ricercatori Archives - Giurdanella.it https://www.giurdanella.it/tag/ricercatori/ Rivista di diritto amministrativo dal 1998 Tue, 25 Jun 2013 12:11:36 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 Decreto Fare, le principali misure. Il testo della bozza https://www.giurdanella.it/2013/06/decreto-fare-le-principali-misure-il-testo-della-bozza/ https://www.giurdanella.it/2013/06/decreto-fare-le-principali-misure-il-testo-della-bozza/#comments Mon, 17 Jun 2013 08:25:43 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=14601 Nuove misure per la crescita: infrastrutture, edilizia, impresa, agenda digitale, semplificazione fiscale, ambiente, istruzione università e ricerca, giustizia civile. Leggi il testo della bozza

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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia di crescita [qui il testo poi pubblicato in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, n.d.r.] Il presidente del Consiglio ha sottolineato, in apertura, che questo provvedimento – unitamente al disegno di legge in materia di semplificazioni che verrà discusso la prossima settimana in Consiglio dei ministri – ha come base le 6 Raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività (“semestre europeo”). In particolare, i diversi interventi rispondono alle raccomandazioni di semplificare il quadro amministrativo e normativo per i cittadini e le imprese, nonché di abbreviare la durata dei procedimenti civili, riducendo l’alto livello del contenzioso civile e promuovendo il ricorso a procedure extragiudiziali; sostenere il flusso del credito alle attività produttive anche diversificando e migliorando l’accesso ai finanziamenti; intensificare gli sforzi per scongiurare l’abbandono scolastico e migliorare qualità e risultati della scuola; proseguire la liberalizzazione nel settore dei servizi e migliorare la capacità infrastrutturale, incluso nel settore dei trasporti.

Esclusiva, leggi il testo del decreto

Ecco lo schema del “Decreto Fare” illustrato dal Governo

INFRASTRUTTURE

Il decreto contiene misure, per un totale di oltre 3 miliardi di euro e con una ricaduta prevista a livello occupazionale di circa 30mila nuovi posti di lavoro (20mila diretti, 10 mila indiretti), in materia di infrastrutture. In particolare si prevede:

1) Lo sblocca cantieri

  • Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti istituisce un Fondo di 2.030 milioni di euro (per il quadriennio 2013-2017) per consentire la continuità dei cantieri in corso o per l’avvio di nuovi lavori;
  • Gli interventi finanziabili riguardano:
    • miglioramento rete ferroviaria (interventi per la sicurezza immediatamente cantierabili per l’importo già disponibile di 300 milioni di euro),
    • il collegamento ferroviario tra la Regione Piemonte e la Valle d’Aosta,
    • gli assi autostradali della Pedemontana Veneta e Tangenziale Esterna Est di Milano;
    • Asse collegamento tra la strada statale 640 e l’autostrada A19 Agrigento – Caltanissetta
  • Con una delibera del Cipe si finanzieranno:
    • Asse viario Quadrilatero Umbria – Marche,
    • La linea metropolitana M4 di Milano,
    • Il collegamento Milano-Venezia terzo lotto Rho-Monza,
    • La linea 1 della metropolitana di Napoli,
    • L’asse autostradale Ragusa-Catania,
    • La tratta Cancello –Frasso Telesino della linea AV/AC Napoli-Bari,
    • La tratta Colosseo – Piazza Venezia della metropolitana C di Roma
    • Attenzione anche per quanto riguarda il “Corridoio Tirrenico meridionale A12 – Appia e bretella autostradale Cisterna Valmontone”.

E ancora:

  • Sviluppo degli investimenti previsti dalla Convenzione vigente per la realizzazione e la gestione delle tratte autostradali A24 e A 25 “Strade dei Parchi” con una spesa di 78 milioni per il 2013 e 30,7 milioni per il 2014 che verrà restituita dalla Regione e dagli enti locali interessati entro il 31 dicembre 2015;
  • Un investimento straordinario di edilizia scolastica, finanziato dall’INAIL fino a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016, nell’ambito degli investimenti immobiliari previsti dal piano di impiego di propri fondi. Il piano verrà adottato sulla base della Programmazione Miur-Regioni-enti locali dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, d’intesa con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con quello delle Infrastrutture e dei Trasporti;
  • Programma “6.000 campanili”: 100 milioni di euro per 200 interventi nei comuni sotto i 5.000 abitanti coinvolgendo il tessuto delle piccole e medie imprese;
  • Per incentivare la realizzazione di infrastrutture di importo superiore ai 200 milioni di euro con contratti di partenariato pubblico-privato che non prevedono contributi pubblici a fondo perduto, è riconosciuto al titolare del contratto un credito di imposta a valere sull’IRES e IRAP e l’esenzione dal pagamento del canone di concessione nella misura necessaria al raggiungimento dell’equilibrio del piano economico-finanziario.

(cfr. allegati)

2) Sicurezza stradale

È previsto un programma di interventi di sicurezza stradale per 300 milioni di euro per la riqualificazione di ponti, viadotti e gallerie della rete stradale.

3) Rilancio porti e nautica

  • Abolizione della tassa sulle piccole imbarcazioni;
  • Rilancio dei porti attraverso la semplificazione e la facilitazione delle procedure per i dragaggi, la rimodulazione delle tasse portuali e l’implementazione dell’autonomia finanziaria dei porti per la manutenzione e la sicurezza.

EDILIZIA

1) Ristrutturazioni nelle città

  • Semplificazione e incentivazione del recupero e delle ristrutturazioni degli edifici nelle città.

2) Semplificazioni in materia di edilizia

  • Stop alle lungaggini burocratiche: l’interessato che abbia bisogno della segnalazione di Inizio Attività può richiedere allo Sportello Unico di provvedere all’acquisizione di tutti gli atti di assenso necessari all’intervento edilizio;
  • Il certificato di agibilità può essere richiesto anche per singoli edifici, singole porzioni della costruzione o singole unità immobiliari purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria.

3) Semplificazioni in materia di Durc

Per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture il Documento Unico di Regolarità contributiva:

  • Si potrà acquisire in via informatica;
  • avrà validità di 180 giorni.

IMPRESA

1) Più facile accedere al fondo di garanzia delle Pmi

Per riattivare il circuito del credito, il decreto prevede il potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia, per consentire l’accesso a una platea molto più ampia di piccole e medie imprese. A questo scopo, in particolare, si dispone la revisione dei criteri di accesso per il rilascio della garanzia che allargherà notevolmente la platea delle imprese che potranno utilizzare il Fondo ed è stato programmato un cospicuo rifinanziamento, in sede di Legge di Stabilità, che consentirà di attivare credito aggiuntivo per circa 50 miliardi.

2) 5 miliardi per l’acquisto di nuovi macchinari

Le Pmi potranno accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo.

I finanziamenti:

  • saranno concessi entro il 31 dicembre 2016 da banche convenzionate;
  • avranno durata massima di 5 anni e per un valore non superiore a 2 milioni di euro per ciascuna impresa.

3) Sostegno ai grandi progetti di ricerca e innovazione industriale

Viene istituito un “Fondo di garanzia per i grandi progetti” con una dotazione di 50 milioni per il 2013 e il 2014.

4) Rifinanziamento di contratti di sviluppo

Con il finanziamento dei Contratti di Sviluppo nel Centro-Nord, gestiti da Invitalia, abbiamo posto le condizioni per avviare in tempi rapidi almeno 20 grandi progetti di investimento che diversamente non sarebbero partiti, assicurando non solo un significativo impatto economico, ma anche un’importante ricaduta sul fronte occupazionale.

5) Più concorrenza nel mercato del gas naturale e dei carburanti

Viene inoltre ampliata l’apertura del mercato del gas naturale, liberalizzando completamente le piccole e medie aziende, in linea con quanto indicato dalla Commissione Europea e dall’Antitrust. Sono previste poi misure volte ad accelerare l’avvio delle gare di distribuzione del gas per ambiti territoriali, dalle quali deriveranno minori costi per i cittadini utenti e significative entrate per gli enti locali.

6) Riduzione delle bollette dell’elettricità

In particolare, abbiamo modificato le modalità di determinazione delle tariffe concesse agli impianti in regime Cip6, in modo progressivo, portandole in linea con i prezzi di mercato che si sono significativamente ridotti nell’ultimo periodo; abbiamo bloccato la maggiorazione degli incentivi all’elettricità prodotta da biocombustibili liquidi, maggiorazione che avrebbe comportato un aumento delle tariffe di 300 milioni all’anno e avrebbe premiato impianti con scarsi benefici ambientali che saranno invece oggetto di iniziative di riqualificazione.

7) Imprese miste per lo sviluppo

  • crediti agevolati per assicurare il finanziamento della quota di capitale di rischio per la costituzione di imprese miste;
  • crediti agevolati ad investitori pubblici o privati o ad organizzazioni internazionali, per il finanziamento di imprese miste da realizzarsi in Paesi in via di sviluppo.

8) Burocrazia zero

È prevista la predisposizione di un piano nazionale per le zone a ‘burocrazia zero’.

9) Multa alle P.A. che ritardano

Viene introdotto un indennizzo monetario a carico delle P.A. in ritardo nella conclusione dei procedimenti amministrativi. Se il titolare del potere sostitutivo (cioè chi subentra al funzionario ‘ritardatario’) non conclude la procedura, scatta un risarcimento pari a 50 euro al giorno fino a un massimo di 2.000 euro. Se non liquidata, la somma può essere chiesta al giudice amministrativo con una procedura semplificata.

10) Certificati medici inutili

Sono eliminate tutte le certificazioni mediche oggi necessarie per accedere a impieghi pubblici e privati. Non vi saranno più per i cittadini adempimenti onerosi resi inutili dalle recenti novità legislative in materia di sorveglianza sanitaria sui luoghi del lavoro.

AGENDA DIGITALE

1) La nuova governance

Il decreto riorganizza e rende più snella e operativa la governance dell’Agenda digitale. Anzitutto si ridefiniscono i compiti della cabina di regia che, presieduta dal Presidente del Consiglio o da un suo delegato, presenterà al Parlamento un quadro complessivo delle norme vigenti, dei programmi avviati e del loro stato di avanzamento, nonché delle risorse disponibili che costituiscono nel loro insieme l’agenda digitale medesima.

La cabina di regia si avvale di un Tavolo permanente, composto da esperti e rappresentanti delle imprese e delle università, presieduto da Francesco CAIO, nominato dal governo commissario per l’attuazione dell’Agenda digitale (“Mister Agenda digitale”).

L’Agenzia per l’Italia digitale viene poi sottoposta alla vigilanza unicamente del Presidente del Consiglio.

2) Le novità

  • Domicilio digitale: all’atto della richiesta della carta d’identità elettronica o del documento unificato, il cittadino potrà chiedere una casella di posta elettronica certificata;
  • Razionalizzazione dei Centri elaborazione dati (CED);
  • Fascicolo sanitario elettronico (FSE): le regioni e le province autonome dovranno presentare il piano di progetto del FSE all’Agenzia per l’Italia digitale entro il 31 dicembre 2013. Entro il 31 dicembre 2014 questo sarà istituito. L’Agenzia per l’Italia digitale e il ministro della Salute dovranno valutare e approvare i progetti.

3) Wi-fi libera come in Europa

E’ stata inoltre prevista la liberalizzazione dell’accesso ad Internet, come avviene in molti Paesi europei. Resta però l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità mediante l’identificativo del dispositivo utilizzato. L’offerta ad internet per il pubblico sarà libera e non richiederà più l’identificazione personale dell’utilizzatore.

DONAZIONE DEGLI ORGANI

Per rendere più efficiente l’operatività del sistema nazionale dei trapianti, si è introdotto l’obbligo per i Comuni di comunicare tempestivamente con mezzo telematico al Sistema Informatico Trapianti gli atti di consenso all’espianto manifestato ai donatori. Per tale via sarà possibile accelerare significativamente le procedure finalizzate all’espianto e al trapianto degli organi.

SEMPLIFICAZIONE FISCALE

1) Responsabilità fiscale delle imprese

Viene abolita la responsabilità fiscale solidale tra appaltatore e subappaltatore relativamente ai versamenti IVA.

2) Pignorabilità delle proprietà immobiliari

Se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli).

Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato innalzato da 20mila a 120mila euro.

L’esecuzione dell’esproprio può essere resa effettiva non prima di 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca, mentre in passato erano sufficienti 4 mesi.

Per quanto riguarda le imprese, i limiti alla pignorabilità già presenti nel codice di procedura civile per le ditte individuali sono estesi alle società di capitale e più in generale alle società dove il capitale prevalga sul lavoro.

3) Riscossione

Secondo le norme in vigore, la società di riscossione Equitalia può concedere al debitore una dilazione dei pagamenti per l’estinzione del debito fino a 72 rate mensili e, in caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, una dilazione per ulteriori 72 rate mensili. Tale accordo di rateizzazione decade se il debitore non effettua il pagamento di due rate consecutive.

La norma varata oggi prevede che sia la prima sia la seconda dilazione di pagamento possono essere aumentate, fino a un massimo di 120 rate mensili. L’estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sue responsabilità e legata alla crisi economica tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario.

Inoltre, il numero di rate non pagate che determinano la decadenza dell’accordo di rateizzazione è aumentato a 8 rate anche non consecutive.

4) Equitalia

La proroga della concessione ad Equitalia del servizio di riscossione per conto degli enti locali, già prevista dal dl 35/2013 soltanto per la riscossione dei tributi, si estende ai crediti non tributari (ad esempio, sanzioni amministrative quali le multe).

Si anticipa a settembre 2013 il termine oggi fissato al 31 dicembre 2013 entro cui adottare il Dm che ridefinirà il quantum dovuto a Equitalia con il superamento del sistema dell’aggio.

5) Abrogazione del modello 770 mensile

Non ci sarà più l’obbligo di comunicare, in via telematica, i dati retributivi e le informazioni necessarie per il calcolo delle ritenute fiscali e dei relativi conguagli.

6) Procedure per la comunicazione dei fabbisogni standard (Comuni)

La decorrenza dei termini (60 giorni) entro i quali i Comuni devono restituire compilati alla SOSE i questionari relativi ai fabbisogni standard si calcola dalla data di pubblicazione del provvedimento del Direttore delle Finanze.

AMBIENTE

1) Gestione delle acque sotterranee

Le nuove disposizioni di semplificazione in materia di gestione delle acque di falda sotterranee estratte per fini di bonifica o messa in sicurezza dei siti contaminati (Art. 243 del D.lgs. 152/2006) riducono gli oneri a carico degli operatori interessati e accelerano le procedure amministrative relative agli interventi. Senza incidere sulle garanzie di tutela delle risorse ambientali, le nuove norme sono studiate per favorire la crescita delle attività economiche interessate.

2) Terre e rocce di scavo

Le disposizioni in materia di terre e rocce da scavo sono volte a semplificarne l’utilizzo, chiarendo i casi in cui è necessario il ricorso alle procedure di cui al DM n. 161/2012, contenente, tra l’altro, i criteri qualitativi che terre e rocce da scavo devono soddisfare per essere considerate sottoprodotti e non rifiuti.

3) Materiali di riporto

Viene semplificata la disciplina dei materiali di riporto di cui al D.L. 2/2012, convertito con modificazioni dalla L. 28/2012 (Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale). Le nuove disposizioni chiariscono la definizione delle matrici materiali di riporto, specificandone la composizione, e prevede inoltre che le stesse siano soggette a test di cessione affinché possano essere considerate come sottoprodotti o rimosse dal luogo di scavo.

4) Semplificazioni per i campeggi

Per risolvere alcune questioni interpretative spesso causa di ostacolo ad attività turistiche all’aperto, viene chiarita la portata di alcune norme concernenti l’attività di posizionamento di allestimenti mobili di pernottamento e relativi accessori, temporaneamente ancorati al suolo, all’interno di strutture ricettive all’aperto per la sosta ed il soggiorno. In particolare, facendo riferimento a normative di settore contenute in diverse leggi regionali, con le nuove norme i campeggi non necessitano di permesso a costruire, laddove detto posizionamento sia effettuato in conformità alle leggi regionali applicabili ed al progetto già autorizzato con il rilascio del permesso a costruire per le medesime strutture ricettive.

5) Interventi di adeguamento del sistema dei rifiuti nella Regione Campania

Si predispone uno strumento per l’accelerazione delle procedure di competenza degli Enti locali per la realizzazione e l’avvio della gestione degli impianti di gestione dei rifiuti nella Regione Campania, già previsti dalla normativa e dalla pianificazione vigente ma non ancora realizzati. Tale accelerazione è dettata anche dall’esigenza di evitare una possibile condanna dell’Italia nella procedura di infrazione 2007/2195, che si preventiva nell’ordine di 8 milioni di euro giornalieri, oltre alla perdita di un ingente finanziamento comunitario stanziato per la problematica dei rifiuti nella Regione Campania. A tali fini, è stato previsto il ricorso alla nomina di commissari nominati dal Ministro dell’Ambiente che effettuino gli interventi necessari in caso di inadempienza degli enti competenti in via ordinaria, al pari di quanto già previsto nella Legge di Stabilità 2013 con riguardo al Commissario per le emergenze rifiuti urbani in Provincia di Roma.

ISTRUZIONE, UNIVERSITA’, RICERCA

1) Sblocco del turn over al 50% per Università ed enti di ricerca dal 2014

Si ampliano le facoltà di assumere delle università e degli enti di ricerca per l’anno 2014, elevando dal 20% al 50% il limite di spesa consentito rispetto alle cessazioni dell’anno precedente (turn over). Le singole università potranno quindi assumere nel rispetto delle specifiche disposizioni sui limiti di spesa per il personale e per l’indebitamento senza superare, a livello di sistema, il 50% della spesa rispetto alle cessazioni. Con questo provvedimento si liberano posti per 1.500 ordinari e 1.500 nuovi ricercatori in “tenure track” sul Ffo nel 2014. Spesa prevista: 25 milioni nel 2014; 49,8 nel 2015.

2) Borse di mobilità per studenti capaci e meritevoli

Cinque milioni per il 2013 e per il 2014, 7 milioni per il 2015 da iscrivere sul Fondo di finanziamento ordinario delle università per l’erogazione di “borse per la mobilità” a favore di studenti che, avendo conseguito risultati scolastici eccellenti, intendano iscriversi per l’anno accademico 2013-2014 a corsi di laurea in regioni diverse da quella di residenza. Le risorse saranno suddivise tra le regioni con decreto del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Le borse saranno attribuite sulla base di una graduatoria adottata da ciascuna Regione per le università site nel proprio territorio.

3) Rendere più flessibile il sistema di finanziamento delle università e semplificare le procedure di attribuzione delle risorse

Per questo si unificano in unico fondo le risorse attualmente destinate al finanziamento ordinario delle università (FFO) alla programmazione triennale del sistema, ai dottorati, e agli assegni di ricerca. Nello stesso provvedimento si decide di sottoporre all’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) la valutazione dei servizi delle università e degli enti di ricerca per semplificare il sistema di valutazione attualmente in vigore.

4) Interventi straordinari a favore della ricerca

Il Ministero favorirà interventi diretti al sostegno e allo sviluppo delle attività di ricerca fondamentale e di ricerca industriale, mediante la concessione di contributi alla spesa nel limite del 50% della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto disponibili sul Fondo per la ricerca applicata (FAR). Si tratta di utilizzare il fondo rotativo, che si alimenta con i rientri del credito agevolato, che contiene anche risorse da destinare a contributi a fondo perduto. Gli interventi da finanziare riguardano principalmente lo sviluppo di start up innovative e di spin off universitari, la valorizzazione di progetti di social innovation per giovani con meno di 30 anni, il potenziamento del rapporto tra il mondo della ricerca pubblica e le imprese, il potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca.

SEMPLIFICAZIONE PER LA CITTADINANZA

Semplificazione delle procedure di riconoscimento della cittadinanza del figlio nato in Italia da genitori stranieri al compimento della maggiore età – nei casi previsti dalla legge – in modo da evitare che disfunzioni di natura amministrativa o inadempienze da parte di genitori o di ufficiale di Stato Civile possano impedire il conseguimento della cittadinanza stessa.

GIUSTIZIA CIVILE

Lo stato della giustizia civile costituisce, senza dubbio, uno dei fattori esogeni di svantaggio competitivo per la società italiana, in particolare per chi produce e lavora. Siamo al 158° posto nel mondo nell’indice di efficienza di recupero del credito a causa dei tempi lunghi e 1.210 giorni è la durata media dei procedimenti civili per il recupero crediti. Allarmante è, inoltre, il numero di condanne riportate dallo Stato per violazione del termine della ragionevole durata dei processi.

Cosa cambia

Per far fronte a queste criticità il decreto contiene una serie di misure volte a:

1. Incidere sui tempi della giustizia civile e migliorarne l’efficienza.

A tal fine si prevede:

  • Il ripristino – per diminuire il numero dei procedimenti giudiziari in entrata – della mediazione obbligatoria per numerose tipologie di cause, con l’esclusione (richiesta dall’avvocatura) delle controversie per danni da circolazione stradale, il netto contenimento dei costi per la mediazione e l’adeguato coinvolgimento della classe forense;
  • l’istituzione di stage di formazione presso gli uffici giudiziari dei tribunali. I giovani laureati in Giurisprudenza più meritevoli (valutati in funzione della media degli esami fondamentali e dalla media di laurea) potranno completare la predetta formazione presso i predetti uffici giudiziari, che si potranno avvalere del loro qualificato contributo;
  • l’istituzione di un contingente di 400 giudici non togati per lo smaltimento del contenzioso pendente presso le Corti di Appello;
  • l’istituzione della figura di assistente di studio presso la Corte di cassazione: 30 magistrati ordinari già in ruolo potranno essere assegnati dal CSM alle sezioni civili della Corte di Cassazione, per conseguire un aumento della produttività del settore, contrastando l’attuale tendenza ad un aumento delle pendenze (nel 2012 sono risultati quasi 100.000 processi pendenti).
  • la possibilità – nell’ambito dei processi di divisione di beni in comproprietà (notoriamente lunghi) – di attribuire la delega a un notaio nominato dal giudice delle operazioni di divisione, quando ci sia accordo tra i comproprietari sulla necessità di divisione del bene.

2. Contribuire a ricostituire un ambiente d’impresa accogliente per gli investitori nazionali e internazionali fondato sulla certezza del credito.

A tal fine si prevede:

  • La concentrazione esclusiva presso i Tribunali e le Corti di appello di Milano, Roma e Napoli delle cause che coinvolgono gli investitori esteri (senza sedi stabili in Italia) con lo scopo di garantire una maggiore prevedibilità delle decisioni e ridotti costi logicistici.
  • La revisione del cosiddetto concordato in bianco. Lo strumento è stato introdotto nel 2012 per consentire all’impresa in crisi di evitare il fallimento e di salvare il patrimonio dalle aggressioni dei creditori con la massima tempestività (depositando cioè al tribunale una domanda non accompagnata dalla proposta relativa alle somme che si intendono pagare ai creditori). Per impedire condotte abusive di questo strumento (cioè domande dirette soltanto a rinviare il momento del fallimento, quando lo stesso non è evitabile) emerse dai primi rilievi statistici, si dispone che l’impresa non potrà più limitarsi alla semplice domanda iniziale in bianco, ma dovrà depositare, a fini di verifica, l’elenco dei suoi creditori (e quindi anche dei suoi debiti). Il Tribunale potrà, inoltre, nominare un commissario giudiziale, che controllerà se l’impresa in crisi si sta effettivamente attivando per predisporre una compiuta proposta di pagamento ai creditori. In presenza di atti in frode ai creditori, il Tribunale potrà chiudere la procedura;
  • nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, la previsione che il giudice quando è presentata opposizione a decreto ingiuntivo debba fissare la prima udienza non oltre 30 giorni e, in quella sede, decidere sulla provvisoria esecuzione.

Le aspettative

Per effetto delle misure introdotte ci si attende, nei prossimi 5 ANNI, un consistente abbattimento del contenzioso civile, nonché un incremento dei procedimenti definiti. In particolare:

  • TRIBUNALI Definiti in 5 anni: + 675.000
  • APPELLO Definiti in 5 anni: + 262.500
  • CASSAZIONE Definiti in 5 anni: + 20.000

IMPATTO TOTALE IN 5 ANNI

  • Maggiori definiti: + 957.500
  • Minori sopravvenienze: – 200.000
  • Minori pendenze complessive: 1.157.000 

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Ingresso nell’UE per motivi di studio, la proposta… https://www.giurdanella.it/2013/06/ingresso-nellue-per-motivi-di-studio-la-proposta/ Thu, 13 Jun 2013 09:10:09 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=14541 Ingresso nell’UE per motivi di studio, la proposta La Commissione Europea ha redatto una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di alunni, tirocinio retribuito e non retribuito, volontariato e collocamento alla pari e relativa valutazione d’impatto. La proposta stabilisce […]

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Ingresso nell’UE per motivi di studio, la proposta

La Commissione Europea ha redatto una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, scambio di alunni, tirocinio retribuito e non retribuito, volontariato e collocamento alla pari e relativa valutazione d’impatto.

La proposta stabilisce le condizioni di ingresso e soggiorno nel territorio degli Stati membri, per un periodo superiore a 90 giorni, di ricercatori, studenti, alunni, tirocinanti retribuiti e non retribuiti, volontari e persone collocate alla pari che siano cittadini di paesi terzi. La proposta assume la forma di una direttiva che modifica e rifonde le direttive 2004/114/CE e 2005/71/CE

Consulta la scheda di valutazione della proposta di direttiva

Leggi il testo della proposta di direttiva

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La nuova disciplina del dottorato di ricerca … … https://www.giurdanella.it/2013/05/la-nuova-disciplina-del-dottorato-di-ricerca-p/ Mon, 27 May 2013 09:49:02 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=13830 La nuova disciplina del dottorato di ricerca … Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 2013, il D.M. 8 febbraio 2013, n. 45, recante il “Regolamento sulle modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati” . Tale atto normativo abroga […]

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La nuova disciplina del dottorato di ricerca …

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 104 del 6 maggio 2013, il D.M. 8 febbraio 2013, n. 45, recante il “Regolamento sulle modalità di accreditamento delle sedi e dei corsi di dottorato e criteri per la istituzione dei corsi di dottorato da parte degli enti accreditati” .

Tale atto normativo abroga il precedente D.M. 30 aprile 1999, n. 224, fatta eccezione, in via transitoria e fino all’avvio dell’a.a. 2014/2015, di alcune sue disposizioni applicabili ai corsi attivi alla data della sua entrata in vigore.

Tutti i corsi di dottorato dovranno essere istituiti da enti (università e consorzi fra università, ma anche qualificate istituzioni italiane di formazione e ricerca avanzata) accreditati al MIUR, su conforme parere dell’ANVUR, a partire dall’anno accademico 2014/2015, come previsto dall’art. 4 della L. 210/1998, come modificato dall’art. 19 L. 240/2010.

Vediamo in breve le principali novità:

 Soggetti che possono chiedere l’accreditamento dei corsi di dottorato di ricerca (art. 2 D.M. 45/2013) sono:

  •  università italiane, anche in convenzione con università ed enti di ricerca pubblici o privati, italiani e stranieri (in base all’art.1 del D.M., per “università” si intendono le università statali e non statali, compresi gli istituti universitari ad ordinamento speciale e le università telematiche);
  •  consorzi tra università, di cui una almeno italiana, nonché consorzi tra università, di cui una almeno italiana, ed enti di ricerca pubblici o privati di alta qualificazione, anche di Paesi diversi;
  •  università in convenzione con imprese che svolgono attività di ricerca e sviluppo, anche di Paesi diversi;
  •  qualificate istituzioni italiane di formazione e ricerca avanzate; per ottenere tale qualificazione sono necessari requisiti di scopo, di attività e organizzativi. Inoltre, tutte le strutture di ricerca appartenenti all’istituzione devono aver partecipato con esito positivo all’ultimo esercizio di valutazione della Qualità della ricerca (VQR).

Sempre in base all’art. 2 del D.M., il rilascio del titolo accademico è rimesso all’università italiana nei casi di convenzione e consorzi con enti di ricerca italiani o stranieri, nonché nel caso di convenzioni con imprese. Nel caso di consorzi fra università, invece, è possibile il rilascio del titolo doppio, multiplo o congiunto. Peraltro, l’art. 10 riferisce la stessa possibilità di rilascio del titolo doppio, multiplo o congiunto al caso di “convenzioni” con “istituzioni estere”.

Procedura e requisiti di accreditamento.

Il sistema di accreditamento si articola nell’autorizzazione iniziale del MIUR ad attivare corsi di dottorato e nella verifica periodica della permanenza dei requisiti richiesti (artt. 3 e 4 D.M. 45/2013).

Sono requisiti necessari:

  • un collegio del dottorato composto di almeno 16 docenti che devono possedere documentati risultati di ricerca di livello internazionale negli ambiti disciplinari del corso. Questo requisito non si applica, ai sensi dell’art. 5, co. 2 del D.M., agli istituti universitari ad ordinamento speciale;
  • adeguati finanziamenti: in particolare, per ogni ciclo di dottorati, occorre avere la disponibilità di almeno 6 borse di studio per corso di dottorato attivato. Anche tale requisito non si applica, ai sensi dell’art. 5, co. 2 del D.M., agli istituti universitari ad ordinamento speciale;
  •  strutture operative e scientifiche adeguate;
  •  programmazione di attività di formazione disciplinare e interdisciplinare, di perfezionamento linguistico e informatico, di gestione della ricerca, conoscenza dei sistemi di ricerca europei ed internazionali, valorizzazione della ricerca e della proprietà intellettuale.

L’accreditamento è concesso o negato con decreto del Ministro, su conforme parere dell’ANVUR ed ha durata quinquennale. E’ tuttavia prevista la verifica annuale della permanenza dei requisiti. La perdita anche di un solo requisito determina la revoca dell’accreditamento sempre con DM adottato su parere conforme dell’ANVUR.

Criteri generali per la disciplina dei corsi.

Gli artt. 6-12 del D.M. 45/2013 prevedono, in particolare, che

1) la durata minima dei corsi è pari, di regola, a tre anni;
2) gli ambiti disciplinari di riferimento dei corsi devono essere ampi;
3) le università possono attivare corsi di dottorato industriale e corsi di dottorato in apprendistato di alta formazione (art. 5 del D.Lgs. 167/2011);
4) gli organi di ciascun corso di dottorato sono il collegio dei docenti, e il coordinatore del collegio;
5) il bando per l’ammissione è pubblicizzato, fra l’altro, sul sito Euraxess;
6) l’ammissione al corso avviene, di norma, sulla base di una selezione ad evidenza pubblica che deve concludersi entro il 30 settembre di ciascun anno.Per la partecipazione è richiesto il possesso della laurea magistrale o di un titolo straniero idoneo;
7) il titolo è conseguito all’esito della discussione pubblica di una tesi di ricerca;
8) la borsa di studio ha durata annuale ed è rinnovata a condizione che il dottorando abbia completato il programma delle attività previste per l’anno precedente;
9) il dottorato comporta un impegno esclusivo e a tempo pieno;
10) i dottorandi possono svolgere attività di tutorato degli studenti e attività didattica integrativa.

Finanziamento dei corsi.

 I corsi di dottorato sono finanziati dai soggetti accreditati; il MIUR contribuisce nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie e provvede alla ripartizione annuale con decreto del Ministro, sentita l’ANVUR. I criteri per la ripartizione attengono a qualità della ricerca svolta dai componenti del collegio dei docenti; grado di internazionalizzazione e attrattività del dottorato; grado di collaborazione con le imprese; dotazione di servizi e risorse; sbocchi professionali dei dottori di ricerca.

Anagrafe e banca dati.

Il MIUR cura la costituzione e l’aggiornamento di un’anagrafe nazionale dei dottorati e di una banca dati delle tesi di dottorato. Resta comunque fermo l’obbligo del deposito della tesi presso le Biblioteche nazionali centrali di Roma e di Firenze.

Per ulteriori approfondimenti, si rendono disponibili:

  1. testo integrale del D.M. 8 febbraio 2013, n. 45;
  2. le FAQ del MIUR

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Corte Costituzionale: ricambio generazionale più difficile per i professori universitari https://www.giurdanella.it/2013/05/corte-costituzionale-ricambio-generazionale-piu-difficile-per-i-professori-universitari/ Fri, 24 May 2013 06:30:53 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=13141 I professori universitari possono chiedere di restare in servizio per un ulteriore biennio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici

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Con sentenza n. 83 del 6 maggio 2013 la Consulta interviene nuovamente sul regime normativo dei professori universitari. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 25 della L. n. 240/2010 (“collocamento a riposo dei professori e dei ricercatori”) che escludeva la facoltà – riconosciuta in generale a tutti i pubblici dipendenti – di concedere la proroga biennale del rapporto di lavoro dei docenti universitari, dopo il raggiungimento dei requisiti per il collocamento in pensione.

La questione di illegittimità costituzionale è stata sollevata dal Consiglio di Stato con riguardo a tre norme della Carta costituzionale:

  • art. 3 Cost, per la lamentata irragionevolezza della deroga introdotta per i docenti universitari, non essendo la stessa sorretta da una ragione giustificatrice adeguata e proporzionata alla finalità perseguita (consistente fondamentalmente nell’esigenza di favorire il ricambio generazionale dell’insegnamento universitario in favore dei docenti più giovani);
  • artt. 97 (principio del buon andamento) e 33 (principio dell’autonomia universitaria), nella misura in cui priva le Università di ogni potere valutativo in ordine alla possibilità di accogliere le istanza di trattenimento in servizio presentate dal personale docente, anche qualora tale prolungamento risulti funzionale a specifiche esigenze organizzative, didattiche o di ricerca.

La Corte Costituzionale ha ritenuto irragionevole, e quindi in contrasto con l’art. 3 Cost, l’esclusione normativa dell’istituto del trattenimento in servizio per i professori universitari, che pertanto possono chiedere di restare in servizio per un ulteriore biennio dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici.

L’assenza di idonee ragioni giustificatrici della norma in questione viene argomentata dalla Consulta con un duplice ordine di considerazioni: da un lato, l’impossibilità di utilizzare esperienze professionali ancora valide non può fondarsi su generiche esigenze di contenimento finanziario e di razionalizzazione della spesa pubblica che poi risultino applicate ad un settore professionale numericamente ristretto; dall’altro lo stesso interesse ad un ricambio generazionale del personale docente deve necessariamente esser bilanciato con la contrapposta esigenza di mantenere in servizio docenti in grado di dare un positivo contributo proprio per la particolare esperienza professionale acquisita.

Per ulteriori approfondimenti, si rende disponibile il testo integrale della sentenza della Corte Costituzionale n. 83 del 6 maggio 2013.

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Consiglio di Stato: il ricercatore è diverso dal Prof, almeno per la pensione https://www.giurdanella.it/2013/05/il-ricercatore-e-diverso-dal-prof-almeno-per-la-pensione/ https://www.giurdanella.it/2013/05/il-ricercatore-e-diverso-dal-prof-almeno-per-la-pensione/#comments Thu, 02 May 2013 06:30:53 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=11943 L'ipotesi del trattenimento in servizio rappresenta ormai un'eccezione alla regola dell'interruzione del rapporto di lavoro al raggiungimento della massima anzianità contributiva

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Con sentenza n. 1672 del 26 marzo 2013 il Consiglio di Stato fa il punto dell’attuale situazione normativa in materia di trattenimento in servizio dei dipendenti pubblici, di cui all’art. 16 del Dlgs 503/1992 così come novellato dall’art. 72 del DL n. 112/2008 conv. in L. n. 133/2008, giungendo ad affermare che l’ipotesi del trattenimento in servizio rappresenta ormai un’eccezione alla regola dell’interruzione del rapporto di lavoro al raggiungimento della massima anzianità contributiva (40 anni di servizio) e, stante il suo carattere derogatorio, deve essere puntualmente motivata.
Oltre a ciò, i Giudici di Palazzo Spada, trovandosi a giudicare sulla legittimità delle aspettative di alcuni ricercatori con incarico di professore aggregato di rimanere per un altro biennio in servizio oltre i 40 già maturati – similmente a quanto previsto per i professori – hanno ritenuto non assimilabili le due figure professionali, differenti sia sotto il profilo organizzativo che funzionale, concludendo per l’inapplicabilità ai ricercatori della deroga normativa del trattenimento in servizio.
Da un’attenta analisi della normativa in questione emerge che, a seguito della novella del 2008, quello che era un vero e proprio diritto potestativo a permanere in servizio dei dipendenti civili dello Stato e degli enti pubblici non economici (compreso il personale in regime di diritto pubblico e quindi i professori universitari) è stato trasformato in una semplice richiesta facoltativa rivolta alla pubblica amministrazione di appartenenza, cui si riconosce un potere discrezionale in ordine al suo eventuale accoglimento in considerazione delle proprie esigenze organizzative e funzionali.
La ratio della novella è da ravvisarsi nell’attualissima esigenza di contenere la spesa pubblica nel contesto del pubblico impiego, circostanza che ha indotto il legislatore ad invertire il rapporto regola-eccezione tra trattenimento in servizio e interruzione del rapporto di lavoro.
Afferma il Collegio: “Poichè è questa la ratio sottesa al richiamato intervento normativo ne consegue che l’ipotesi ordinaria è quella della mancata attivazione dell’istituto del trattenimento (ipotesi ricorrendo la quale l’onere motivazionale gravante sull’amministrazione sarà limitata all’insussistenza di particolari esigenze organizzative e funzionali le quali inducano a decidere in tal senso), mentre all’ipotesi del trattenimento sarà da riconoscere carattere di eccezionalità, con la necessità di esplicitare in modo adeguato le relative ragioni giustificatrici, conferendo rilievo preminente alle esigenze dell’amministrazione”. In altre parole la scelta a favore del trattenimento in servizio deve essere sostenuta da ragioni oggettive relative alla particolare esperienza professionale acquisita e che siano tali da rendere quel docente tanto indispensabile da sacrificare il contrapposto interesse pubblico al contenimento della spesa.
La scelta compiuta dal legislatore del 2008, tra l’altro, è in linea con il principio del buon andamento della P.A. di cui all’art. 97 cost., e con i principi generali di economicità, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, né appare irragionevole rispetto alla normativa comunitaria (il riferimento è al principio di non discriminazione dei lavoratori in base all’età di cui alla Direttiva n. 200/78/CE) in quanto si limita a disciplinare la durata della vita lavorativa anche rispondendo ad un altro interesse di quegli stessi lavoratori che hanno già raggiunto la massima anzianità contributiva e che quindi hanno maturato il diritto di andare in pensione.
Per ulteriori approfondimenti, si rende disponibile il testo integrale della pronuncia in commento (Cons. Stato sentenza n. 1672/2013).

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