violazione norme antitrust Archives - Giurdanella.it https://www.giurdanella.it/tag/violazione-norme-antitrust/ Rivista di diritto amministrativo dal 1998 Thu, 16 Jan 2025 19:01:57 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1.3 Antitrust, arriva il vademecum sugli appalti https://www.giurdanella.it/2013/10/antitrust-arriva-il-vademecum-sugli-appalti/ Tue, 29 Oct 2013 10:50:39 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=17609 Lotta ai cartelli: l'Antitrust intensificherà la sua azione nel settore degli appalti pubblici. Pronto un vademecum per aiutare le stazioni appaltanti a riconoscere le anomalie anticoncorrenziali nelle gare

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L’Autorità Garante della Concorrenza e dei mercati dichiara guerra ai cartelli negli appalti pubblici. E’ quanto afferma l’Authority in una delibera dello scorso settembre in cui annuncia un vademecum per aiutare le stazioni appaltanti a riconoscere le anomalie anticoncorrenziali nelle gare. Per l’AGCM infatti la collaborazione con i committenti è necessaria per sconfiggere un fenomeno che costituisce un danno diretto all’intera collettività e comporta lievitazione dei costi per i lavori o per le forniture

Di seguito il comunicato dell’Antitrust:

Intensificare la lotta ai possibili cartelli tra aziende che partecipano alle gare per gli appalti pubblici con la collaborazione delle stazioni appaltanti. E’ l’obiettivo dell’Antitrust che ha predisposto un vademecum da inviare ai soggetti che bandiscono le gare perché assumano un ruolo di ‘sentinella’ segnalando all’Autorità anomalie tipiche di comportamenti potenzialmente distorsivi della concorrenza. Dalla sua nascita a oggi l’Antitrust ha avviato in questo settore numerosi procedimenti istruttori, conclusi con l’irrogazione di sanzioni per oltre € 500 milioni. Si tratta di fenomeni che vanno combattuti con determinazione perché comportano una lievitazione dei costi per lavori o forniture e dunque un danno diretto per l’intera collettività.

Il vademecum ha l’obiettivo di aiutare le stazioni appaltanti a percepire i segnali di un’alterazione concorrenziale, identificando le anomalie comportamentali sintomo di distorsioni concorrenziali, la cui effettiva sussistenza sarà tuttavia accertata solo all’esito del procedimento istruttorio che l’Autorità dovesse ritenere di avviare in seguito alle segnalazioni pervenute

L’Antitrust suggerisce innanzitutto di valutare il contesto. I cartelli si realizzano infatti con maggiore frequenza quando i mercati interessati hanno alcune caratteristiche: pochi concorrenti o concorrenti caratterizzati da analoga efficienza e dimensione; riguardano prodotti omogenei; c’è una perdurante partecipazione alle gare delle stesse imprese; l’appalto è ripartito in più lotti dal valore economico simile.

All’interno di questa cornice generale costituiscono segnali di comportamenti anomali:

a) Boicottaggio della gara

I principali sintomi del boicottaggio, finalizzato a prolungare il contratto con il fornitore abituale o di ripartire pro quota il lavoro o la fornitura tra tutte le imprese interessate, sono: 1) nessuna offerta presentata; 2) presentazione di un’unica offerta o di un numero di offerte comunque insufficiente per procedere all’assegnazione dell’appalto; 3) presentazione di offerte dello stesso importo, soprattutto quando le procedure di gara prevedono in queste circostanze l’annullamento della gara o la ripartizione dell’appalto pro quota.

b) Offerte di comodo

Le offerte di comodo danno un’apparente regolarità concorrenziale alla gara e nascondono l’innalzamento dei prezzi di aggiudicazione. I principali sintomi sono: 1) offerte presentate dalle imprese che non si aggiudicano l’appalto caratterizzate da importi palesemente troppo elevati o comunque superiori a quanto le stesse imprese hanno offerto in analoghe procedure; 2) offerte contenenti condizioni particolari e notoriamente inaccettabili per la stazione appaltante che ne determinano l’esclusione; 3) la presentazione di offerte più elevate rispetto ai prezzi di listino. In generale una sequenza di gare in cui risulta aggiudicataria sempre la stessa impresa può destare il sospetto che i concorrenti presentino offerte di comodo.

c) Subappalti o ATI (Associazione Temporanea d’Imprese)

I subappalti e le Associazioni Temporanee di Imprese (ATI) permettono di ampliare la platea dei soggetti che possono partecipare a meccanismi di gara, dando spazio anche alle imprese più piccole. In alcuni casi possono però essere utilizzati dai partecipanti alla gara per spartirsi il mercato o addirittura della singola commessa. Possibili indizi sono: 1) imprese, singolarmente in grado di partecipare a una gara, che invece si astengono in vista di un successivo subappalto o optano per la costituzione di un’ATI; 2) la costituzione di ATI o subappalto perfezionati da imprese accomunate dalla stessa attività prevalente; 3) il ritiro dell’offerta da parte di un’impresa che decide inizialmente di partecipare a una gara, che risulta poi beneficiaria di un subappalto relativo alla medesima gara; 4) nei casi di aggiudicazione basata sull’offerta economicamente più vantaggiosa, l’ATI (tra i maggiori operatori) può essere il frutto di una strategia escludente, tesa ad impedire a imprese minori di raggiungere il necessario punteggio qualitativo.

d) Rotazione delle offerte e ripartizione del mercato

Anche l’analisi della sequenza delle aggiudicazioni può segnalare la presenza di un cartello. Quando la pratica spartitoria interessa un singolo committente quest’ultimo avrà indizi per riconoscere ‘regolarità’ sospette nella successione temporale delle imprese aggiudicatarie o nella ripartizione in lotti delle vincite. Le regolarità sospette potrebbero riguardare non solo il numero di aggiudicazioni ma anche la somma dei relativi importi.

e) Modalità ‘sospette’ di partecipazione all’asta

Può accadere che gli aderenti ad un cartello presentino le domande di partecipazione all’asta con modalità tali da tradire la comune formulazione. E’ questo il caso di: 1) comuni errori di battitura; 2) stessa grafia; 3) riferimento a domande di altri partecipanti alla medesima gara; 4) analoghe stime o errori di calcolo; 5) consegna contemporanea, da parte di un soggetto, di più offerte per conto di differenti partecipanti alla medesima procedura di gara.

Leggi la Delibera e il Vademecum

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L’UE contro le violazioni antitrust: 2 provvedimenti per facilitare il risarcimento https://www.giurdanella.it/2013/07/lue-contro-le-violazioni-antitrust-2-provvedimenti-per-facilitare-il-risarcimento/ Fri, 05 Jul 2013 06:33:56 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=14995 Le violazioni antitrust come cartelli e abusi da posizione dominante, è noto, sono all’ordine del giorno. Tali infrazioni possono causare danni gravi  non solo all’economia nel suo complesso, ma anche alle aziende e ai consumatori. Basti solo pensare ai danni per aumenti dei prezzi e  per profitti persi a causa di preclusione da un mercato. In contrapposizione […]

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Le violazioni antitrust come cartelli e abusi da posizione dominante, è noto, sono all’ordine del giorno. Tali infrazioni possono causare danni gravi  non solo all’economia nel suo complesso, ma anche alle aziende e ai consumatori. Basti solo pensare ai danni per aumenti dei prezzi e  per profitti persi a causa di preclusione da un mercato. In contrapposizione però la percentuale delle vittime che propone un’istanza di risarcimento per il danno subito e riesce ad ottenerlo è veramente bassa, circa il 25%.

Questo è dovuto soprattutto alle incertezze sulle procedure e sulle regole, che scoraggia le vittime di abusi a rivolgersi alle autorità per chiedere giustizia dei danni subiti. Inoltre, le norme nazionali sono ampiamente divergenti in tutta Europa e, di conseguenza, le possibilità delle vittime di ottenere un risarcimento variano nei diversi Stati membri.

Ma ora sembra aprirsi uno spiraglio: a breve potrebbe essere più semplice ottenere risarcimenti per violazione delle norme antitrust da parte di aziende.

La commissione europea infatti con due provvedimenti cerca di superare ostacoli procedurali e legali e semplificare la strada a consumatori e piccole imprese per ottenere un equo compenso dei danni subiti.

Nei giorni scorsi è stata presentata una proposta di direttiva dalla commissione che propone di colmare le lacune, ad iniziare dal tempo entro il quale le vittime possono presentare un ricorso per risarcimento danni. Inoltre si propone altresì di investire le Corti nazionali del potere di ordinare alle aziende di produrre le prove dell’infrazione e dunque del danno.

Oltre la direttiva, è stato presentato anche un secondo provvedimento, una raccomandazione volta a favorire azione collettive per le vittime dei danni. Come fa notare la commissione, quasi sempre una violazione di norme antritrust coinvolge più di un soggetto, e quindi in presenza di più vittime sarebbe più semplice ed economico presentare un ricorso unico. Ecco perché il secondo provvedimento è indirizzato a regolare azione collettive in modo tale da avere un accesso alla giustizia più immediato.

I due provvedimenti potrebbero produrre dei vantaggi notevoli a livello di costi e tempi e soprattutto una semplificazione delle procedure legali.

La proposta di direttiva sarà ora discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottata da queste istituzioni, gli Stati membri avranno due anni per attuare le disposizioni nei loro ordinamenti giuridici.

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Commissione UE: proposta di direttiva per facilitare il risarcimento danni da violazioni antitrust https://www.giurdanella.it/2013/06/commissione-ue-proposta-di-direttiva-per-facilitare-le-richieste-di-risarcimenti-danni-da-violazioni-antitrust/ https://www.giurdanella.it/2013/06/commissione-ue-proposta-di-direttiva-per-facilitare-le-richieste-di-risarcimenti-danni-da-violazioni-antitrust/#comments Fri, 21 Jun 2013 06:00:02 +0000 http://www.giurdanella.it/?p=14525 La Commissione dell'Unione europea ha presentato una proposta di direttiva volta a facilitare le richieste di risarcimento danni da parte delle vittime di violazioni delle norme antitrust

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La Commissione dell’Unione europea ha presentato, lo scorso 11 giugno, una proposta di direttiva volta a facilitare le richieste di risarcimento danni da parte delle vittime di violazioni delle norme antitrust.

Infatti, a causa di ostacoli procedurali e per l’incertezza giuridica, solo pochi di loro in realtà sono riusciti ad ottenere il risarcimento. Inoltre, le norme nazionali sono ampiamente divergenti in tutta Europa e, di conseguenza, la possibilità di ottenere un risarcimento è dipesa fortemente dallo Stato in cui si è deciso di vivere.

La proposta ha, pertanto, lo scopo di rimuovere tutta una serie di ostacoli pratici che le vittime devono affrontare tutte le volte che cercano di ricevere un equo compenso per i danni che hanno subito da cartelli o da abusi di posizioni dominanti.

La direttiva, tra le tante soluzioni, prevede che i Tribunali nazionali abbiano il potere di ordinare alle aziende di produrre le prove dell’infrazione e dunque del danno; ed inoltre mette a disposizione una “guida pratica” utile, sia per i giudici che per le parti, nella quantificazione del danno.

Ma vi è di più. Il provvedimento proposto chiede che vengano chiariti, laddove non ci sia una regola fissa, i tempi per presentare la richiesta di risarcimento.

In parallelo, la Commissione ha adottato una raccomandazione che incoraggia gli Stati membri a istituire meccanismi di ricorso collettivo al fine di migliorare l’accesso alla giustizia per le vittime di violazioni del diritto comunitario in generale. Lo scopo è senz’altro quello di ridurre i costi e di accelerare i tempi.

La proposta tiene pienamente conto del ruolo centrale che continueranno a svolgere le autorità garanti della concorrenza (a livello comunitario o nazionale) per indagare, scoprire e sanzionare le infrazioni. Per di più, il suo obiettivo principale è quello di facilitare il pieno ed equo risarcimento per le vittime una volta che un’autorità pubblica ha scoperto e sanzionato una violazione.

La proposta in questione verrà, adesso, discussa dal Parlamento europeo e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria. Una volta adottata da queste istituzioni, gli Stati membri dovranno darne attuazione nei loro ordinamenti giuridici entro 2 anni .

Per ulteriori approfondimenti si rende disponibile il testo della proposta di direttiva 2013/0185 dell’11 giugno 2013.

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Antitrust: liberalizzazioni https://www.giurdanella.it/2012/01/antitrust-liberalizzazioni/ Wed, 11 Jan 2012 23:00:00 +0000 La segnalazione dell'antitrust

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“Dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all’energia, fino alle professioni e alla semplificazione dell’attività amministrativa“, si legge nella segnalazione: è lo spettro delle proposte tecniche contenute nella segnalazione dell’Antitrust, firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella e finalizzate a rimuovere ogni ostacolo all’apertura dei mercati, per meglio promuovere la concorrenza, la competitività e la crescita del Paese.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è convinta che sia necessario rilanciare la crescita e la competitività del Paese attraverso un più efficace dispiegarsi di politiche che diano respiro e nuovo slancio all’economia reale. Con la presente segnalazione, l’Autorità vuole proporsi l’obiettivo di fornire alle Istituzioni rappresentative il proprio contributo tecnico individuando le misure che sarebbe opportuno inserire nel disegno di legge annuale per la concorrenza e il mercato.

In primo luogo, l’Autorità offre a Governo e Parlamento ed alle forze politiche alcune indicazioni al fine di rimuovere rapidamente i più vistosi ostacoli all’apertura dei mercati e, al tempo stesso, promuovere un ulteriore sviluppo della concorrenza.L’Autorità auspica che possa instaurarsi un “circolo virtuoso” tra Istituzioni rappresentative, forze politiche e Autorità indipendenti per conseguire insieme un interesse generale, quale l’apertura dei mercati.

In secondo luogo, c’è l’urgenza di affrontare i vari volti della crisi che attraversa l’economia dell’Europa e del nostro Paese in particolare.La soluzione della crisi europea ed il mantenimento della coesione sociale non possono che passare, dunque, attraverso coerenti politiche dirette a stimolare la crescita economica. In questo quadro assumono, tra le altre, particolare rilievo le politiche della concorrenza.

In terzo luogo in una società ed in un’economia con forti venature corporative, come quella italiana, le liberalizzazioni non possono che incontrare ostacoli.

Per vincerle è opportuno procedere, non tanto con misure che riguardino mercati settoriali ma con interventi di ordine generale.A questo fine si presta lo strumento giuridico offerto dalla legge annuale sulla concorrenza.

Seguendo tale logica, l’Autorità, con la presente segnalazione propone delle misure pro-concorrenziali che investono differenti settori e che sono di immediata applicazione.

In quarto luogo, occorre tenere conto che le politiche concorrenziali producono solo in un orizzonte temporale medio sia la maggiore efficienza del mercato sia il migliore benessere per i cittadini.Per questo, si auspica che le Istituzioni della democrazia rappresentativa e le forze politiche accompagnino le misure di liberalizzazione con altri interventi diretti a garantire l’equità sociale e a favorire nuove opportunità per i soggetti che, in conseguenza dei complessi processi di ristrutturazione economica, possano ritrovarsi privi di qualsiasi garanzia.

Per chiarezza espositiva, il presente documento si articola in settori per ciascuno dei quali vengono proposte le misure pro-concorrenziali di rapida attuazione.

SERVIZI PUBBLICI LOCALI

Immediata attuazione del principio di liberalizzazione – Ulteriori limiti agli affidamenti diretti (c.d. in house) – Incentivi alla cessione della società pubbliche – maggiore chiarezza normativa (ricognizione delle norme incompatibili e abrogate) – Maggiore trasparenza

L’Antitrust spiega che “per garantire che i principi di liberalizzazione recentemente approvati abbiano effettiva applicazione, occorre introdurre l’obbligo per gli enti locali di definire in via preliminare gli obblighi di servizio pubblico. Stabilito il perimetro, dovranno verificare la possibilità di una gestione concorrenziale con procedure aperte di manifestazione di interesse degli operatori del settore a gestire in concorrenza i servizi.Inoltre dovranno limitare le ipotesi di mantenimento della gestione in esclusiva ai casi di fallimento del mercato, riscontrati effettivamente all’esito della precedente verifica.”



APPALTI PUBBLICI

Divieto degli affidamenti diretti (in house) per lavori e servizi – Ulteriori limiti per i servizi

L’Antitrust nella sua segnalazione osserva che “per i servizi vanno inseriti precisi limiti e in ogni caso occorre un’analisi di mercato che evidenzi i concreti benefici dell’affidamento in house. Dovra’ essere previsto un obbligo di ricognizione degli affidamenti: in caso di mancato rispetto scatta la sanzione della scadenza anticipata degli affidamenti. Anche in questo caso va prevista la clausola in base alla quale gli affidamenti possono essere confermati in caso di cessione della societa’ in house”.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E DIRETTIVA SERVIZI

LIMITAZIONE DEI REGIMI DI AUTORIZZAZIONE E SEMPLIFICAZIONE

Ricognizione di tutti i procedimenti autorizzatori con mantenimento (e semplificazione) solo di quelli strettamente necessari – Effetto “tagliola” (cessazione del regime di autorizzazione per i procedimenti che sono oggetto di ricognizione entro il termine) – Maggiore certezza del diritto

Secondo l’Autorità garante della concorrenza e del mercato occorre poi affidare al Governo la delega per un testo unico relativo a tutti i procedimenti di autorizzazioni, con espressa abrogazione di quelli non necessari. In caso di mancato rispetto dei termini per effettuare la ricognizione, scatterebbe l’effetto tagliola con cessazione di tutti i regimi di autorizzazione oggi previsti.

Anche le Regioni e gli enti locali dovrebbero adeguarsi: nel frattempo varrà comunque il regime normativo nazionale. Per disincentivare in futuro la reintroduzione di nuovi oneri burocratici per cittadini e imprese, l’Autorità propone di introdurre il principio della detraibilità per cittadino e imprese delle spese sostenute per l’adeguamento a nuove normative, che introducono nuovi oneri burocratici: obiettivo, “costringere” il legislatore a reperire le risorse in caso di approvazione di nuove leggi che comportano aggravamenti per cittadino e imprese e che devono avere, sotto tale profilo, copertura finanziaria. Identico meccanismo dovrà valere per le Regioni.

DISTRIBUZIONE CARBURANTI

Razionalizzazione della rete di distribuzione – Sviluppo operatori indipendenti ed impianti multimarca

L’Autorità “propone una più incisiva razionalizzazione della rete distributiva con misure che favoriscano lo sviluppo di operatori indipendenti dalle compagnie petrolifere anche attraverso forme di aggregazione di piccoli operatori e di gestori di impianti”.

ENERGIA ELETTRICA E GAS

Agevolazioni per la costruzione di nuove infrastrutture di importazione di gas – Riduzione delle asimmetrie informative tra distributori e venditori finali non integrati verticalmente

Sull’ernegia, per l’Antitrust, con riferimento al settore del gas, “impregiudicata la questione del processo di separazione verticale delle fasi in monopolio da quelle in concorrenza e di separazione proprietaria della rete di trasporto e delle infrastrutture di stoccaggio attualmente controllate dall’incumbent Eni, occorre in tempi brevi ridurre il gap di informazione tra i distributori e venditori finali non integrati verticalmente con i distributori stessi, aumentando la concorrenza a valle”.



INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO, AUTOSTRADE ED AEROPORTI

Attribuzione all’Autorità di regolamentazione dei Trasporti delle competenze in materia di autostrade – Modifica del sistema di revisione delle tariffe autostradali per incentivare gli investimenti – Recepimento della direttiva n. 2009/12/CE in materia di diritti aeroportuali – Limitazione della durata delle concessioni

Per l’Authority “va modificato il sistema di revisione delle tariffe previsto dalla Convenzione tra Anas e Autostrade per l’Italia, passando a un meccanismo che preveda la sottrazione dal tasso di inflazione del tasso di produttivita’ attesa e, soprattutto, un consistente premio per un miglioramento della qualità del servizio e per i progetti di investimenti futuri, ove verificabili. La regolazione delle infrastrutture autostradali va comunque affidata alla già prevista Autorità di regolazione dei Trasporti, fermo restando il ruolo dell’Agenzia delle infrastrutture stradali e autostradali. Per gli aeroporti, in attuazione della direttiva europea, occorre introdurre modelli di tariffazione non discriminatori, orientati ai costi, all’efficienza e all’incentivazione degli investimenti, in un contesto di trasparenza nei meccanismi di adozione dei diritti aeroportuali, su cui vigilerà la nuova Autorità”.



TRASPORTO FERROVIARIO

Immediata operatività dell’Autorità di regolazione dei Trasporti al fine di garantire la terzietà della gestione delle infrastrutture ferroviarie – Precisazione degli ambiti di servizio pubblico, distinguendo le tratte profittevoli da quelle non profittevoli – Promozione del ricorso alla gara per i servizi di trasporto regionale, attraverso incentivazioni alle Regioni che la privilegiano rispetto agli affidamenti diretti – Rimozione degli ostacoli derivanti dalla disponibilità del materiale rotabile per la partecipazione alle gare

L’Antitrust auspica che sia «resa rapidamente operativa l’Autorità dei Trasporti» per il settore ferroviario. «Sarà così possibile vigilare sulla “terzietà”» della gestione di tutte le infrastrutture ritenute essenziali per lo svolgimento di un corretto confronto concorrenziale nei servizi di trasporto ferroviario merci e passeggeri – spiega l’Antitrust -. La stessa Autorità dovrebbe individuare misure idonee a mantenere in equilibrio il finanziamento degli obblighi di servizio pubblico. Nel trasporto ferroviario regionale vanno previsti premì, in termini di risorse pubbliche, per le amministrazioni regionali che decidano di non rinnovare per altri sei anni l’affidamento diretto con FS.

SERVIZI POSTALI

Ridefinizione dell’ambito del servizio universale – Modalità di affidamento del servizio universale – Previsione di nuove modalità di accesso alla rete postale – Limitazione del regime di esenzione IVA

Nel settore postale “è necessario delimitare il perimetro del servizio universale limitandolo esclusivamente a quei servizi essenziali che l’utente non sarebbe altrimenti in grado di acquistare a titolo individuale, individuati dall’Autorità di regolazione preposta. Va inoltre ridotta la durata dell’affidamento del servizio stesso a poste (attualmente fissata a 15 anni). L’esenzione Iva non va inoltre applicata alle prestazioni di servizi postali le cui condizioni siano oggetto di negoziazione individuale”.

NEGOZI E SERVIZI

Nell’ambito della distribuzione commerciale, l’Autorità ritiene necessario abolire la possibilità di deroghe al principio di libertà di apertura di nuovi esercizi, chiarendo meglio le tipologie di esercizi alle quali la norma non si applica per evitare interpretazioni riduttive.

Va incentivato l’aumento del numero delle licenze dei taxi, almeno nelle città dove l’offerta del servizio presenta le maggiori carenze, prevedendo adeguati meccanismi di “compensazione” per gli attuali titolari delle licenze. In particolare, al fine di rendere effettivamente praticabile la riforma, minimizzandone l’impatto, l’Autorità suggerisce di dare la possibilità agli attuali titolari delle licenze di vedersene assegnata un’altra gratuitamente. La nuova licenza potrebbe essere venduta, recuperando la perdita di valore del titolo originario e, comunque, l’offerta del servizio di taxi registrerebbe un miglioramento significativo.

Sul fronte farmaceutico, occorre liberalizzare la vendita dei farmaci con prescrizione medica ma a totale carico del paziente (i cosiddetti farmaci di fascia C) e rimuovere gli ostacoli all’apertura di nuove farmacie, aumentando la pianta organica delle stesse. Va ampliata la possibilità della multi-titolarità in capo a un unico titolare, aumentando il numero massimo da 4 a 8.

Per quanto riguarda le edicole, infine, va consentita una remunerazione differenziata dei rivenditori in base a parametri oggettivi, che tengano conto della qualità delle prestazioni rese e dei risultati conseguiti dall’esercizio, affrontando anche le problematiche relative alla filiera distributiva per garantire i rifornimenti.

LIBERE PROFESSIONI Abolizione dei tariffari – Riforma della composizione degli organi disciplinari degli Ordini – Limitazione del potere degli Ordini in materia di corsi di formazione – Revisione della pianta organica dei notai – Eliminazione del controllo degli ordini sulla pubblicità dei professionisti

L’Autorità ritiene che in tale settore, al fine di completare il processo di modernizzazione già avviato e consentire ad esso di svolgere un ruolo adeguato di sostegno alla crescita nel Paese, “risulta necessario procedere all’abolizione espressa di qualsiasi forma di tariffario, all’esclusione della funzione disciplinare in capo agli Ordini, alla limitazione dei poteri dei Consigli degli ordini alla fissazione di requisiti minimi dei corsi di formazione, senza alcuna necessità di autorizzazioni o riconoscimenti preventivi, prevedendo forme di auto-dichiarazione da parte degli organizzatori con meri controlli a campione,alla revisione della pianta organica dei notai, in modo da aumentare significativamente il numero dei posti di notaio previsti dalla legge,e infine all’abrogazione dell’articolo 2, comma 1, lett. b) del D.L. 4 luglio 2006, n. 233, convertito in legge dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, nella parte in cui prevede il controllo, da parte degli ordini professionali, sulla trasparenza e veridicità dei messaggi pubblicitari veicolati dai professionisti.”

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