transizione digitale Archives - Giurdanella.it https://www.giurdanella.it/tag/transizione-digitale/ Rivista di diritto amministrativo dal 1998 Wed, 09 Oct 2024 20:53:10 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 Cloud della PA, in arrivo il nuovo regolamento https://www.giurdanella.it/2024/06/cloud-della-pa-in-arrivo-il-nuovo-regolamento/ Tue, 11 Jun 2024 16:41:08 +0000 https://www.giurdanella.it/?p=56832 Il processo di migrazione della pubblica amministrazione verso l’uso di infrastrutture digitali e servizi cloud è in atto e vede coinvolto anche il Garante della privacy, il quale, lo scorso 9 maggio, ha dato parere favorevole allo schema di Regolamento predisposto dall’Agenzia per la cyber sicurezza nazionale, in sostituzione di quello emanato in precedenza dall’AgId. […]

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Il processo di migrazione della pubblica amministrazione verso l’uso di infrastrutture digitali e servizi cloud è in atto e vede coinvolto anche il Garante della privacy, il quale, lo scorso 9 maggio, ha dato parere favorevole allo schema di Regolamento predisposto dall’Agenzia per la cyber sicurezza nazionale, in sostituzione di quello emanato in precedenza dall’AgId.

In particolare, lo schema di regolamento si occupa di disciplinare:

-la “Caratterizzazione e classificazione dei dati e dei servizi digitali della pubblica amministrazione” (capo II, artt. 3-5);

-i “Livelli minimi delle infrastrutture digitali per le pubbliche amministrazioni, delle infrastrutture dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni e caratteristiche dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni” (capo III, artt. 6-8);

-la “Migrazione dei dati e dei servizi digitali della pubblica amministrazione” (capo IV, artt. 9- 11); -l’“Adeguamento delle infrastrutture digitali per le pubbliche amministrazioni, delle infrastrutture dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni e qualificazione dei servizi cloud per le pubbliche amministrazioni” (capo V, artt. 12-21);

 

Uno dei temi cruciali della digitalizzazione degli apparati amministrativi è sicuramente quello del trattamento dei dati di cui la PA è in possesso e che attengono a informazioni sensibili o sensibilissime dei privati cittadini; per questo motivo lo schema di regolamento in analisi ha introdotto un nuovo articolo 22 dedicato specificamente alla disciplina del trattamento dei dati personali.

I gestori dei servizi cloud sono qualificati come responsabili del trattamento ai sensi dell’art. 28 GDPR, mentre le amministrazioni sono i titolari del trattamento secondo quanto stabilito dall’art. 24 GDPR.

Ciò significa che i gestori dei servizi cloud saranno tenuti ad adottare misure adeguate per garantire all’amministrazione un’informazione costante e aggiornata sullo stato del trattamento e su eventuali data breach (ossia sull’eventuale violazione dei dati), tenuto conto della mole e della delicatezza dei dati trattati; dal canto loro le pubbliche amministrazioni devono dotarsi di strumenti idonei al controllo delle attività di trattamento, anche nel caso in cui esse venissero svolte da sub responsabili.

Inoltre, in presenza di trasferimenti extra UE (SEE), i fornitori di servizi cloud quali responsabili del trattamento, saranno tenuti ad attenersi alle istruzioni delle PA in veste di titolari del trattamento, mettendo a disposizione ogni informazione necessaria per valutare l’effettività delle misure adottate.

Lo schema di regolamento sembra declinare la disciplina della tutela della privacy (contenuta nel GDPR) all’interno della più generale Strategia cloudche il Dipartimento per la trasformazione digitale e ACN hanno messo in campo, contenente tutti quegli indirizzi per il percorso di migrazione verso il cloud dei dati e servizi digitali della Pubblica Amministrazione, cercando di conciliare l’esigenza di digitalizzazione con quella di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.

Come ogni grande sfida, anche la digitalizzazione dell’amministrazione pone qualche interrogativo circa l’efficienza (ma ancor di più) l’affidabilità di processi che coinvolgeranno sempre più operatori privati gestori di servizi cloud e capaci di mettere a disposizione delle PA quanti più servizi online; se da un lato lo schema di regolamento prevede già obblighi di informazione e costante aggiornamento, dall’altro lato, il rischio è che questo formalismo possa, in primis, appesantire i procedimenti amministrativi facendoli allontanare dal paradigma di efficacia, efficienza ed economicità, e, inoltre, finisca per non essere rispettato dai gestori dei servizi online.

Il parere del Garante della Privacy è fruibile qui.

 

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La strategia cloud all’interno del Piano Triennale per l’informatica nella P.A. https://www.giurdanella.it/2024/03/la-strategia-cloud-allinterno-del-piano-triennale-per-linformatica-nella-p-a/ Mon, 18 Mar 2024 09:29:32 +0000 https://www.giurdanella.it/?p=56513 Il sesto capitolo del Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione è dedicato alle infrastrutture necessarie a realizzare il processo di transizione digitale e in particolare alla “strategia cloud”. Tra i principi che ispirano il Piano per il periodo 2024-2026 troviamo quello del “cloud come prima opzione” che impegna le pubbliche amministrazioni a privilegiare il […]

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Il sesto capitolo del Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione è dedicato alle infrastrutture necessarie a realizzare il processo di transizione digitale e in particolare alla “strategia cloud”.
Tra i principi che ispirano il Piano per il periodo 2024-2026 troviamo quello del “cloud come
prima opzione” che impegna le pubbliche amministrazioni a privilegiare il sistema cloud in fase di elaborazione di nuovi servizi o progetti e a utilizzare servizi cloud qualificati in linea con l’obiettivo di tutela della privacy e con le raccomandazioni europee e nazionali.           In ossequio a questo principio, tutte le Amministrazioni sono tenute a effettuare una valutazione circa la possibilità di utilizzare servizi cloud nell’erogazione dei loro servizi e, nel caso di esito negativo a darne adeguata motivazione.

La strategia cloud non rappresenta, dunque, solo l’adempimento delle indicazioni sia europee che statali, ma rappresenterebbe anche l’occasione per le pubbliche amministrazioni di avviare un processo di riorganizzazione interno e di efficientamento dell’erogazione dei servizi pubblici, in termini di qualità e sicurezza. Rispetto al tema della sicurezza, infatti, occorre sottolineare come uno degli obiettivi del Piano triennale è proprio quello di aumentare la resilienza delle pubbliche amministrazioni verso attacchi cyber, oggi sempre più probabili e capaci di mettere in serio pericolo i dati posseduti dalle amministrazioni.

Nell’ambito dell’attuazione normativa della Strategia Cloud Italia, l’articolo 33-septies del Decreto-Legge n.179/2021 ha prescritto il dovere delle amministrazioni centrali e locali di migrare i loro CED e i relativi sistemi informatici verso tre possibili destinazioni: verso il PSN, “verso altra infrastruttura già esistente in possesso dei requisiti fissati [dal successivo Regolamento Agid], o verso altra infrastruttura propria già esistente e in possesso dei requisiti fissati dal regolamento [Agid]”

è stata istituito il Polo Strategico Nazionale (PSN), l’infrastruttura promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale che fornisce alle amministrazioni gli strumenti per realizzare il percorso di migrazione.
Secondo quanto previsto dal piano triennale, le pubbliche amministrazioni devono presentare i loro “progetti di migrazione” entro il 28 febbraio 2023, per poi occuparsi della migrazione vera e propria da completare entro il 30 giugno 2026.

Un altro strumento di supporto per gli enti pubblici è il sito cloud.italia.it dove è possibile rinvenire manuali guida per l’intero percorso di migrazione e articoli tecnici dedicati a specifici argomenti cui prestare particolare attenzione durante la fase di transizione.
L’utilizzo del paradigma cloud dovrebbe garantire un risparmio economico, ma allo stesso rende maggiormente complessa la gestione di tutti i servizi erogati dalle amministrazioni. Per tale ragione è fondamentale che l’ufficio del Responsabile alla transizione digitale si munisca di infrastrutture agevoli capaci di gestire in maniera integrata una pluralità di servizi e che garantiscano anche l’interoperabilità con altri enti.

In definitiva, il Piano Triennale per l’informatica nella P.A. pone due obiettivi fondamentali:
-le amministrazioni devono impegnarsi concretamente nel programma di transizione, occupandosi degli aspetti relativi alla sostenibilità economico-finanziaria del processo, verificando anche il peso specifico di questo processo sui propri capitoli di bilancio;
-le amministrazioni sono responsabili della gestione dei servizi cloud per tutto il loro ciclo di vita e dovendo, dunque, munirsi di competenze specialistiche all’interno delle strutture operative interne responsabili per la transizione digitale.

 

Avevamo già parlato del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione qui.

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Il nuovo Piano Triennale per l’informatica nella P.A. https://www.giurdanella.it/2024/03/il-nuovo-piano-triennale-per-linformatica-nella-p-a/ Fri, 08 Mar 2024 14:44:48 +0000 https://www.giurdanella.it/?p=56502 Il Piano Triennale per l’informatica 2024-2026, emanato dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), rappresenta il volano per promuovere la trasformazione digitale del Paese attraverso quella della Pubblica Amministrazione italiana. Sin dalla sua prima edizione, il piano ha rappresentato il documento di supporto e orientamento nel percorso di innovazione tecnologica e digitale di tutto l’apparato amministrativo e […]

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Il Piano Triennale per l’informatica 2024-2026, emanato dall’Agenzia per l’Italia digitale (AgID), rappresenta il volano per promuovere la trasformazione digitale del Paese attraverso quella della Pubblica Amministrazione italiana.

Sin dalla sua prima edizione, il piano ha rappresentato il documento di supporto e orientamento nel percorso di innovazione tecnologica e digitale di tutto l’apparato amministrativo e ha lo scopo di:

  • fornire strumenti utili alla P.A. per erogare servizi pubblici in modalità digitale;
  • favorire lo sviluppo di una società digitale, rendendo la Pubblica Amministrazione forza motrice di questa trasformazione;
  • garantire uno sviluppo etico, sostenibile e inclusivo, mettendo lo sviluppo digitale a servizio delle persone, delle comunità e dei territori;
  • favorire la diffusione di tecnologie digitali anche nel tessuto economico italiano, incentivando la sperimentazione e lo sviluppo all’interno del settore dei servizi pubblici.

L’architettura del Piano Triennale per l’informatica si basa su principi che rappresentano le linee direttrici della strategia che il documento si propone di mettere in atto.

I principi guida che ci apprestiamo a esaminare emergono dal quadro normativo e sono da tenere presenti ad ogni livello decisionale e in ogni fase di implementazione, naturalmente declinandoli nello specifico della missione istituzionale di ogni ente pubblico.

  1. Digitale e mobile come prima opzione (digital & mobile first): le pubbliche amministrazioni devono erogare i loro servizi in digitale e devono garantire la loro fruibilità su dispositivi mobili, mediante la “riorganizzazione strutturale e gestionale” e la “costante semplificazione e reingegnerizzazione dei processi”;
  2. Cloud come prima opzione (cloud first): le pubbliche amministrazioni utilizzano esclusivamente infrastrutture digitali e servizi cloud qualificati secondo i criteri fissati da ACN e nel quadro SPC;
  3. Interoperabile by design e by default (API-first): le pubbliche amministrazioni devono garantire che i servizi pubblici siano progettati in modo da funzionare in modalità integrata e mediante processi tecnologici collettivi, facendo uso di adeguati E-service.
  4. accesso esclusivo mediante identità digitale (digital identity only): le pubbliche amministrazioni devono avvalersi esclusivamente di sistemi di identificazione digitale;
  5. servizi inclusivi, accessibili e centrati sull’utente (user-centric): le pubbliche amministrazioni devono garantire servizi digitali quanto più accessibili e adeguati alle diverse esigenze delle persone e dei territori; basandosi sulla costante misurazione di prestazioni e utilizzo;
  6. dati pubblici un bene comune (open data by design e by default): il patrimonio informativo posseduto dalla P.A. è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere accessibile e comune a tutti i cittadini;
  7. concepito per la sicurezza e la protezione dei dati personali (data protection by design e by default): i servizi pubblici devono essere erogati in maniera sicura, garantendo la protezione dei dati personali;
  8. once only e concepito come transfrontaliero: le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere a cittadini e imprese informazioni già da loro fornite, devono garantire l’accesso ai loro fascicoli digitali e garantire l’accesso transfrontaliero ai servizi pubblici rilevanti;
  9. apertura come prima opzione (openness): le pubbliche amministrazioni devono prevenire il

rischio di lock-in nei propri servizi, prediligere l’utilizzo di software con codice aperto o di e-service e, nel caso di software sviluppato per loro conto, deve essere reso disponibile il codice sorgente, nonché promuovere l’amministrazione aperta e la condivisione di buone pratiche sia amministrative che tecnologiche;

  1. sostenibilità digitale: le pubbliche amministrazioni devono occuparsi dell’intero ciclo di vita digitale dei propri servizi, garantendo anche la sostenibilità economica, territoriale, ambientale e sociale, anche ricorrendo a forme di aggregazione;
  2. sussidiarietà, proporzionalità e appropriatezza della digitalizzazione: lo Stato deve intraprendere iniziative di digitalizzazione solo nel caso siano più efficaci di quelle a livello regionale e locale, limitandosi negli altri casi a un’attività di coordinamento informatico dei dati; dal canto loro, le singole amministrazioni devono garantire l’appropriatezza dei loro processi di digitalizzazione, quando non cooperino con altri enti a livello territoriale.

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