La guida riguarda tutte le fasi di una procedura di appalto regolata dal diritto europeo, dalla preparazione all’esecuzione, e chiarisce quale deve essere la concreta applicazione delle direttive appalti del 2014 e della giurisprudenza della Corte di Giustizia.

Le fasi oggetto delle indicazioni della Commissione sono:
* Preparazione e pianificazione
* Pubblicazione e trasparenza
* Presentazione e selezione delle offerte
* Valutazione delle offerte e aggiudicazione
* Implementazione del contratto

In particolare la Commissione si concentra su tutte le circostanze che statisticamente possono ostacolare la corretta gestione di un fondo europeo, come l’inesistenza di offerte, le offerte abnormemente basse o le specificazioni tecniche con valenza escludente. Oggetto di particolare attenzione sono le pratiche di consultazione preliminari di mercato, che da un lato sono essenziali per l’ottimale preparazione della procedure, dall’altro possono distorcere la concorrenza.

Tra i vari aspetti interessanti viene sottolineata la necessità di distinguere i criteri di ammissione (chi deve essere escluso?) da quelli di selezione (chi è capace di eseguire il contratto?) e da quelli premiali (quale offerta porterà ai maggiori risultati?).

In allegato il testo integrale della Guida.

Guida al Public Procurement europeo – Italiano

L'articolo Appalti pubblici europei: la guida della Commissione proviene da Giurdanella.it.

]]>
Finanziamenti Europei: Bando sul “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE” https://www.giurdanella.it/2018/06/finanziamenti-europei-bando-sul-sostegno-a-misure-di-informazione-relative-alla-politica-di-coesione-dellue/ Fri, 01 Jun 2018 14:56:42 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=36820 Pubblicato il bando per il sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE

L'articolo Finanziamenti Europei: Bando sul “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE” proviene da Giurdanella.it.

]]>

La Commissione Europea ha pubblicato il bando  per il sostegno a misure di informazione sulla politica di coesione dell’UE. Obiettivo primario della call è fornire sostegno alla produzione e diffusione di informazioni e contenuti relativi alla politica di coesione dell’UE, nel rispetto della completa autonomia editoriale dei beneficiari coinvolti.

Le proposte da candidare dovranno illustrare e valutare il ruolo della politica di coesione nel realizzare le priorità politiche dell’UE e nell’affrontare le sfide attuali e future che impegnano l’UE, gli Stati membri, le regioni e le amministrazioni locali. Più specificamente le proposte dovrebbero riguardare il contributo della politica di coesione al fine di:
– stimolare l’occupazione, la crescita e gli investimenti a livello regionale e nazionale, e migliorare la qualità di vita dei cittadini;
– contribuire alla realizzazione delle priorità dell’UE e degli Stati membri, che comprendono, oltre alla creazione di posti di lavoro e di crescita, anche la tutela dell’ambiente, la gestione dei cambiamenti climatici, la promozione della ricerca e dell’innovazione;
– migliorare la coesione economica, sociale e territoriale nell’UE riducendo le disparità tra i Paesi e le regioni dell’UE;
– aiutare le regioni a gestire correttamente la globalizzazione trovando la propria collocazione nell’economia mondiale;
– rafforzare il progetto europeo.

I progetti dovranno avere una durata di 12 mesi e sono ammesse a partecipare al bando persone giuridiche, stabilite in uno dei Paesi UE, quali:

– organizzazioni attive nel settore della comunicazione/agenzie di stampa (televisione, radio, stampa, mezzi di comunicazione online, nuovi mezzi di comunicazione e combinazione di diversi mezzi di comunicazione);
– organizzazioni senza scopo di lucro;
– università e istituti d’istruzione;
– centri di ricerca e gruppi di riflessione;
– associazioni di interesse europeo;
– soggetti privati;
– autorità pubbliche (nazionali, regionali e locali) che non siano Autorità di gestione.

Non sono ammissibili organismi appositamente costituiti con l’obiettivo di attuare progetti nell’ambito del presente bando.

Il bando dispone di un budget di 5 milioni di euro. Per ciascun progetto selezionato la sovvenzione UE potrà coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili e sarà compresa tra 70mila e 300mila euro. La scadenza è il 28 giugno 2018 ore 15.00.

L'articolo Finanziamenti Europei: Bando sul “Sostegno a misure di informazione relative alla politica di coesione dell’UE” proviene da Giurdanella.it.

]]>
PON: 102 milioni di euro per le PMI del Sud https://www.giurdanella.it/2015/12/pon-102-milioni-di-euro-per-le-pmi-del-sud/ Wed, 09 Dec 2015 14:13:50 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=29712 Il Ministero dello Sviluppo Economico rende noto che la Commissione Europea ha approvato nei giorni scorsi il  nuovo programma “Iniziativa PMI” 2014 – 2020 del nuovo Programma Operativo (PON) ” al fine di promuovere la competitività delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno migliorando le condizioni di accesso al credito attraverso una forma di intervento […]

L'articolo PON: 102 milioni di euro per le PMI del Sud proviene da Giurdanella.it.

]]>
Il Ministero dello Sviluppo Economico rende noto che la Commissione Europea ha approvato nei giorni scorsi il  nuovo programma “Iniziativa PMI” 2014 – 2020 del nuovo Programma Operativo (PON) ” al fine di promuovere la competitività delle piccole e medie imprese del Mezzogiorno migliorando le condizioni di accesso al credito attraverso una forma di intervento mirata e basata sul ricorso a strumenti di ingegneria finanziaria.

Il programma conta un budget complessivo di 102,5 milioni di euro.

L’ambito territoriale del Programma è relativo ad otto Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia Abruzzo, Molise e Sardegna.
La dotazione finanziaria del Programma deriva da uno specifico conferimento del PON “Imprese e Competitività” 2014-2020, già approvato lo scorso 23 giugno e che si è provveduto a riprogrammare.

Alle risorse stanziate direttamente nell’ambito del programma si aggiungeranno ulteriori risorse – da disciplinare all’interno del previsto Accordo di finanziamento tra Autorità di Gestione e Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) – derivanti in parte da fonti di natura nazionale, per un importo analogo a quello previsto come contribuzione FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e in parte dal programma COSME (Programma Europeo per le PMI).

Il programma agirà attraverso operazioni di cartolarizzazione di portafogli di prestiti bancari esistenti, in maniera sinergica rispetto alla corrispondente azione svolta dal Fondo centrale di garanzia nel PON “Imprese e Competitività”, che fornisce garanzie alle banche e agli intermediari finanziari riferite sia a singole operazioni finanziarie, sia a portafogli di operazioni.

La cartolarizzazione di prestiti esistenti consentirà alle banche che aderiranno all’iniziativa di liberare capitale di vigilanza. Il capitale liberato sarà utilizzato dalle stesse banche per erogare nuovi finanziamenti a tasso agevolato alle PMI localizzate nelle Regioni del Mezzogiorno, per un ammontare complessivo di almeno 1,2 miliardi con un effetto moltiplicatore pari a 6 sulle risorse pubbliche dedicate all’iniziativa.

Al fine di massimizzare l’efficacia dell’iniziativa, è previsto che una quota consistente dei prestiti da cartolarizzare debba essere assistita dalla garanzia dei confidi. Tale previsione consentirà, a parità di risorse stanziate, una liberazione di capitale non solo in capo alle banche ma anche ai confidi, rendendo così disponibili importanti risorse per la concessione di nuove garanzie in favore delle PMI.

L'articolo PON: 102 milioni di euro per le PMI del Sud proviene da Giurdanella.it.

]]>
Appalti: dall’Europa i nuovi regolamenti per formulari e soglie comunitarie https://www.giurdanella.it/2015/11/appalti-dalleuropa-nuovi-regolamenti-per-formulari-e-soglie-comunitarie/ Mon, 30 Nov 2015 15:59:18 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=29599 E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 12 novembre scorso,  il Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1986 della Commissione Europea, dell’11 novembre 2015, che stabilisce nuovi modelli di formulari per la pubblicazione di bandi e avvisi nel settore degli appalti pubblici e che abroga il precedente regolamento di esecuzione (UE) n. 842/2011. Il nuovo […]

L'articolo Appalti: dall’Europa i nuovi regolamenti per formulari e soglie comunitarie proviene da Giurdanella.it.

]]>
E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 12 novembre scorso,  il Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1986 della Commissione Europea, dell’11 novembre 2015, che stabilisce nuovi modelli di formulari per la pubblicazione di bandi e avvisi nel settore degli appalti pubblici e che abroga il precedente regolamento di esecuzione (UE) n. 842/2011.

Il nuovo Regolamento si riferisce ai lavori al di sopra della soglia comunitaria ed entra in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta e dunque il prossimo 2 dicembre. 

L’uso dei nuovi formulari sarà invece obbligatoria per gli Stati Membri a decorrere dal 18 aprile 2016, termine ultimo per il recepimento delle nuove direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE in materia di appalti e concessioni.

Il 25 novembre 2015 sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. 307/5, i nuovi Regolamenti della Commissione Europea che stabiliscono le  nuove soglie applicabili per le procedure di aggiudicazione degli appalti nel settore dei lavori, nei settori speciali e nelle concessioni.

In particolare si tratta del Regolamento n. 2015/2170 che modifica la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio rideterminando così le soglie nei settori ordinari:

5.225.000 – appalti di lavori pubblici;

209.000 –  appalti pubblici di forniture e di servizi;

€135.000 –  appalti pubblici di forniture e di servizi aggiudicati dalle amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative centrali indicate nell’all. IV del D. Leg.vo 163/2006;

Il Regolamento n. 2015/2171 che modifica la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio rideterminando così  le soglie nei settori speciali:

€ 5.225.000 – appalti di lavori

418.000 – servizi e forniture

Infine il Regolamento n. 2015/2172 che modifica la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio rideterminando così le soglie per le concessioni:

 5.225.000 – concessioni

I regolamenti che rideterminano le soglie comunale entrano in vigore il 1 gennaio 2016 e sono direttamente applicabili in tutti gli stati membri.

Clicca qui per il Regolamento di esecuzione (UE) n. 2015/1986

Clicca qui per il Regolamento n. 2015/2170

Clicca qui per il Regolamento n. 2015/2171

Clicca qui per il Regolamento n. 2015/2172

L'articolo Appalti: dall’Europa i nuovi regolamenti per formulari e soglie comunitarie proviene da Giurdanella.it.

]]>
Fondi Europei: la Commissione emana un manuale per gli appalti pubblici https://www.giurdanella.it/2015/11/fondi-europei-la-commissione-emana-un-manuale-per-gli-appalti-pubblici/ Wed, 04 Nov 2015 09:02:00 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=29234 La Commissione Europea ha emanato un manuale contenente delle linee guida di orientamento per i funzionari pubblici coinvolti nella gestione dei Fondi strutturali e di investimento europei, consentendo loro di evitare gli errori frequenti e di adottare le migliori pratiche per l’esecuzione delle procedure d’appalto. La Commissione evidenzia come gli appalti pubblici svolgano un ruolo importante […]

L'articolo Fondi Europei: la Commissione emana un manuale per gli appalti pubblici proviene da Giurdanella.it.

]]>
La Commissione Europea ha emanato un manuale contenente delle linee guida di orientamento per i funzionari pubblici coinvolti nella gestione dei Fondi strutturali e di investimento europei, consentendo loro di evitare gli errori frequenti e di adottare le migliori pratiche per l’esecuzione delle procedure d’appalto.

La Commissione evidenzia come gli appalti pubblici svolgano un ruolo importante nell’incanalare i Fondi strutturali e di investimento europei, offrendo una serie di opportunità alle imprese, stimolando gli investimenti privati e contribuendo alla crescita e all’occupazione in loco. Circa infatti il 48% di tali fondi vengano elargiti attraverso degli appalti pubblici.

La Commissione è consapevole che negli Stati membri i progetti cofinanziati dai fondi UE devono essere conformi alle norme applicabili in materia che garantiscono un buon rapporto qualità/prezzo e una leale concorrenza sul mercato. La trasparenza e l’integrità nelle procedure pertinenti sono altrettanto fondamentali per mantenere la fiducia dei cittadini nel governo.

Per questi motivi, la corretta e coerente attuazione delle norme in materia di appalti pubblici si traduce in vantaggi in termini di efficienza ed efficacia per tutti: per le amministrazioni pubbliche a livello nazionale e regionale, per le imprese e per i cittadini.

La Commissione rileva però che una parte significativa degli errori commessi nella spesa di fondi UE è dovuta a un’errata applicazione delle norme UE in materia di appalti pubblici.

Per tali motivi ha redatto un documento contenente delle linee guida che pur non fornendo un’interpretazione giuridica delle direttive UE, costituisce per i funzionari che si occupano di appalti un utile strumento che, grazie a consigli pratici, li guida nelle fasi in cui gli errori sono più frequenti e consente di gestire al meglio ogni situazione. Esso contiene inoltre una serie di buone pratiche, esempi concreti, spiegazioni su temi specifici, studi di casi e modelli. Per facilitare l’uso della guida sono infine stati inseriti punti di allerta ed elementi interattivi con link ai pertinenti testi legislativi e ad altri documenti utili.

Questi orientamenti fanno parte dell’azione prioritaria della Commissione volta ad aiutare gli Stati membri a rafforzare la loro capacità amministrativa al fine di migliorare il modo in cui i fondi UE vengono investiti e gestiti.

L'articolo Fondi Europei: la Commissione emana un manuale per gli appalti pubblici proviene da Giurdanella.it.

]]>
Elezioni europee 2014: il manuale elettorale https://www.giurdanella.it/2014/05/elezioni-europee-2014-il-manuale-elettorale/ Mon, 05 May 2014 06:09:56 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=22719 Il 25 maggio 2014 si svolgeranno le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. Si voterà nello stesso periodo in tutti i 28 Stati membri (dunque anche in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, […]

L'articolo Elezioni europee 2014: il manuale elettorale proviene da Giurdanella.it.

]]>
Il 25 maggio 2014 si svolgeranno le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. Si voterà nello stesso periodo in tutti i 28 Stati membri (dunque anche in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria). L’Unione Europea comprende più di 500 milioni di persone.

Per la prima volta, il nuovo Parlamento, a seguito delle novità introdotte con i Trattati di Lisbona, eleggerà chi sarà alla guida della Commissione europea, cioè al Governo dell’UE. Il candidato presenta il suo programma politico al Parlamento e per essere eletto a Presidente della Commissione europea dovrà essere poi ‘approvato’ dalla maggioranza assoluta dei deputati (376 su 751). In caso contrario, gli Stati membri dovranno presentare un nuovo candidato.

Anche i candidati agli altri portafogli di competenze della Commissione dovranno superare la “valutazione” parlamentare prima di poter assumere la carica.

Il sistema elettorale

La legge n. 65 del 2014, entrata in vigore il 25 aprile, ha rafforzato la parità di genere alle elezioni europee: nel caso in cui l’elettore decida di esprimere tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.

Gli elementi essenziali del sistema di elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e la disciplina della campagna elettorale, dei finanziamenti a partiti e candidati sono illustrati nel Manuale elettorale per le elezioni europee 2014 a cura della Camera dei deputati.

Le modalità di elezione del Parlamento europeo sono disciplinate autonomamente da ciascuno Stato membro sulla base di alcuni principi comuni stabiliti dall’Unione europea. In Italia, il sistema elettorale è proporzionale ed i seggi sono assegnati nel collegio unico nazionale, a liste concorrenti presentate nell’ambito di 5 circoscrizioni molto ampie.

La scheda elettorale è unica, si vota per una delle liste e si possono esprimere da una a tre preferenze.

Sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste che hanno conseguito sul piano nazionale almeno il 4% dei voti validi espressi. I seggi sono attribuiti proporzionalmente ai voti conseguiti in ambito nazionale con il sistema dei quozienti interi e dei maggiori resti. I seggi conseguiti da ciascuna lista sono quindi riassegnati alle circoscrizioni in proporzione ai voti ottenuti in ciascuna di esse. Determinato il numero dei seggi spettanti alla lista in ciascuna circoscrizione, sono proclamati eletti i candidati con il maggior numero di voti di preferenza.

La legge 22 aprile 2014, n. 65 ha modificato la legge elettorale europea per rafforzare la rappresentanza di genere.

In considerazione del ravvicinato svolgimento delle elezioni europee, la legge reca una disciplina transitoria destinata ad applicarsi solo nelle elezioni del 2014 ed una disciplina a regime più incisiva che troverà applicazione dalle successive elezioni.

In particolare, la proposta di legge introduce, limitatamente alle elezioni europee del 2014, la tripla preferenza di genere prevedendo che, nel caso in cui l’elettore decida di esprimere tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.

Per quanto riguarda la disciplina a regime viene prevista:

– la composizione paritaria delle liste dei candidati, disponendosi che i candidati dello stesso sesso non possono essere superiori alla metà, a pena di inammissibilità; inoltre, i primi due candidati devono essere di sesso diverso;

– la tripla preferenza di genere, con una disciplina più incisiva rispetto a quella prevista in via transitoria per il 2014: le preferenze devono infatti riguardare candidati di sesso diverso non solo nel caso di tre preferenze, ma anche nel caso di due preferenze. In caso di espressione di due preferenze per candidati dello stesso sesso, la seconda preferenza viene annullata; in caso di espressione di tre preferenze, sono annullate sia la seconda che la terza preferenza (e non solo la terza preferenza, come nella disciplina per il 2014).

Qui il manuale elettorale per le elezioni europee 2014, a cura della Camera dei deputati.

L'articolo Elezioni europee 2014: il manuale elettorale proviene da Giurdanella.it.

]]>
Professioni, in arrivo dalla UE una nuova direttiva https://www.giurdanella.it/2014/04/professioni-arrivo-dalla-ue-nuova-direttiva/ Mon, 28 Apr 2014 05:45:53 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=22636 Avviata dalla Direzione generale Mercato interno della Commissione europea una mappatura completa sulla regolamentazione delle libere professioni nei vari stati membri

L'articolo Professioni, in arrivo dalla UE una nuova direttiva proviene da Giurdanella.it.

]]>
E’ stata avviata dalla Direzione generale Mercato interno della Commissione europea una mappatura completa sulla regolamentazione delle libere professioni nei vari stati membri per chiarire le differenti basi giuridiche nazionali e  cercare di armonizzare le libere professioni in Europa.

La direttiva 2013/55/EU è stata emanata proprio per rimuovere gli ostacoli nella libera circolazione delle professioni, ma la situazione sembra essere in stallo a causa delle diverse regolamentazioni delle varie professioni nei vari stati membri. Pertanto, per cercare di dare una soluzione al problema ed evitare che la direttiva qualifiche resti inascoltata, la Commissione europea ha pensato di mappare le regolamentazioni delle libere professioni nei vari stati per verificare se le varie discipline siano giustificate.

Ovviamente la Commissione nel corso delle indagini terrà conto di tutti gli aspetti delle regolamentazioni dai requisiti di accesso, alla responsabilità civile e penale dei professionisti ecc..

Il vice capo dell’Unità per la libera circolazione delle professioni della Dg Mercato Interno ha illustrato alla delegazione Confprofessioni, l’8 aprile scorso,  il programma di mappatura che si articolerà in 2 fasi e dovrà concludersi entro il 2016.

 

 

 

L'articolo Professioni, in arrivo dalla UE una nuova direttiva proviene da Giurdanella.it.

]]>
Corruzione negli appalti, l’UE boccia l’Italia https://www.giurdanella.it/2014/02/corruzione-negli-appalti-lue-boccia-litalia/ Thu, 13 Feb 2014 07:25:35 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=21418 Nelle grandi opere pubbliche la corruzione costa il 40% del valore degli appalti. Lo afferma il rapporto sulla corruzione elaborato dalla Commissione Europea

L'articolo Corruzione negli appalti, l’UE boccia l’Italia proviene da Giurdanella.it.

]]>
Nelle grandi opere pubbliche la corruzione pesa per il 40% del valore degli appalti. È quanto si legge nel rapporto sulla corruzione elaborato e diffuso dalla Commissione Europea.

Secondo quanto riportato dalla Commissione, nel settore degli appalti pubblici, settore sempre più a rischio “corruzione”, c’è stato un ricorso alle procedure senza gara pari al 14%, contro il 6% di media dell’Unione Europea.

L’Ue individua come principale responsabile di questa grave anomalia la Civit, cioè la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, che avrebbe il compito di coordinare le politiche anticorruzione a livello nazionale. Per l’Ue, infatti, la Civit non avrebbe la capacità di svolgere il suo ruolo perché può contare solo su tre membri e su un organico di supporto di trenta persone frequentemente sostituite.

Il rapporto è critico anche nei confronti della Legge Anticorruzione 190/2012, colpevole, a parere della Commissione UE, di aver attribuito alla Civit compiti di ispezione molto scarsi e debolissimi poteri sanzionatori. Non solo. La Legge Anticorruzione avrebbe lasciato irrisolte alcune questioni, come il falso in bilancio, il riciclaggio e il voto di scambio, mentre le misure contro l’abuso d’ufficio sono frammentate.

 Consulta il rapporto integrale della Commissione Europea (disponibile solo in inglese)

L'articolo Corruzione negli appalti, l’UE boccia l’Italia proviene da Giurdanella.it.

]]>