L'articolo Consigli di Presidenza magistrature speciali: tra poche ore le nomine dei membri laici proviene da Giurdanella.it.
]]>Anche stavolta le nomine arriveranno nel più totale silenzio e senza alcun riguardo alla trasparenza. Infatti non si ha alcuna comunicazione né dei candidati alla nomina né dei criteri di scelta.
In un articolo precedente mi ero soffermato sull’importanza di tali nomine. I consigli di presidenza sono infatti gliorgani di autogoverno dei magistrati amministrativi (TAR e Consiglio di Stato), della magistratura Contabile (Corte dei Conti) e della magistratura tributaria, che vigilano sulla piena indipendenza e imparzialità di tali magistrature speciali, così come il Consiglio Superiore della Magistratura fa con i giudici ordinari.
La ratio dell’elezione di membri laici da parte delle Camere sarebbe quella di far partecipare all’esercizio dell’autogoverno di tali magistrature, soggetti di alta professionalità giuridica che non facciano però parte delle magistrature stessa, garantendo maggiore autonomia e indipendenza e permettendo allo stesso tempo un rapporto più intenso con il Parlamento e con la società. Contemporaneamente con le nomine dei “membri laici” si vuole evitare che gli organi di autogoverno delle diverse magistrature possano assumere un ruolo dirappresentanza meramente corporativa del rispettivo ordine giudiziario, in totale estraneità rispetto al circuito democratico.
Le indiscrezioni circolate gli scorsi mesi secondo cui le Camere erano in procinto di nominare quattro membri laici tutti espressione dei partiti che sostengono l’attuale maggioranza di governo, escludendo quindi i partiti di opposizione, rivelavano dunque come tali nomine venissero inserite nella deplorevole prassi delle logiche spartitorie dei partiti politici, in totale contraddizione con la ratio degli organi di autogoverno di garantire l’indipendenza dei giudici, come previsto dall’art. 108 della Costituzione.
Indipendenza che ovviamente trattandasi di nomine “accordate” viene meno, e con essa viene meno il ruolo di garante che i designati membri andranno a rivestire all’interno dei rispettivi Consigli di Presidenza.
Viene da chiedersi allora chi rivestirà il ruolo di garante dell’indipendenza, dell’autonomia e della terzietà dei giudici amministrativi, contabili e tributari.
Rimasto del tutto inascoltato e invisibile l’appello dell’associazione Cittadini Europei che, ravvisata la delicatezza della questione, aveva chiesto ai Presidenti delle Camere una procedura di nomina trasparente e selettiva volta all’individuazione di soggetti davvero indipendenti ed equidistanti dagli interessi coinvolti.
Ma anche stavolta, tutta fa pensare che le logiche partitiche abbiano avuto il sopravvento.
Articolo Pubblicato su LeggiOggi.it il 18.09.2013
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]]>L'articolo Il 2 agosto le nomine dei componenti laici dei Consigli di Presidenza della Giustizia Amministrativa, Contabile e Tributaria proviene da Giurdanella.it.
]]>Le nomine agli organi di autogoverno delle magistrature speciali sono da tempo nel mirino dell’associazione di consumatori Cittadini Europei, che con un appello del Presidente Barbarossa e con una raccolta di firme on-line, si batte per una procedura di nomina trasparente e selettiva, e per la scelta di membri indipendenti, slegati da logiche di partito.
L’appello, rilanciato dall’avv. Carmelo Giurdanella, dal Vicedirettore Guido Scorza, è stato di recente condiviso anche da Massimo Greco, cultore di Politiche pubbliche e di Diritto Pubblico dell’Università Kore di Enna e dell’Università San Pio V° di Roma.
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]]>Questa volte le Camere saranno chiamate a nominare i quattro membri c.d. laici del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa.
Per chi non lo sapesse, il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (CPGA) è l’organo di autogoverno della magistratura amministrativa, l’equivalente del CSM per i giudici ordinari. Ha sede a Roma ed è presieduto dal Presidente del Consiglio di Stato.
Istituito dalla legge n. 186 del 1982, è stato notevolmente rivisto nella sua composizione e funzioni dalla legge n. 205 del 2000.
Il CPGA svolge dei compiti essenziali per il corretto funzionamento della giustizia amministrativa. Basti pensare che tra le attribuzioni previste dalla legge (art. 13 della l. 186/1982) vi sono quelle di “formulare proposte per l’adeguamento e l’ammodernamento delle strutture e dei servizi”, di “determinare i criteri e le modalità per la fissazione dei carichi di lavoro dei magistrati” e di “disporre ispezioni sui servizi di segreteria del Consiglio di Stato e dei tribunali amministrativi regionali”.
Al CPGA è anche attribuito il compito di deliberare, tra le altre, “sul conferimento ai magistrati di incarichi estranei alle loro funzioni, sui provvedimenti disciplinari riguardanti i magistrati” nonché “su assunzioni, assegnazioni di sedi e di funzioni, trasferimenti, promozioni, conferimento di uffici direttivi e su ogni altro provvedimento riguardante lo stato giuridico dei magistrati”.
Il Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa è composto, oltre che dal Presidente del Consiglio di Stato quale membro “di diritto”, da:
– quattro membri effettivi (più due supplenti) eletti da e tra i magistrati in servizio presso il Consiglio di Stato (art. 7, comma 1, lett. b ed e);
– sei membri effettivi (più due supplenti) eletti da e tra magistrati in servizio presso i tribunali amministrativi regionali (art. 7, comma 1, lett. c ed f);
– quattro membri eletti (cd. “laici”), rispettivamente due dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta, tra i professori ordinari di università in materie giuridiche o gli avvocati con venti anni di esercizio professionale (art. 7, comma 1, lett. d).
L’introduzione della componente eletta dalle Camere, che ha riprodotto sostanzialmente quanto previsto dalla Costituzione per il Consiglio Superiore della Magistratura, ha avuto come obiettivo quello di far partecipare all’esercizio dell’autogoverno della magistratura amministrativa soggetti di alta professionalità giuridica che non facciano però parte della magistratura stessa, garantendo maggiore autonomia e indipendenza e permettendo allo stesso tempo un rapporto più intenso con il Parlamento e con la società.
Tutti i componenti elettivi (siano essi togati o laici) durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili.
Lo scorso aprile 2013 sono stati eletti i nuovi membri togati.
Per i magistrati in servizio presso il Consiglio di Stato sono risultati eletti Manfredo Atzeni, Carmine Volpe, Ermanno De Francisco e Paolo La Rosa come membri effettvi , Hadrian Simonetti e Carlo Schilardi come membri supplenti.
Per i magistrati in servizio presso i TAR i sei componenti effettivi eletti sono: Giuseppina Adamo (Tar Puglia), Linda Sandulli (Tar Lazio), Sergio Zeuli (Tar Campania), Giovanni Tulumello (Tar Sicilia), Michelangelo Francavilla (Tar Lazio), Concetta Plantamura (Tar Lombardia). Ad essi si aggiungono i due supplenti Silvia Coppari (Tar Veneto) e Giammario Palliggiano (Tar Campania).
Adesso tocca al Parlamento perfezionare la composizione dell’organo, con la nomina dei quattro membri laici. Una nuova infornata di nomine che, a quanto pare, sarebbe già stata inserita nella deplorevole prassi delle logiche spartitorie dei partiti politici. Una logica che mal si concilia con il delicatissimo ruolo che i designati membri andranno a rivestire all’interno del CPGA, garante dell’indipendenza, dell’autonomia e della terzietà dei giudici amministrativi, e dunque, a sua volta, in una posizione di massima indipendenza dai poteri legislativo ed esecutivo.
Mi auguro pertanto che l’invito di Cittadini Europei ai Presidenti delle Camere volto ad una procedura di nomina trasparente e selettiva e all’individuazione di soggetti davvero indipendenti ed equidistanti dagli interessi coinvolti possa trovare accoglimento.
Tutta la giustizia amministrativa, dal massimo giudice fino all’ultimo cancelliere, ne sarebbe alquanto lieta.
Articolo pubblicato su LeggiOggi il 24.06.2013
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]]>L'articolo Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa, elezioni con voto A/R proviene da Giurdanella.it.
]]>Mai rinnovo dell’organo fu tanto contestato. Per votare, infatti, i magistrati amministrativi dovranno andare di persona a Roma. Non è un capriccio, né “un’occasione per farsi una breve vacanza romana“, ma una procedura dettagliatamente prevista dalla legge. Una legge, la n. 186 del 27 aprile 1982, atavica e obsoleta. Ma pur sempre una legge dello Stato.
“Per l’elezione dei componenti elettivi del consiglio di presidenza e’ istituito presso il Consiglio di Stato l’ufficio elettorale nominato dal presidente del Consiglio di Stato e composto da un presidente di sezione del consiglio stesso o da un presidente di tribunale amministrativo regionale, che lo presiede, nonché dai due consiglieri più anziani nella qualifica in servizio presso il Consiglio di Stato”, recita l’art. 9. Una sola sede in cui poter esercitare il voto, dunque. Quella del Consiglio di Stato in Roma. “Le elezioni hanno luogo entro tre mesi dallo scadere del precedente consiglio e sono indette con decreto del presidente del Consiglio di Stato, da pubblicarsi nella Gazzetta Ufficiale almeno trenta giorni prima della data stabilita. Esse si svolgono in un giorno festivo dalle ore 9 alle ore 21”, continua l’articolo.
Ecco dunque che lo scorso 12 febbraio il Presidente del Consiglio di Stato Giovannini indice l’elezione dei componenti elettivi del Consiglio di Presidenza per domenica 14 aprile 2013, con inizio alle ore 9,00 e termine alle ore 21,00. Fin qui, nulla quaestio.
Solo che qualche giorno fa il bravissimo Sergio Rizzo, sulle colonne del Corriere, ligio al suo ruolo di cavaliere anticasta, dava in pasto all’opinione pubblica la notizia di un malumore dei magistrati amministrativi per una comunicazione del Segretario Generale della Giustizia Amministrativa che escludeva il rimborso del pernottamento a Roma per la notte del 13 aprile, giorno prima del voto. La notizia è stata poi ripresa dal Fatto Quotidiano.
Il vero problema è tuttavia un altro.
Ed è quello che individua il Presidente dell’associazione Nazionale Magistrati amministrativi Giampiero Lo Presti nella sua lettera al Corriere all’indomani dell’editoriale di Rizzo. “I magistrati amministrativi hanno da tempo rappresentato, non trovando riscontro, di essere favorevoli a una riforma che preveda il voto decentrato per l’elezione dell’organo di autogoverno in luogo dell’attuale disciplina..”.
La polemica è la conseguenza di una legge che ormai appartiene ad un’altra epoca. Nell’era in cui un comico si è fatto politico con un forte consenso basato sull’e-democracy, sul voto digitale e sulla rete come veicolo di condivisione di idee e di opinioni, quanto è tollerabile una legge che obbliga il magistrato di Catania o di Bolzano a recarsi di persona a Roma per esprimere il proprio sacrosanto diritto di voto? Siamo davvero così incapaci da non riuscire ad aggiungere un comma che preveda dei seggi periferici dove votare o il voto per delega o il voto per corrispondenza o, perché no, il voto elettronico?
Ci sarebbe, è evidente, un enorme risparmio. Di denaro pubblico. E di polemiche.
Articolo pubblicato su LeggiOggi.it il 9.4.2013
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]]>L'articolo Ricorso contro delibere riparto carico lavoro tra giudici TAR: oggi l’udienza proviene da Giurdanella.it.
]]>Si terrà questa mattina dinanzi alla Prima sezione del TAR Lazio, l’udienza pubblica nel procedimento che ha per oggetto il ricorso avverso la delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa (CPGA) recante disposizioni per l’assegnazione dei fascicoli di causa all’interno delle singole sezioni.
Il procedimento, pendente dal 2004, ha suscitato e suscita tuttora particolare attenzione in quanto verte su una vicenda importante e molto delicata, che vede coinvolti e contrapposti molti esponenti della giustizia amministrativa.
Ripercorriamo brevemente la vicenda. Il 1 luglio 2004 il CPGA ha approvato con delibera la modifica dei criteri di riparto del carico di lavoro tra i magistrati delle varie sezioni dei Tribunali Amministrativi Regionali. Scopo dell’intervento, in un’ottica di trasparenza ed ottimale esercizio delle funzioni istituzionali di giustizia, era anche quello di evitare una qualsiasi possibilità, per le parti del giudizio, di influire in qualche modo sull’assegnazione della causa.
A tal fine è stato individuato come metodo più idoneo quello dell’estrazione a sorte per attribuire ai singoli magistrati “pacchetti” di fascicoli omogenei, preventivamente formati dai Presidenti di sezione. Con una successiva delibera del 11 marzo 2005 poi, il CPGA è nuovamente intervenuto introducendo un secondo criterio alternativo di assegnazione dei fascicoli, sempre basato sul metodo dell’estrazione a sorte.
Entrambe le delibere sono state impugnate dinanzi al TAR da singoli magistrati i quali hanno, in primis, lamentato l’incompetenza del CPGA a statuire sulla materia e, in secondo luogo, contestato nel merito la bontà dei criteri di assegnazione scelti. Una delle doglianze più significative riguarda la circostanza per cui, con le delibere oggetto di ricorso, il Consiglio di Presidenza avrebbe privato i Presidenti di Sezione di un potere esclusivo e discrezionale, quello di organizzare il carico di lavoro scegliendo personalmente i relatori dei singoli procedimenti.
Di contro, le delibere del CPGA sono state ben accolte da una parte della magistratura rappresentata dall’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi (ANMA) la quale si è schierata a difesa dei criteri di assegnazione impartiti. Alla base atto di intervento ad opponendum, la convinzione che sia necessario garantire una equa ed oggettiva distribuzione del carico di lavoro all’interno delle sezioni, risultato pienamente ottenuto con le delibere oggetto di impugnazione.
La questione, a distanza di 8 anni, è ancora aperta. Solo nei prossimi giorni sarà possibile conoscere qualche ulteriore dettaglio sulla prosecuzione di questa interessantissima vicenda che ha investito la giustizia amministrativa e che, a giudicare dagli ultimi rinvii, non promette una definizione in breve tempo.
Articolo pubblicato sul quotidiano online di informazione giuridica LeggiOggi.it il 23 gennaio 2013, all'indirizzo https://www.leggioggi.it/2013/01/23/giustizia-amministrativa-oggi-ludienza-contro-delibera-su-assegnazione-interna-delle-cause/
L'articolo Ricorso contro delibere riparto carico lavoro tra giudici TAR: oggi l’udienza proviene da Giurdanella.it.
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