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]]>Gravi preoccupazioni per l’impatto sulla salute dei fosfati usati come additivi alimentari sono state sollevate, infatti, dai deputati della Commissione Salute, i quali hanno contestato una proposta della Commissione che consente l’uso di acido fosforico, di-fosfati e tri-fosfati e polifosfati (E338-452) nella carne di kebab.
Se il Parlamento nel suo complesso dovesse confermare e accogliere l’obiezione della commissione a maggioranza assoluta (376 voti), la proposta sarà bloccata e la Commissione europea dovrà riesaminare la questione.
Le norme UE, di fatto, non consentono l’uso di additivi ai fosfati nelle preparazioni di carne, anche se sono sempre più utilizzati per proteggere il sapore e trattenerne l’acqua.
I deputati hanno sottolineano che una revisione scientifica del 2012 ha mostrato un potenziale collegamento tra additivi fosfatici negli alimenti con un aumento del rischio cardiovascolare. Una valutazione dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha tuttavia affermato che non è possibile attribuire con assoluta certezza che vi possano essere collegamenti o rischi derivanti dall’assunzione di fosforo in generale o di additivi del fosfato.
Un altro studio scientifico del 2013 ha anche suggerito un legame tra diete ad alto contenuto di fosforo e aumento della mortalità nella popolazione degli Stati Uniti.
La risoluzione è stata approvata con 32 voti favorevoli e 22 contrari. Il Parlamento europeo, come già detto, si esprimerà a Strasburgo nella sessione plenaria dell’11 e 14 dicembre.
Intanto l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha fatto sapere che rivaluterà la sicurezza degli additivi alimentari ai fosfati entro il 31 dicembre 2018.
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Fonte: https://www.europarl.europa.eu
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]]>L'articolo MUOS: in corso le misurazioni proviene da Giurdanella.it.
]]>Ricordiamo che delle misurazioni in concreto erano state già programmate per i giorni 13 e 14 gennaio. In quell’occasione, però, il Prefetto di Caltanissetta aveva dapprima invitato il Collegio a volere specificare quali misure precauzionali dovessero essere adottate nei confronti della popolazione residente e, qualora le stesse misure precauzionali necessitassero di ulteriori approfondimenti, a volere posticipare la data delle operazioni, per garantire la tutela dell’incolumità e della salute pubblica. A seguito di tale comunicazione, il Collegio aveva deciso di non effettuare le misurazioni e basarsi, invece, su dati già elaborati dall’Ambasciata USA. Durante l’udienza del 25 febbraio, i legali delle parti avevano fatto notare la carenza della relazione nella parte in cui non si era basata su misurazioni concrete, ma, al contempo, avevano fatto rilevare che le osservazioni del Prefetto di Caltanissetta non potevano non confermare, seppure implicitamente, il forte rischio collegato all’accensione dell’impianto MUOS.
“Se l’accensione dell’impianto per soli due giorni ha destato preoccupazioni per l’incolumità pubblica”- aveva detto davanti al CGA l’Avv. Giurdanella – “non dobbiamo forse ritenere dimostrata a fortiori la pericolosità dell’emissione delle onde?”
A distanza di circa un mese, in ottemperanza all’ordinanza del CGA, la situazione si è ripresentata, con una nuova comunicazione d’avvio dell’impianto da parte del Collegio di verificazione; questa volta, però, non è intervenuto il Prefetto.
Forti dubbi, dunque, continuano a sussistere sulla pericolosità dell’avviamento, seppur temporaneo, dell’impianto, dal momento che non sembrano, in questa seconda occasione, essere state prese misure precauzionali idonee a tutelare la popolazione e a scongiurare i rischi che a gennaio si erano palesati.
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