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]]>Innanzi tutto vengono ribaditi dei principi generali in materia di concorsi scritto, e in particolare il principio per cui le valutazioni espresse dalle Commissioni giudicatrici in merito alle prove di concorso, seppure qualificabili quali analisi di fatti (correzione dell’elaborato del candidato con attribuzione di punteggio o giudizio) e non come ponderazione di interessi, costituiscono pur sempre l’espressione di ampia discrezionalità, finalizzata a stabilire in concreto l’idoneità tecnica e/o culturale, ovvero attitudinale, dei candidati, con la conseguenza che le stesse valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo, se non nei casi in cui sussistono elementi idonei ad evidenziarne uno sviamento logico od un errore di fatto, o ancora una contraddittorietà ictu oculi rilevabile.
La conseguenza è che il giudicante non può ingerirsi negli ambiti riservati alla discrezionalità tecnica dell’organo valutatore (e quindi sostituire il proprio giudizio a quello della Commissione), se non nei casi in cui il giudizio si appalesi viziato sotto il profilo della abnormità logica, vizio la cui sostanza non può essere confusa con l’adeguatezza della motivazione, ben potendo questa essere adeguata e sufficiente e tuttavia al tempo stesso illogica.
Da questo punto di vista si ribadisce che l’inadeguatezza della motivazione non può fare discendere l’abnormità logica: soprattutto, un giudizio critico negativo reso dalla Commissione esaminatrice mediante punteggio numerico non risulta affetto né da profili di insufficienza, né da profili di irrazionalità solo perché il giudice, senza rilevare alcuna concreta eclatante discrasia tra la votazione negativa attribuita e il contenuto degli elaborati, decida di sostituire (indebitamente) la propria competenza a quella specifica riconosciuta dall’ordinamento alla Commissione, invadendo gli ambiti di discrezionalità tecnica alla stessa riservati.
Con riferimento specifico al concorso notarile è stato chiarito che “…. le commissioni esaminatrici, chiamate a fissare i parametri di valutazione e poi a giudicare su prove di esame o di concorso, esercitano non una ponderazione di interessi, ma un’amplissima discrezionalità tecnica, sulla quale il sindacato di legittimità del giudice amministrativo è limitato al riscontro del vizio di illegittimità per violazione delle regole procedurali e di quello di eccesso di potere in particolari ipotesi-limite“
Tali ipotesi limite sono riscontrabili dall’esterno e con immediatezza dalla sola lettura degli atti (errore sui presupposti, travisamento dei fatti, manifesta illogicità o irragionevolezza).
Pertanto sia i criteri di giudizio, sia le valutazioni non sono sindacabili dal giudice amministrativo se non nei limitati casi in cui l’esercizio del potere discrezionale trasmodi in uno o più dei vizi sintomatici dell’eccesso di potere (irragionevolezza, irrazionalità, arbitrarietà o travisamento dei fatti), i quali – tipicamente – rappresentano vizi della funzione amministrativa, per essere stato, il potere, scorrettamente esercitato o finalizzato al raggiungimento di finalità estranee a quella della scelta dei soggetti più idonei a ricoprire la funzione.
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Il Ministero informa, inoltre, che da oggi è attivo il nuovo sistema per la richiesta di rilascio copia atti.
Il candidato può esercitare il diritto di accesso agli atti della procedura concorsuale mediante l’esame e/o l’estrazione di copia dei documenti di interesse.
Ogni candidato che abbia consegnato gli elaborati scritti può richiedere ed ottenere gli atti di interesse, esclusivamente mediante procedura online.
Non è più necessario l’accesso personale o a mezzo di delegato al Ministero per ritirare gli atti richiesti.
La REGISTRAZIONE
Per accedere alla procedura online è necessario registrarsi mediante indicazione del
La RICHIESTA
Accedendo al sistema il candidato compila un FORM nel quale deve:
Una volta inviato il form, il sistema calcola automaticamente l’importo da versare a mezzo di corrispondente marca da bollo.
Il candidato deve stampare il form che il sistema rende disponibile a questo scopo, apporvi data, firma e marca da bollo, allegare copia di un documento di riconoscimento e trasmettere il tutto secondo una delle seguenti modalità:
Dal momento in cui l’istanza, completa di marca da bollo, arriva al Ministero inizia a decorrere il termine di 30 (trenta) giorni per la definizione del procedimento.
Il VERSAMENTO DIRITTI DI COPIA
Il candidato è tenuto al versamento dei diritti di copia calcolati dal sistema, a mezzo trasmissione di marche da bollo e, solo alla verifica positiva del pagamento, sarà resa disponibile in forma digitale la copia dei documenti richiesti.
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