direttiva europea Archives - Giurdanella.it https://www.giurdanella.it/tag/direttiva-europea/ Rivista di diritto amministrativo dal 1998 Mon, 11 Nov 2019 19:14:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 La nuova direttiva europea sul Whistleblowing https://www.giurdanella.it/2019/11/la-nuova-direttiva-europea-sul-whistleblowing/ Mon, 11 Nov 2019 18:25:39 +0000 https://www.giurdanella.it/?p=52676 La Direttiva Europea sul Whistleblowing prevede una serie di garanzie allargate per i "segnalatori" che l'Italia dovrà prevedere entro fine 2021

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Rapporto del Parlamento Europeo sulla Direttiva Whistleblowing

Il Parlamento Europeo ha approvato, in data 7/10/2019, la nuova direttiva sulla “Protezione degli individui che segnalano violazioni delle norme comunitarie” approvando alcuni importanti provvedimenti ed in particolare le norme sulla tutela del whistleblower.

Il whistleblower è colui che segnala reati o irregolarità di cui sia venuto a conoscenza nel proprio ambito lavorativo, che sia la pubblica amministrazione o l’azienda presso cui lavora.

Entro due anni dalla entrata in vigore della suddetta direttiva, l’Italia e i paesi membri dell’Unione europea dovranno recepire le regole UE sul whistleblowing, ora disciplinate nel nostro paese dalla Legge n. 179/2017.

La Normativa prevede tra le altre cose che le aziende, con almeno cinquanta dipendenti o con fatturato annuale superiore a dieci milioni di euro oltre a tutte quelle società che operano nei settori ad alto rischio come quello finanziario, debbano offrire canali interni di comunicazione per la segnalazione degli illeciti che siano sicuri e che garantiscano la discrezione e l’anonimato per chi segnala e per chi viene segnalato; tutto ciò interessa anche i comuni con più di diecimila abitanti.

Le imprese e le pubbliche amministrazioni dovranno dare la possibilità di denunciare per iscritto ma anche a voce, attraverso linee telefoniche o altri sistemi di comunicazione nonché attraverso incontri privati.

La nuova direttiva protegge gli impiegati da eventuali ritorsioni in seguito alle segnalazioni. In generale, chi divulga informazioni su attività illegali o dannose acquisite nel contesto lavorativo sarà protetto più efficacemente anche attraverso l’accesso a consulenza gratuita e a mezzi di tutela adeguati.

Ci saranno anche obblighi di risposta per autorità ed imprese, che dovranno entro tre mesi fornire risposte e dare seguito alle segnalazioni.

La norma si estenderà a vari soggetti: accanto ai lavoratori dipendenti ci saranno anche i lavoratori autonomi, freelance, consulenti, appaltatori, fornitori ed anche volontari, tirocinanti e richiedenti lavoro. La protezione sarà estesa anche ai membri della famiglia e ai colleghi degli informatori.

Le segnalazioni quindi, per quanto riguarda l’Italia, non saranno più ristrette agli illeciti di cui al D.Lgs n. 231/2001 o a violazioni del Modello adottato dagli enti, ma alle violazioni nelle materie indicate nella Direttiva: appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggi di denaro e finanziamento del terrorismo, protezione dei consumatori, sicurezza dei prodotti, trasporti, reti e sistemi informativi, alimenti mangimi ed animali, tutela ambientale, sicurezza nucleare, salute pubblica, tutela della vita privata, protezione dei dati, norme sula concorrenza, imposte sulle società, danni agli interessi finanziati dall’Unione Europea.

A questo punto non bisogna far altro che aspettare e vedere come il governo italiano recepirà tale Direttiva.

Direttiva europea sul Whistleblowing del 7/10/2019
Legge n. 179/2017
D.Lgs n. 231/2001

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Appalti: il futuro dei beni culturali nella Direttiva 2014/24/UE https://www.giurdanella.it/2014/05/il-futuro-dei-beni-culturali-nella-direttiva-201424ue/ Tue, 13 May 2014 06:00:59 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=22827 Estratto dell'ebook "Appalti e contratti pubblici relativi ai Beni Culturali" di Giuliana Gianna, maggio 2014, edizione Cesda srl.

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Come noto, più recentemente è intervenuta la nuova Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici che abroga la precedente direttiva 2004/18/CE. Sono previsti particolari regimi di appalto, come “Servizi sociali e altri servizi specifici”, disciplinati al Titolo III, Capo I (artt.74-77).   

Nello specifico, ai sensi dell’art.74 “Gli appalti pubblici di servizi sociali e di altri servizi specifici di cui all’allegato XIV sono aggiudicati in conformità del presente capo quando il valore di tali contratti sia pari o superiore alla soglia indicata all’articolo 4, lettera d)”, ovvero “750 000 EUR per gli appalti di servizi sociali e di altri servizi specifici elencati all’allegato XIV”.

Le amministrazioni aggiudicatrici che intendono procedere all’aggiudicazione di un appalto pubblico per i servizi di cui all’art. 74 rendono nota tale intenzione con una delle seguenti modalità:

a) mediante un bando di gara, che comprende le informazioni di cui all’allegato V, parte H, conformemente ai modelli di formulari di cui all’art. 51; o

b) mediante un avviso di preinformazione, che viene pubblicato in maniera continua e contiene le informazioni di cui all’allegato V, parte I. L’avviso di preinformazione si riferisce specificamente ai tipi di servizi che saranno oggetto degli appalti da aggiudicare. Esso indica che gli appalti saranno aggiudicati senza successiva pubblicazione e invita gli operatori economici interessati a manifestare il proprio interesse per iscritto.

Le amministrazioni aggiudicatrici che hanno aggiudicato un appalto pubblico per i servizi di cui all’art. 74 rendono noto il risultato della procedura d’appalto mediante un avviso di aggiudicazione, che contiene le informazioni di cui all’allegato V, parte J, conformemente ai modelli di formulari di cui all’art. 51. Esse possono tuttavia raggruppare detti avvisi su base trimestrale. In tal caso, esse inviano gli avvisi raggruppati al più tardi trenta giorni dopo la fine di ogni trimestre.

All’art. 76 recante “Principi per l’aggiudicazione degli appalti” è previsto che gli Stati membri introducano norme a livello nazionale per l’aggiudicazione degli appalti disciplinati dalle disposizioni del capo I del Titolo III, al fine di garantire il pieno rispetto dei principi di trasparenza e di parità di trattamento degli operatori economici da parte delle amministrazioni aggiudicatrici. (…)

Estratto dell’ebook “Appalti e contratti pubblici relativi ai Beni Culturali” di Giuliana Gianna, maggio 2014, edizione Cesda srl.

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