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]]>Riportiamo i nominativi dei membri laici dei Consigli di Presidenza delle magistrature speciali eletti dalla Camera e del Senato.
Membri eletti dalla Camera:
Per il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa il Professor Avvocato Giuseppe Conte e il Professor Avvocato Pierluigi Mantini.
Per il Consiglio di presidenza della Corte dei conti la professoressa Giovanna Colombini e il professor Giacinto Della Cananea.
Per il Consiglio di presidenza della giustizia tributaria l’avvocato Domenico Aiello e la professoressa Barbara De Donno.
Membri eletti dal Senato:
Per il Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa, la professoressa avvocato Maria Elisa D’Amico e il professor avvocato Giovanni Guzzetta.
Per il Consiglio di Presidenza della Corte dei conti, la professoressa avvocato Paola Balducci e il professor avvocato Enrico La Loggia.
Per il Consiglio di Presidenza della giustizia tributaria il professor avvocato Fausto Alberghina e l’avvocato Mario Cavallaro.
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]]>L'articolo Consigli di Presidenza magistrature speciali: tra poche ore le nomine dei membri laici proviene da Giurdanella.it.
]]>Anche stavolta le nomine arriveranno nel più totale silenzio e senza alcun riguardo alla trasparenza. Infatti non si ha alcuna comunicazione né dei candidati alla nomina né dei criteri di scelta.
In un articolo precedente mi ero soffermato sull’importanza di tali nomine. I consigli di presidenza sono infatti gliorgani di autogoverno dei magistrati amministrativi (TAR e Consiglio di Stato), della magistratura Contabile (Corte dei Conti) e della magistratura tributaria, che vigilano sulla piena indipendenza e imparzialità di tali magistrature speciali, così come il Consiglio Superiore della Magistratura fa con i giudici ordinari.
La ratio dell’elezione di membri laici da parte delle Camere sarebbe quella di far partecipare all’esercizio dell’autogoverno di tali magistrature, soggetti di alta professionalità giuridica che non facciano però parte delle magistrature stessa, garantendo maggiore autonomia e indipendenza e permettendo allo stesso tempo un rapporto più intenso con il Parlamento e con la società. Contemporaneamente con le nomine dei “membri laici” si vuole evitare che gli organi di autogoverno delle diverse magistrature possano assumere un ruolo dirappresentanza meramente corporativa del rispettivo ordine giudiziario, in totale estraneità rispetto al circuito democratico.
Le indiscrezioni circolate gli scorsi mesi secondo cui le Camere erano in procinto di nominare quattro membri laici tutti espressione dei partiti che sostengono l’attuale maggioranza di governo, escludendo quindi i partiti di opposizione, rivelavano dunque come tali nomine venissero inserite nella deplorevole prassi delle logiche spartitorie dei partiti politici, in totale contraddizione con la ratio degli organi di autogoverno di garantire l’indipendenza dei giudici, come previsto dall’art. 108 della Costituzione.
Indipendenza che ovviamente trattandasi di nomine “accordate” viene meno, e con essa viene meno il ruolo di garante che i designati membri andranno a rivestire all’interno dei rispettivi Consigli di Presidenza.
Viene da chiedersi allora chi rivestirà il ruolo di garante dell’indipendenza, dell’autonomia e della terzietà dei giudici amministrativi, contabili e tributari.
Rimasto del tutto inascoltato e invisibile l’appello dell’associazione Cittadini Europei che, ravvisata la delicatezza della questione, aveva chiesto ai Presidenti delle Camere una procedura di nomina trasparente e selettiva volta all’individuazione di soggetti davvero indipendenti ed equidistanti dagli interessi coinvolti.
Ma anche stavolta, tutta fa pensare che le logiche partitiche abbiano avuto il sopravvento.
Articolo Pubblicato su LeggiOggi.it il 18.09.2013
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]]>Oggi pomeriggio, alle 16, Camera e Senato “nomineranno”, nel silenzio generale, i membri laici degli organi di autogoverno di giustizia amministrativa, contabile e tributaria.
Ordine del giorno della Camera
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]]>L'articolo Il 2 agosto le nomine dei componenti laici dei Consigli di Presidenza della Giustizia Amministrativa, Contabile e Tributaria proviene da Giurdanella.it.
]]>Le nomine agli organi di autogoverno delle magistrature speciali sono da tempo nel mirino dell’associazione di consumatori Cittadini Europei, che con un appello del Presidente Barbarossa e con una raccolta di firme on-line, si batte per una procedura di nomina trasparente e selettiva, e per la scelta di membri indipendenti, slegati da logiche di partito.
L’appello, rilanciato dall’avv. Carmelo Giurdanella, dal Vicedirettore Guido Scorza, è stato di recente condiviso anche da Massimo Greco, cultore di Politiche pubbliche e di Diritto Pubblico dell’Università Kore di Enna e dell’Università San Pio V° di Roma.
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]]>Si avvicina la data del 28 novembre, giorno in cui i giudici amministrativi si riuniranno in Consiglio di Stato per procedere all’elezione del giudice della Corte costituzionale, in quota giurisdizione amministrativa, che andrà a sostituire Alfonso Quaranta per i prossimi nove anni.
Il Tar Palermo è recentemente intervenuto sulla composizione del “collegio elettorale”, rigettando l’istanza cautelare avanzata dai membri laici del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, esclusi dall’assise.
Con decreto n. 56 del 10 ottobre 2012, il Presidente del Consiglio di Stato Giancarlo Coraggio, nel definire la composizione del collegio che dovrà procedere all’elezione del giudice costituzionale, formalizzava infatti l’esclusione dei componenti “laici”, dunque non togati, del CGA.
Gli esclusi proponevano così ricorso davanti al Tar Palermo, chiedendo l’annullamento degli atti lesivi. A sostegno della loro difesa, i ricorrenti sostenevano come l’art. 7 del d.lgs. 373/2003, nell’affermare che “Ai componenti del Consiglio di giustizia amministrativa designati dal Presidente della Regione ed al prefetto, durante il periodo di durata in carica, si applicano le norme concernenti lo stato giuridico e il regime disciplinare dei magistrati del Consiglio di Stato”, sancisse la loro totale equiparazione allo status di Consigliere di Stato, incluso il diritto di elettorato attivo e passivo per i membri della Corte Costituzionale.
La Prima sezione del Tar Palermo, presieduta da Nicola Maisano, con l’ordinanza n. 717 dello scorso 20 novembre, prende atto della complessità e delicatezza dell’oggetto del ricorso, soffermandosi in particolare sulla necessità di una corretta qualificazione del rapporto che lega i membri laici del CGA alla Presidenza del Consiglio di Stato. Infatti, a seconda se tale status giuridico debba ritenersi riconducibile ad un rapporto di pubblico impiego ovvero ad uno di carattere onorario, discendono rilevanti conseguenze in ordine alla giurisdizione ed alla competenza del Giudice adito.
Il Tribunale Amministrativo Siciliano però non reputa la fase cautelare il luogo idoneo ad una corretta individuazione del problema della qualificazione del rapporto, per cui preso atto (anche) di un insufficiente fumus boni iuris, rigetta l’istanza cautelare.
Tuttavia il Tar non si astiene dal prendere una posizione, benché minima, precisando come la legge n. 87/1953 “norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale” attribuisca espressamente ai consiglieri di Stato l’elettorato attivo per la nomina del giudice costituzionale, in rappresentanza del Consiglio di Stato, “mentre dalla lettura delle disposizioni dettate con il D.lgs. n. 373/2003 non sembra corretto ritenere che ai componenti laici del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana sia stata attribuita tale qualifica, in senso proprio, unica condizione in ragione della quale troverebbe fondamento il diritto di elettorato attivo, oggetto della presente controversia”.
Sembra dunque avere ragione Giampiero Lo Presti, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi quando, nell’intervista rilasciata a LeggiOggi, sul punto afferma che “Il diritto di elettorato spetta ai magistrati del Consiglio di Stato. In questa logica è stato escluso l’elettorato attivo dei componenti laici del CGA, che non hanno uno status pienamente equiparabile a quello dei magistrati del Consiglio di Stato”. Da qui la critica sulla stragrande maggioranza dei magistrati amministrativi di carriera, che esercitano la funzione giurisdizionale in primo grado, e che sono esclusi dal diritto di elettorato attivo e passivo per i giudici costituzionali.
Sempre sulla composizione del collegio che andrà a scegliere il prossimo giudice costituzionale, credo sia utile ricordare l’importante pronuncia del Consiglio di Stato n. 7279/2003 secondo cui i magistrati collocati fuori ruolo devono essere esclusi dal collegio a causa del non esercizio, da parte degli stessi, delle funzioni istituzionali. L’elettorato attivo, in mancanza di una espressa indicazione della legge attuativa delle disposizioni di cui agli artt. 135 e 137, comma 2, Cost., – ricorda il massimo organo della giustizia amministrativa, va sempre inscindibilmente collegato all’esercizio delle funzioni proprie delle supreme magistrature.
Articolo pubblicato sul quotidiano online di informazione giuridica LeggiOggi.it il 26 novembre 2012, all’indirizzo https://www.leggioggi.it/2012/11/26/consiglio-di-stato-e-membri-laici-cga-faida-tra-giurisdizioni-superiori/
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