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]]>Il testo del ddl, giunto all’esame dell’Aula, differenzia la composizione e le funzioni del Senato; modifica il procedimento legislativo, che diventa fondamentalmente monocamerale, tranne alcuni casi; elimina la competenza legislativa concorrente delle Regioni, prevedendo la clausola di supremazia statale e sopprimendo ogni riferimento alla province.
Quale sarà la nuova architettura costituzionale ai sensi del ddl?
Alla Camera spetta la titolarità del rapporto fiduciario, della funzione di indirizzo politico e di controllo dell’operato del Governo.
Il Senato diviene organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali, eletto in secondo grado, che concorre al raccordo tra lo Stato e gli altri enti della Repubblica e tra questi ultimi e l’Unione europea. Tra le sue funzioni specifiche vi sono la partecipazione alle decisioni relative agli atti normativi e alle politiche dell’Unione europea, il concorso alla valutazione delle politiche pubbliche e dell’attività delle pubbliche amministrazioni, la verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato e l’espressione del parere su nomine governative.
Il Senato, che diviene organo a rinnovo parziale non sottoposto a scioglimento, è composto da 95 senatori eletti in secondo grado dai consigli regionali tra i propri membri e tra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori, e da 5 senatori di nomina presidenziale, cui si aggiungono gli ex Presidenti della Repubblica. Il procedimento legislativo rimane bicamerale per le leggi costituzionali e le leggi che attuano disposizioni costituzionali in materia di minoranze linguistiche e referendum popolari.
Nel passaggio alla Camera sono state aggiunte: leggi che determinano ordinamento, elezione, organi di governo e funzioni fondamentali di comuni e città metropolitane, leggi che stabiliscono forme e termini della partecipazione italiana alla formazione e attuazione di norme e politiche dell’Unione europea, leggi che determinano le ineleggibilità e le incompatibilità dei senatori.
Negli altri casi, il procedimento legislativo è monocamerale: a maggioranza assoluta il Senato può chiedere alla Camera di esaminare un disegno di legge; su richiesta di un terzo dei componenti ed entro termini stabiliti, può esaminare un disegno di legge approvato dalla Camera e deliberare proposte di modifica, sulle quali la Camera si pronuncia in via definitiva.
Nel testo licenziato dalla Camera la procedura rinforzata è limitata alle leggi che danno attuazione alla clausola di supremazia: è richiesta la maggioranza assoluta ove la Camera intenda discostarsi dagli emendamenti del Senato. Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune ma non è più prevista la partecipazione di delegati regionali. Sono cambiati i quorum per l’elezione del capo dello Stato: dal quarto scrutinio è necessaria la maggioranza dei tre quinti dell’Assemblea e, a partire dal settimo, la maggioranza dei tre quinti dei votanti. Per quanto riguarda il Titolo V, sono elencate materie di competenza esclusiva dello Stato tra le quali figurano la tutela e promozione della concorrenza; il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; la produzione, il trasporto e la distribuzione dell’energia; le infrastrutture strategiche e le grandi reti trasporto di interesse nazionale; i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale.
Nel passaggio alla Camera sono state aggiunte: disposizioni generali e comuni per la tutela della salute, le politiche sociali e la sicurezza alimentare; la tutela e sicurezza del lavoro e le politiche attive; disposizioni generali e comuni su istruzione e formazione professionale. La clausola di supremazia consente allo Stato di intervenire in materie riservate alla Regioni per tutelare l’interesse nazionale.
La discussione al Senat è iniziata il 17 settembre scorso.
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]]>Oggi martedì 15 ottobre il Ministro Gaetano Quaglieriello interverrà nelle aule di Camera e Senato per l’informativa sulla Relazione finale della Commissione per le riforme costituzionali.
PER APPROFONDIRE
La Relazione della Commissione
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]]>Di seguito, il testo della relazione “Possibilità e limiti della revisione costituzionale” del Presidente della Corte Costituzionale Prof. Franco Gallo.
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