L'articolo Concorso Magistratura, bando 2018 per 330 magistrati ordinari proviene da Giurdanella.it.
]]>E’ stato pubblicato nella G. U. n. 91 di oggi, 16 novembre 2018, nella 4^ serie speciale “concorsi ed esami” il bando del concorso per 330 posti di magistrato ordinario, indetto con d.m. 10 ottobre 2018.
Da oggi è pertanto possibile tramite il sito www.giustizia.it andando nella sezione “Strumenti” – “Concorsi, esami, selezioni e assunzioni” presentare la domanda di partecipazione.
Per procedere alla presentazione della domanda di partecipazione è necessario prima registrarsi sul sito del Ministero della Giustizia.
Dopo aver completato l’inserimento e la registrazione dei dati, il sistema mostrerà al candidato il collegamento al file “pdf” contenente la domanda di partecipazione registrata.
La domanda dovrà essere salvata, stampata, firmata, scansionata in formato pdf unitamente a fotocopia di un documento di riconoscimento ed inviata.
Il termine ultimo per presentare la domanda è il 17 dicembre 2018 ore 23:59.
Le prove di esame si svolgeranno nella indicata nel diario contenente la disciplina delle prove scritte che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami – del 29 marzo 2019 e sul sito del Ministero della Giustizia, www.giustizia.it
Per conoscere i requisiti di accesso al concorso e altre informazioni utili si rimanda a quanto meglio specificato nel bando di concorso rinvenibile cliccando al seguente link.
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]]>L'articolo Concorso Magistrato Ordinario: quanto costa l’accesso agli atti? proviene da Giurdanella.it.
]]>Le prove si erano svolte nei giorni 7,8 e 10 luglio 2015 presso la Fiera di Roma ed al termine delle stesse avevano consegnato quasi 3.000 candidati; di questi solo 368 hanno ottenuto la sufficienza in tutti e tre i compiti (civile, penale ed amministrativo), e sono stati così ammessi all’orale.
Rispetto al numero dei candidati che hanno consegnato, ed ancor di più rispetto al numero dei partecipanti (quasi 7000) il numero di 368 idonei può apparire esiguo, ma è nota ai più la difficoltà di questo concorso e proprio tale consapevolezza, probabilmente, persuade molti candidati giudicati non idonei a desistere dall’intraprendere le vie legali per impugnare l’esito di tali prove.
Ma se tale consapevolezza non fosse sufficiente, un ulteriore disincentivo è fornito dalla stessa Amministrazione sin dalla richiesta di accesso agli atti, procedura – come noto – propedeutica per la verifica della sussistenza dei presupposti per un eventuale ricorso dinanzi all’autorità competente.
Infatti, nella sezione del sito del Ministero della Giustizia dedicata specificatamente all’accesso agli atti del concorso di magistratura, tra gli atti di cui il candidato non ammesso può richiedere copia, sono elencati, oltre agli elaborati del richiedente, al verbale della seduta di correzione degli elaborati del richiedente, etc., gli “elaborati di tutti gli ammessi alle prove orali o della metà più uno”(ndr grassetto e sottolineatura).
È quindi specificato: “Tenuto conto dell’orientamento espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura, possono essere accolte le richieste che abbiano ad oggetto il rilascio di copia degli elaborati di tutti i candidati che siano stati ammessi alle prove orali; a richiesta dell’istante, può essere rilasciata copia, anziché di tutti gli elaborati dei candidati ammessi alle prove orali, di una quota significativa di essi, comunque non inferiore alla metà più uno”(ndr grassetto).
In pratica, al fine di verificare se sussistono le condizioni per far valere in giudizio eventuali motivi di doglianza avverso l’esito delle prove concorsuali, il candidato non ammesso alle prove orali è costretto a richiedere – e a pagare – copia degli elaborati di tutti i candidati ammessi alle prove orali (328 x 3!), o comunque non meno della metà più uno, per un totale, nel caso dell’odierno concorso, di 495 elaborati.
È bene evidenziare, infatti, che il rilascio della copia di tutti gli atti è subordinata al pagamento del costo di riproduzione, pari ad euro 0,52 per il rilascio da una a due copie, di euro 1,04 per il rilascio da tre a quattro copie e così di seguito; parliamo, dunque, di un importo che si aggira intorno ai 1.000 euro.
Peraltro, non solo non è previsto l’invio degli atti a mezzo PEC, ma l’Ufficio Concorsi riferisce che, negli anni passati, il Ministero ha invitato gli istanti a ritirare personalmente i fascicoli contenenti le copie degli elaborati dei candidati idonei.
Non essendo rinvenibile in alcuna disposizione normativa di riferimento la previsione di un obbligo tanto gravoso, il Ministero della Giustizia rinvia ad un “orientamento espresso dal Consiglio Superiore della Magistratura”e presumibilmente – stante l’assenza di specifici richiami – alla Delibera del 20 dicembre 2006, ai sensi del quale “non sono state ritenute accoglibili ex se istanze che abbiano ad oggetto il rilascio di copia degli elaborati di un numero limitato di candidati, individualmente identificati o no, data la non configurabilità, in tale fattispecie, di alcun interesse giuridicamente rilevante che giustifichi una simile richiesta; in sede giurisdizionale, infatti, non è ammesso chiedere al giudice di rivedere o rifare la valutazione comparativa, ma solo di verificare la palese abnormità della valutazione, cosa che può desumersi da una macroscopica ed indiscutibile incongruenza tra il giudizio dato al candidato non ammesso rispetto ai comuni denominatori eventualmente individuabili tra criteri di valutazione di fatto osservati per la generalità dei candidati ammessi”.
Il CSM sostiene quindi che la corretta applicazione dei criteri di valutazione non è verificabile compito per compito, ma solo complessivamente, in virtù di “minimi comuni denominatori” nuovi ed ulteriori rispetto ai criteri di valutazione formulati dalla commissione, ma di cui non vi è traccia in alcun atto.
L’imposizione di tale onere sembrerebbe dunque giustificato da una valutazione, più o meno condivisibile – o più o meno legittima, che dir si voglia – che tuttavia non dovrebbe fare il CSM in via preventiva al momento dell’accesso agli atti, ma che dovrebbe essere lasciata all’organo competente, terzo ed imparziale, chiamato per legge a decidere in sede giurisdizionale.
Tale situazione, in definitiva, oltre a ledere palesemente il diritto all’accesso dei partecipanti, limita significativamente anche il diritto alla difesa di cui all’art. 24 della Costituzione.
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]]>L'articolo Concorso Magistratura 2015: correzione elaborati -… proviene da Giurdanella.it.
]]>Il Ministero della Giustizia rende noto che, in relazione al concorso per 340 posti a magistrato ordinario indetto il 5 novembre 2014, alla data del 29 ottobre 2015 sono stati corretti 1273 elaborati. Sono stati valutati idonei 148 candidati.
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]]>L'articolo Concorso Magistratura 2016: pubblicato il bando per 350 posti proviene da Giurdanella.it.
]]>Il bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 90 del 20 novembre 2015 – 4a serie speciale – concorsi.
La scadenza per la presentazione delle domande è il 21 dicembre 2015 ore 23,59.
Può partecipare al concorso chi è in possesso dei requisiti previsti dal d. lgs. 5 aprile 2006, n. 160 e dal comma 11 bis dell’art. 73 del d.l. 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente e dunque chi rientra in una delle seguenti categorie:
La domanda di partecipazione al concorso deve essere inviata esclusivamente per via telematica entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami.
Il candidato deve collegarsi al sito internet del Ministero della Giustizia, www.giustizia.it, alla voce Strumenti/Concorsi, esami, assunzioni, per registrarsi.
Per effettuare la registrazione, occorre inserire
La domanda di partecipazione deve essere redatta compilando l’apposito modulo (FORM), disponibile dal giorno di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta Ufficiale e fino alla data di scadenza dello stesso; dopo aver completato l’inserimento e la registrazione dei dati, il sistema informatico notificherà l’avvenuta ricezione, fornendo una pagina di risposta che contiene il collegamento al file in formato pdf “domanda di partecipazione”.
Il candidato deve salvare la domanda, stamparla, firmarla in calce e unitamente a fotocopia di un documento di identità scansionarla in formato pdf.
Per completare la procedura, occorre inviare la domanda con la seguente modalità: il candidato deve effettuare l’upload, sul sito, della domanda scansionata; il sistema notificherà la ricevuta di presa in carico della domanda, con invio di una e.mail all’indirizzo indicato dal candidato. Nella ricevuta è presente anche il file in formato pdf “codice identificativo”. Il codice identificativo, comprensivo del codice a barre, deve essere salvato, stampato e conservato a cura del candidato, nonché esibito per la partecipazione alle prove scritte.
La procedura di invio della domanda nella modalità suindicata deve essere completata entro il termine di scadenza del bando. In assenza di invio, la domanda è irricevibile.
In caso di più invii, l’Ufficio prenderà in considerazione la domanda inviata per ultima.
Allo scadere dei termini, il sistema informatico non permetterà più l’accesso al FORM né l’invio della domanda.
Non sono ammessi a partecipare al concorso i candidati le cui domande sono state redatte, presentate o spedite in modalità diverse da quelle suindicate.
PROVE
L’esame consiste in una prova scritta ed in una prova orale.
La prova scritta consiste nello svolgimento di tre elaborati teorici vertenti su:
Per lo svolgimento di ciascun elaborato teorico i candidati hanno a disposizione otto ore dalla dettatura della traccia.
La prova orale verte su:
a. diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano;
b. procedura civile;
c. diritto penale;
d. procedura penale;
e. diritto amministrativo, costituzionale e tributario;
f. diritto commerciale e fallimentare;
g. diritto del lavoro e della previdenza sociale;
h. diritto comunitario;
i. diritto internazionale pubblico e privato;
l. elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario;
m. colloquio su una lingua straniera scelta fra le seguenti: inglese, francese, spagnolo e tedesco.
Le prove di esame si svolgeranno nella sede di cui al diario contenente la disciplina delle prove scritte che sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica – 4ª serie speciale, concorsi ed esami –, del 18 marzo 2016 e sul sito del Ministero della Giustizia, www.giustizia.it.
Nella stessa Gazzetta Ufficiale e sul sito del Ministero della Giustizia verrà data notizia di eventuali differimenti e/o prescrizioni attinenti alla partecipazione alle prove di esame.
Tale pubblicazione avrà valore di notifica a tutti gli effetti.
I concorrenti ammessi alle prove scritte dovranno presentarsi, senza alcun preavviso, nella sede d’esame, nei giorni e nelle ore stabilite per lo svolgimento delle operazioni preliminari e per lo svolgimento delle prove medesime, muniti di valido documento di riconoscimento e del codice identificativo.
Sono ammessi alla prova orale i candidati che ottengono non meno di 12/20 di punti in ciascuna delle materie della prova scritta.
Conseguono l’idoneità i candidati che ottengono non meno di 6/10 in ciascuna delle materie della prova orale, e un giudizio di sufficienza nel colloquio sulla lingua straniera prescelta, e comunque una votazione complessiva nelle due prove non inferiore a 108 punti.
Clicca qui per accedere al portale
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]]>L'articolo Diario delle prove del Concorso magistratura 2015 proviene da Giurdanella.it.
]]>Le prove avranno luogo in Roma, presso la Fiera Roma, Via Portuense n. 1645-1647, nei giorni 7, 8 e 10 luglio 2015, con ingresso dei candidati nelle sale di esame alle ore 8.00.
Nei giorni antecedenti alle prove scritte, negli stessi locali, avranno luogo le procedure identificative preliminari e la consegna dei codici e dei testi di legge di cui e’ ammessa la consultazione in sede di esami, nei giorni e negli orari seguenti:
In sede di esame i candidati potranno consultare soltanto i testi dei codici e delle leggi ed i dizionari della lingua italiana. Saranno esclusi tutti i testi non ammessi, in particolare quelli contenenti note, commenti, annotazioni anche a mano, raffronti o richiami dottrinali e giurisprudenziali di qualsiasi genere.
I candidati che non parteciperanno alle operazioni di identificazione e controllo codici e testi di legge, nel giorno e nelle ore stabiliti dal decreto, potranno presentarsi il primo giorno delle prove scritte, ma non potranno utilizzare il materiale di consultazione (codici, testi di legge e dizionari), che non sara’ ammesso in nessun caso nella sede di esame.
Per ciascuna materia oggetto delle prove scritte i candidati avranno a disposizione, per lo svolgimento del tema, otto ore dalla dettatura della traccia, salvo il riconoscimento ai candidati portatori di handicap degli eventuali tempi aggiuntivi concessi con delibera del Consiglio Superiore della Magistratura.
Si segnala che le aule saranno sottoposte a schermatura e che i concorrenti potranno essere sottoposti in qualsiasi momento a controlli.
Nella settimana 13-17 aprile 2015 sul sito del ministero www.giustizia.it verra’ pubblicato l’elenco di coloro le cui domande sono irricevibili, in quanto registrate informaticamente ma non inviate, con regolare firma in calce, ai sensi dell’art. 3 del bando di concorso. Per tutti gli altri candidati, per i quali non vi sia stata delibera di esclusione, varra’ l’ammissione con riserva deliberata dal Consiglio Superiore della Magistratura.
Si allega il testo del decreto pubblicato in Gazzetta
Vuoi affrontare al meglio le prove? Consulta la Raccolta dei Temi degli anni precedenti
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]]>L'articolo Aggiornamento correzioni concorso magistratura 201… proviene da Giurdanella.it.
]]>La commissione esaminatrice del concorso a 365 posti di magistrato ordinario indetto con d.m. 30 ottobre 2013, alla data del 26 gennaio 2015, ha corretto gli elaborati contenuti in 2451 buste.
I compiti valutati idonei sono 242.
I precedenti aggiornamenti a cura del Ministero della Giustizia
L'articolo Aggiornamento correzioni concorso magistratura 201… proviene da Giurdanella.it.
]]>L'articolo Ricorso collettivo contro il bando di concorso magistratura 2015 proviene da Giurdanella.it.
]]>Lo studio legale Giurdanella&Partners lancia il ricorso collettivo al Tar Lazio avverso il bando per il concorso di magistratura 2015, al fine di sottoporre a sindacato giurisdizionale i profili di illegittimità dello stesso, che opera un’ingiustificata discriminazione tra praticanti meritevoli, a seconda che essi abbiano svolto i 18 mesi di prescritta pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato o presso un altro studio professionale, pubblico o privato.
Il ricorso interessa tutti coloro che avevano meno di 30 anni al momento dell’inizio della pratica ed un voto di laurea pari o superiore a 105/110 ovvero una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, e che abbiano completato i 18 mesi di pratica forense presso uno studio legale privato o un’avvocatura pubblica diversa dall’Avvocatura dello Stato.
Le adesioni al ricorso possono essere presentate fino al 5 gennaio 2015.
L'articolo Ricorso collettivo contro il bando di concorso magistratura 2015 proviene da Giurdanella.it.
]]>L'articolo Bando magistratura 2015: l’illegittimità arriva in Parlamento proviene da Giurdanella.it.
]]>Si attende adesso la risposta scritta del Ministero della Giustizia che, vista l’urgenza, non dovrebbe tardare. Mancano pochi giorni alla scadenza del termine per presentare le domande di partecipazione al concorso fissato il 22 dicembre (tutte le info utili sul bando disponibili qui).
Sono tanti gli aspiranti magistrati che hanno fatto sentire la propria voce e che, essendo in possesso di tutti i requisiti (indicati qui in dettaglio), intendono adire le vie legali, per vedersi riconosciuto il diritto di partecipare al concorso dal quale sono stati illegittimamente esclusi.
Ulteriori aggiornamenti saranno pubblicati quanto prima nelle pagine di Giurdanella.it.
Di seguito il testo integrale dell’interrogazione presentata in Parlamento:
con decreto 5 novembre 2014 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 91 del 21 novembre 2014 – 4a serie speciale – concorsi, è stato bandito il concorso, per esami, a 340 posti di magistrato ordinario;
tra i requisiti per l’ammissione al concorso elencati nell’articolo 2 del bando, al punto 11 si legge che possono parteciparvi anche «laureati che hanno conseguito la laurea in giurisprudenza a seguito di un corso universitario di durata almeno quadriennale e che hanno concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari o hanno svolto il tirocinio professionale per diciotto mesi presso l’Avvocatura dello Stato»;
la disposizione di cui sopra è stata introdotta dall’articolo 73 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, nel testo vigente a seguito dell’entrata in vigore del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito con legge 11 agosto 2014, n. 114;
si tratta di una novità riservata ai soli laureati di età inferiore ai 30 anni e che abbiano conseguito un voto di laurea pari o superiore a 105 ovvero una media di almeno 27/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo;
la norma introduce la possibilità che i laureati in possesso di particolari requisiti, previsti dalla legge, e che abbiano svolto per 18 mesi uno stage formativo presso gli uffici giudiziari o la pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato possano accedere, per ciò solo e senza necessità di frequentare una Scuola di specializzazione, al concorso;
ad una prima sommaria lettura la ratio della disposizione sembrerebbe essere quella di agevolare gli studenti più meritevoli, garantendo loro una via di accesso al concorso meno onerosa rispetto a quella ordinaria;
tuttavia la norma, come fatto notare dal direttore dell’autorevole rivista giuridica leggioggi.it, avvocato Carmelo Giurdanella, non è esente da critiche e lascia residuare molti dubbi in ordine alla disparità di trattamento che la stessa crea in relazione agli aspiranti candidati cui, pur in possesso degli stessi requisiti di merito richiesti dalla legge, viene negato l’accesso al concorso per il solo fatto di aver svolto il periodo di pratica forense presso uno studio legale privato o presso avvocatura pubblica diversa dall’avvocatura dello Stato;
una simile disparità di trattamento configura a giudizio degli interroganti manifesti e fondati profili di illegittimità costituzionale della norma in relazione agli articoli 2 e 3 della Costituzione, dal momento che porrebbe in essere una violazione irragionevole del principio di uguaglianza, il quale vieta di trattare in maniera diversa situazioni analoghe: non sembra, infatti, che intercorra una differenza tale, tra i due tipi di pratica, da giustificare l’introduzione di un tale discrimine;
la Corte costituzionale ha già dichiarato, con sentenza n. 296 del 2010, l’illegittimità di una previsione che «attribuisce rilievo decisivo ad un requisito di ordine meramente formale (era l’iscrizione all’albo forense) del quale non si comprende l’idoneità a rivelare il possesso, in capo all’aspirante magistrato, di una maggiore attitudine all’esercizio della funzione giudiziaria rispetto agli altri aspiranti solo abilitati a svolgere la professione di avvocato» –:
se non ritenga inopportuna l’introduzione di una simile discriminatoria differenza, meramente formale, tra uno studio professionale pubblico (l’avvocatura dello Stato) e tutti gli altri studi professionali, sia privati che pubblici e se non reputi necessario assumere iniziative per modificare la previsione normativa e, a cascata, il bando di concorso appena pubblicato, che esclude i praticanti provenienti da studi legali «privati» o da altri avvocature pubbliche diverse dall’avvocatura dello Stato. (4-07151)
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]]>L'articolo Raccolta temi concorso magistratura anni precedenti proviene da Giurdanella.it.
]]>Inoltre lo spettro dell’illegittima del bando che abbiamo approfondito in questo articolo, potrebbe aprire l’accesso al concorso a moltissimi aspiranti magistrati. In particolare a coloro che, in possesso di determinati requisiti, abbiano completato la pratica forense di 18 mesi ma non siano ancora abilitati all’esercizio della professione.
A seguire, una raccolta temi estratti e non estratti ai concorsi di magistratura dal 1977 al 2014 divisi per materia (diritto civile, diritto penale, diritto amministrativo):
Per ulteriori informazioni sul concorso di magistratura consulta il nostro speciale cliccando qui
L'articolo Raccolta temi concorso magistratura anni precedenti proviene da Giurdanella.it.
]]>L'articolo Bando magistratura illegittimo: dal web monta la polemica proviene da Giurdanella.it.
]]>A puntare il dito è stato l’avv. Carmelo Giurdanella (non nuovo al tema) il quale, nell’editoriale pubblicato ieri, ha chiarito le ragioni giuridiche della sua posizione critica nei confronti del bando attuale.
In sintesi: in aggiunta ai classici requisiti presenti da tempo (abilitazione all’esercizio della professione forense, diploma presso una SSPL, dottorato di ricerca) il D.L. 90/2014 ha introdotto da quest’anno un’ingiustificata discriminazione, consentendo di accedere al concorso in magistratura ai laureati (non ancora abilitati) che abbiano svolto 18 mesi di pratica presso l’Avvocatura dello Stato e che abbiano determinati requisiti di merito (aver conseguito un voto di laurea pari o superiore a 105/110 ovvero una media curriculare pari o superiore a 27/30 negli esami delle materie oggetto del concorso a Procuratore dello Stato). Rimangono ingiustificatamente fuori i laureati con gli stessi requisiti di merito, ma che abbiano svolto la pratica presso altre avvocature pubbliche o presso studi legali privati. Non è da poco il fatto che tutti i bravi laureati stanno facendo la fila per fare la pratica (solo) in avvocatura dello Stato, disertando gli altri studi legali, privati e pubblici.
Dal web è partito il tam-tam mediatico. La rivista giuridica Leggioggi.it ha prontamente rilanciato l’articolo. Anche lo storico portale web diritto.it ha dedicato un articolo alla vicenda.
Dopo pochi giorni la vicenda ha acquisito una rilevanza tale che un quotidiano di rilevanza nazionale, il Fatto Quotidiano, ha dedicato un interessante articolo da prima pagina consultabile a questo link
La polemica ha preso vita anche su Facebook. All’interno dei numerosi gruppi di studenti e aspiranti magistrati ci si è confrontanti animatamente discusso sulla vicenda.
Nel gruppo “Concorso magistratura 2014” nonostante si possa immaginare una contrarietà ad un allargamento del numero dei possibili partecipanti, qualcuno afferma che “è palese l’incostituzionalità, possibile che non ve ne rendiate conto? […] colui che possedeva i requisiti di accesso, ma ha scelto di effettuare il tirocinio presso uno studio privato (peraltro non potendo sapere che la propria scelta sarebbe stata influente ai fini del concorso per magistratura), si trova nella stessa identica posizione di chi ha svolto il tirocinio presso l’AdS.” altri polemicamente invece scrivono: “Questi sono tutti espedienti per far lavorare gratuitamente i giovani nelle amministrazioni statali!”
Nel gruppo “Avvocati, Praticanti e Studenti Vs Riforma Esame di Abilitazione“ che vanta quasi 12.000 iscritti ad esempio c’è chi commenta stizzito “Il bando è fortemente illegittimo…Speriamo che lo impugnino!!!!” oppure chi in riferimento a tutti i nuovi laureati ignari della questione aggiunge “E tutti i ragazzi che stanno intraprendendo il tirocinio????? Cosa dovrebbero fare adesso??”
Il confronto in rete (e non solo) sta continuando animatamente anche in queste ore.
Alla luce delle nuove osservazioni, il Ministero prenderà una posizione ufficiale e per evitare complicazioni deciderà di rimediare?
Qui l’articolo originario:
Concorso magistratura 2015: bando illegittimo?
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L'articolo Bando magistratura illegittimo: dal web monta la polemica proviene da Giurdanella.it.
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