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]]>IL TESTO APPROVATO IN COMMISSIONE
Un percorso travagliato, quello del ddl, fin dai primi passi nelle Commissioni, con tante misure prime previste, poi modificate e infine del tutto soppresse.
Tra le principali novità dell’ultima ora, il fondo taglia cuneo fiscale per lavoratori e imprese, seppure in una versione meno incisiva rispetto alle attese, la salvaguardia per altri 17mila esodati e il taglio attenuato della rivalutazione delle pensioni tra i 1.500 euro e i 2.000 euro.
E’ stata bocciata invece la proposta di porre un tetto di 150mila euro tra pensioni d’oro e incarichi pubblici, essendo stata prevista una soglia di ben maggiore.
La tanto dibattuta polemica sulla web tax si conclude infine con l’obbligo di partita Iva solo per la pubblicità online e non per l’e-commerce.
Cambi di rotta anche sulla mini-Tasi, che si dovrà pagare, ma con scadenza prorogata al 24 gennaio.
Di seguito, la sintesi delle misure approvate.
FONDO TAGLIA CUNEO FISCALE. Nasce il fondo taglia cuneo fiscale, con le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale. I tagli saranno divisi in egual misura tra lavoratori e imprese.
PENSIONI. Le pensioni tra 1.500 e 2mila euro saranno rivalutate al 95% e non al 90%, come previsto in origine.
ESODATI. Arrivano 950 milioni di euro per la salvaguardia di altri 17mila esodati oltre ai 6mila già garantiti dal testo originario.
TETTO CUMULO PENSIONI-REDDITI PUBBLICI. Arriva un tetto per il cumulo tra pensioni e stipendi pubblici, che si assesterrà a 300mila euro. La misura si applica anche ai vitalizi degli eletti, ma non ai contratti esistenti fino a scadenza.
FONDO POLITICHE ATTIVE LAVORO. Nuovo fondo per il lavoro, al quale andranno 55 milioni nel triennio 2014 – 2016. Le iniziative concrete saranno rimesse ad n decreto del ministero del Lavoro da emanarsi in 90 giorni.
CONTRATTI SOLIDARIETA’. Ai contratti di solidarietà andrà il 70% della retribuzione persa a causa della riduzione dell’orario di lavoro, per un ammontare massimo di 50 milioni di euro.
WEB TAX. Confermato l’obbligo di partita Iva per gli spazi pubblicitari e il diritto d’autore sul web. Soppresso invece lo stesso obbligo originario per le società che effettuano commercio elettronico.
STADI. Passa il piano di ammodernamento degli impianti sportivi esistenti e di costruzione di nuovi, ma solo se non comportano la realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale.
BONUS BEBÈ. Confermato il bonus bebè per le famiglia a basso reddito, per un importo pari a circa 22 milioni per i nuovi nati e i bimbi adottati per l’anno 2014.
MINI-RATA IMU. Pagamento della mini-rata Imu e addizione Tares slittati dal 16 al 24 gennaio 2014. Non ci saranno inoltre sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento della seconda rata dell’Imu dovuta per il 2013 (purché si versi la differenza entro il termine della prima rata dovuta per il 2014). Verranno poi esentati dall’Imu i fabbricati rurali a uso strumentale.
AFFITTI, STOP AI CONTANTI. Il canone di locazione o di affitto non si potrà più pagare in contanti. L’attività di monitoraggio viene affidata ai Comuni.
CALCIOMERCATO. Passa la tassa del 15% sugli importi derivante dalla compravendita dei calciatori.
STOP IMPOSTA BOLLO SU CONTO TITOLI. A partire dal 2014, scomparirà l’imposta di bollo fisso su conto titoli pari a 34,20 euro. La misura è però compensata dall’aumento per le imprese dell’imposta da 4.500 a 14.000 euro.
FISCO, ARRIVA SANATORIA CARTELLE. Nuova sanatoria per le cartelle esattoriali, che andranno pagate in un’unica rata ma senza interessi di mora e senza interessi per mancata iscrizione a ruolo.
SPIAGGE, SANATORIA CONTENZIOSI. Sanatoria anche per i contenziosi sui canoni del demanio marittimo, riservata ai procedimenti giudiziari pendenti alla data del 30 settembre 2013. Si dovrà scegliere tra il versamento di un’unica soluzione di un importo pari al 30% delle somme dovute o tra il versamento fino a un massimo di nove rate annuali di un importo pari al 60%, oltre agli interessi legali.
LAVORATORI SOCIALMENTE UTILI. Arrivano 126 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili, di cui solo 100 milioni nelle aree di Napoli e Palermo.
BORSE DI STUDIO. Stanziati circa 50 milioni di euro a partire dal 2014 per le borse di studio a favore degli studenti universitari capaci e meritevoli ma privi di mezzi. Stanziati anche circa 80 milioni per il biennio 2014 – 2015 per la formazione specialistica dei medici.
NIENTE CONTRIBUTI ALLE IMPRESE CHE DELOCALIZZANO. Le imprese italiane che hanno delocalizzato la propria produzione ad un paese non appartenente all’Unione europea, decadranno dal beneficio dei contributi pubblici in conto capitale e dovranno restituire quelli già ottenuti.
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]]>E’ iniziata alla Camera dei Deputati la discussione sul sulla questione di fiducia posta ieri dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge concernente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014), nel testo della Commissione come risultante dalle correzioni comunicate dalla Presidenza.
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]]>Sono oltre 800 gli emendamenti che approderanno a Montecitorio, e questo probabilmente spingerà il governo a porre la fiducia già oggi.
Esclusivo, il TESTO APPROVATO DALLA COMMISSIONE E QUELLO APPROVATO DAL SENATO: IL CONFRONTO
Ecco la sintesi delle modifiche approvate.
WEB TAX – La commissione non è rimasta insensibile alle aspre polemiche degli ultimi giorni secondo cui la nuova disposizione avrebbe estromesso l’Italia dal mercato globale relativamente alla rete. Con le modifiche dell’ultima ora adesso nella web tax viene cancellato l’obbligo di aprire la partita Iva per aziende che operano nell’e-commerce, ma permane per gli spazi pubblicitari e il diritto d’autore.
CUNEO FISCALE – Confermato il fondo taglia cuneo, anche se privato della norma sulla priorità data all’assegnazione delle risorse alle spese inderogabili e al rigore dei conti. Approvati i tagli sulle tasse gravanti su imprese e lavoratori, compensati dalle risorse che arriveranno dalla spending review e dalla lotta all’evasione fiscale.
DIPENDENTI PA, OK AL TETTO CUMULO REDDITO-PENSIONE – Confermato il cumulo reddito-pensione per i dipendenti pubblici, anche se attenuato dalla previsione di un tetto pari a 300mila euro applicabile anche ai vitalizi dei parlamentari. Il tetto comunque non potrà essere applicato ai contratti in essere.
MINI-IMU – Novità sul fronte Imu: confermata la mini-proroga dal 16 al 24 gennaio per il pagamento dell’Imu sulla prima casa, intesa adesso come la tassa per quei contribuenti che risiedono nei comuni che nel 2013 hanno deciso di alzare l’aliquota.Pertanto i proprietari di prima casa, residenti in un Comune che applica un’aliquota superiore al 4 per mille, dovranno versare la mini-Imu per il 2013, pari al 40% della differenza tra l’imposta standard e quella realmente applicata dal municipio.
AUMENTO TARES – A partire dal 24 gennaio si applicherà la maggiorazione standard Tares (pari a 0,30 euro a metro quadrato) per chi non l’ha fatto entro il 16 dicembre scorso. Respinto l’emendamento sull’esenzione Imu per i fabbricati agricoli.
EQUITALIA, ARRIVA LA SANATORIA CARTELLE – Approvato un mini condono per le cartelle esattoriali di Equitalia, comprese quelle con la fissazione al 28 febbraio 2014 del termine ultimo di versamento della somma dovuta, esclusi i relativi interessi di mora e gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. A tal fine la riscossione sarà sospesa fino al 15 marzo.
ESODATI – Confermati gli aiuti per altri 17mila esodati. Sarà il quinto intervento del governo per l’accesso alla pensione per coloro che, in seguito alla riforma delle pensioni voluta dell’ex ministro Fornero, sono rimasti sprovvisti sia della pensione stessa che di un’occupazione.
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]]>Il Governo ha allegato, al maxi emendamento 1.900, interamente sostitutivo del disegno di legge di Stabilità (ddl n. 1120 AS), sul quale ha posto e ottenuto la fiducia, una relazione illustrativa [ qui il testo integrale in HTML della legge di stabilità 2014, n.d.r. ].
Ieri è stata approvata la Nota di variazioni presentata dal Governo e poi, con 162 sì e 115 no, il disegno di legge di bilancio (ddl n. 1121). La manovra finanziaria é passata ora alla Camera per la possibile approvazione definitiva (ma sono previste modifiche).
Qui la relazione illustrativa del Governo.
Qui il FOCUS sulla legge di stabilità.
Qui la relazione illustrativa al ddl originario.
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]]>Il voto contrario di Forza Italia ha ufficializzato la creazione di una nuova maggioranza parlamentare.
Il giorno prima non si erano conclusi in tempo utile i lavori della Commissione bilancio, per cui in Aula erano approdati per l’esame il ddl n. 1120 (legge di stabilità 2014) e il ddl n. 1121 (bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016) nel testo originario e senza relazione della Commissione Bilancio.
il Ministro per i rapporti con il Parlamento Franceschini ha quindi depositato il maxiemendamento 1.900 (QUI IL TESTO), interamente sostitutivo del ddl di stabilità, sul quale ha posto la questione di fiducia al fine di accelerare l’esame della manovra e di verificare la maggioranza di Governo. Il maxiemendamento comprende le proposte approvate in Commissione e gli emendamenti non posti in votazione dei relatori e del Governo.
Oggi il Governo presenterà la Nota di variazioni al bilancio che sarà subito trasmessa alla Commissione bilancio del Senato; la Nota sarà successivamente votata dall’Assemblea nella seduta convocata stamattina, in cui si procederà quindi alla votazione finale del disegno di legge di bilancio (ddl n. 1121).
I contenuti del disegno di legge di stabilità approvato
Il disegno di legge di stabilità è articolato in sette titoli.
Il titolo primo riguarda i risultati differenziali e le gestioni previdenziali;
il secondo concerne le risorse per lo sviluppo e il finanziamento di esigenze indifferibili (infrastrutture e trasporti, tutela dell’ambiente e del territorio, misure fiscali per il lavoro e le imprese, fondo sociale per l’occupazione e la formazione, criteri del cofinanziamento nazionale dei programmi europei, rifinanziamento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace);
il terzo reca norme in materia di razionalizzazione della spesa pubblica, con particolare riferimento al pubblico impiego e alla previdenza.
Il quarto titolo disciplina i rapporti finanziari con gli enti territoriali e ridefinisce il patto di stabilità interno delle Regioni e degli enti locali.
Il quinto dispone norme in materia di entrate tributarie (riordino delle agevolazioni tributarie e dei crediti di imposta e controlli preventivi sui rimborsi di imposte dirette a favore di persone fisiche da parte dei sostituti d’imposta).
Il titolo sesto dispone norme in materia di tassazione immobiliare, prevedendo a partire dal 2014 l’istituzione del tributo sui servizi comunali (Trise), che si articola in due componenti, Tari e Tasi, finalizzate alla copertura dei costi per la gestione dei rifiuti urbani e per i servizi indivisibili dei comuni. Gli interventi della manovra ammontano a circa 12,4 miliardi di euro nel 2014.
Tra le misure per lo sviluppo spicca la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, con misure che riguardano l’incremento della detrazione Irpef sui redditi da lavoro dipendente, gli sgravi contributivi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, la riduzione dell’Irap sulla quota lavoro per i nuovi assunti a tempo indeterminato.
Altri interventi riguardano la disciplina della deducibilità fiscale delle rettifiche sui crediti nel settore bancario e assicurativo, le agevolazioni per la capitalizzazione e il ricorso al capitale di rischio da parte delle imprese, la deducibilità del 20 per cento dell’Imu dalle imposte sui redditi delle imprese per gli immobili strumentali, la disciplina delle imposte sul patrimonio immobiliare, le detrazioni Irpef per le spese di ristrutturazione edilizia, la riqualificazione energetica e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. Tra gli interventi in conto capitale vi è la modifica della disciplina del Patto di stabilità interno con la concessione di maggiori spazi finanziari per spese d’investimento (1 miliardo nel 2014) e per il pagamento dei debiti pregressi in conto capitale degli enti locali.
Chi ha votato contro e chi a favore
Secondo il resoconto del Senato, “Forza Italia ha votato contro perché il Governo ha disatteso gli impegni sulla tassazione degli immobili e ha mancato gli obiettivi della pacificazione, dello sviluppo e delle riforme. La manovra è un’occasione perduta: nessuna inversione di tendenza rispetto alle politiche di inasprimento fiscale, nessuna ristrutturazione della spesa, nessun sostegno alla domanda interna. Ignorate le proposte del Gruppo in tema di uso del contante, valorizzazione degli stabilimenti balneari, sostegno al comparto sicurezza.
La Lega Nord, nel denunciare il carattere clientelare di molte disposizioni, ha sottolineato l’irrilevanza delle risorse per il taglio del cuneo fiscale e l’aleatorietà di una riduzione della spesa delegata al commissario straordinario. Gal ha criticato la manovra per l’impostazione antiliberale, burocratica, ostile alla ricchezza, indifferente al Mezzogiorno. Alcuni senatori del Gruppo hanno però votato la fiducia.
Movimento 5 Stelle ha denunciato la miopia di una manovra che rinuncia a interventi incisivi per rilanciare la crescita, per eliminare privilegi e garantire una distribuzione più equa del carico fiscale.
Sel ha definito imbarazzante una manovra che, privatizzando beni e servizi pubblici ed eludendo scelte strategiche in tema di lavoro, risanamento ambientale, investimenti in formazione e ricerca, non segna alcuna svolta per la ripresa economica, per il contrasto della disoccupazione e della povertà.
Nuovo Centro Destra, nonostante le forti divergenze con il PD sulla decadenza del senatore Berlusconi, ha votato la fiducia, sottolineando la necessità di evitare una crisi al buio. Invocato un patto di coalizione a termine, che coinvolga tutti i moderati, il Gruppo ha ricordato gli aspetti positivi della manovra: la minore tassazione dei salari, la piattaforma di garanzia per imprese, mutui casa e progetti di ricerca, i fondi per l’autotrasporto, le detrazioni relative alla service tax, l’applicazione dal 2015 dei costi standard.
Scelta Civica, nel ribadire la fiducia al Governo, ha ricordato i vincoli che gravano sulla manovra e ha espresso l’auspicio che la neonata maggioranza sia più coesa e determinata nel dare attuazione al programma di riforme. Ha auspicato infine approfondimenti alla Camera sui temi della riduzione della spesa, della produttività e delle liberalizzazioni.
Il Gruppo delle Autonomie ha espresso apprezzamento per la riduzione del cuneo fiscale e ha dato atto al Governo di aver riesaminato la questione del contributo al risanamento delle autonomie speciali.
La componente PSI ha invitato l’Esecutivo ad affrontare alla Camera i temi della lotta all’evasione fiscale, della patrimoniale sulle grandi ricchezze e del sostegno ai redditi più bassi.
Il PD ha ricordato che la manovra ha un carattere espansivo e contiene, entro i vincoli dati, significative misure di carattere sociale e ambientale. Ha giudicato equilibrata la soluzione raggiunta sulla tassazione degli immobili, ha negato che la legge di stabilità comporti una stangata fiscale e ha sollecitato interventi ulteriori a sostegno delle famiglie monoreddito, dei giovani, dell’università.
Oggi sarà discussa e votata la decadenza del senatore Berlusconi”.
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]]>I disegni di legge di Stabilità (ddl n. 1120) e Bilancio (ddl n. 1121) sono da questa mattina all’esame dell’Assemblea; la Commissione Bilancio non è stata in grado di concludere l’esame in sede referente. In realtà gli emendamenti sarebbero stati approvati questa notte (cioè tra lunedì 25 e martedì 26), ma senza che il testo approvato in Commissione bilancio contenga il “mandato al relatore” a riferire in Aula. Si tratta di un intoppo burocratico di non poco conto, considerato che questo comporta, a rigore, che gli emendamenti approvati dovrebbero ritenersi “decaduti”.
Il Governo ha dunque confermato questa mattina, nel corso della Conferenza dei Capigruppo, l’intenzione di porre la questione di fiducia. L’inizio della discussione generale sul necessario maxiemendamento del Governo è fissato alle ore 16,30, le dichiarazioni di voto alle 19 e la chiama dei Senatori alle ore 20,30.
”Su quale testo si porrà la fiducia lo deciderà il Governo, tenendo conto del lavoro della Commissione” – così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanni Legnini, che aggiunge: “E’ possibile che gli emendamenti approvati vengano utilizzati, salvo che non si scopra che sono scoperti. Mi auguro comunque che si possa tener conto della sintesi riassunta negli emendamenti dei relatori e del governo in questi giorni di faticoso lavoro”.
La seduta sarà successivamente sospesa per consentire al Governo di presentare la Nota di variazioni al bilancio che, non appena trasmessa, sarà immediatamente deferita alla 5a Commissione permanente; la Nota sarà successivamente votata dall’Assemblea, che procederà infine alla votazione finale del disegno di legge di bilancio, con la presenza del numero legale.
Qui tutti gli approfondimenti sulla legge di stabilità 2014.
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]]>In attesa del voto di fiducia in Aula, sul testo che la commissione Bilancio del Senato sta per approvare (qui tutti gli approfondimenti sulla legge di stabilità 2014), ecco l’elenco completo degli emendamenti, pubblicato sul sito del Senato:
Elenco completo degli emendamenti alla legge di stabilità 2014
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