Come affidare gli incarichi di progettazione ai professionisti

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

Determinazione del 26 luglio 2001 n. 18/2001

“Incarichi di progettazione di importo stimato inferiore a 40.000 euri”

(G.U. 16.10.2001 n. 241)

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Alcuni comuni della provincia di Foggia hanno avviato procedure per l’affidamento di incarichi di progettazione di importo stimato inferiore ai 40.000 euri, per la redazione di progetti definitivi necessari per accedere ai finanziamenti previsti dalla legge regionale 25 settembre 2000, n. 13, avente per oggetto “Procedure per l’attivazione del programma operativo della regione Puglia 2000/2006”.

Dalla documentazione pervenuta dai comuni, ai quali sono state richieste informazioni sugli avvisi e circa successivi provvedimenti adottati, in relazione agli stessi, si sono rilevati, in genere, i seguenti elementi di contrasto con la normativa vigente in materia di affidamento di servizi attinenti all’architettura ed all’ingegneria.

1) Assenza di adeguata pubblicita’ e mancata indicazione dei criteri di selezione dei professionisti: contrasto con l’art. 17, comma 12, della legge n. 109/1994 e con l’art. 62, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999.

Si osserva che, con l’entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999, sono state precisate e riviste le forme di pubblicita’ per l’affidamento degli incarichi di progettazione, nonche’ i criteri di scelta del professionista, stabiliti dall’art. 17 della legge n. 109/1994.

Per gli incarichi di valore inferiore ai 40.000 euri, l’art. 62, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999 prevede una forma di pubblicita’ semplificata, disponendo di dare “adeguata pubblicita’” all’esigenza di acquisire la prestazione professionale richiesta e di rendere noto l’affidamento dell’incarico con “adeguate formalita’”, unitamente alle motivazioni della scelta effettuata; non vengono, pertanto, esattamente definiti tempi e modi di dare pubblicita’ agli affidamenti, ne’ vengono stabiliti precisi criteri di selezione, che, comunque, oltre ad essere resi noti dalla stazione appaltante, dovranno sempre trovare riferimento nella verifica dell’esperienza e della capacita’ professionale del

progettista, in relazione al progetto da affidare, come precisato dall’art. 17, comma 12, della legge n. 109/1994.

Nondimeno, qualora la stazione appaltante opti per una procedura di tipo selettivo di evidenza pubblica, la pubblicita’ dovra’, coerentemente, essere funzionale, nel senso che il mezzo prescelto per pubblicizzare l’avviso dovra’ essere idoneo allo scopo di raggiungere la piu’ ampia sfera relativa di potenziali professionisti interessati all’affidamento, in relazione all’entita’ e all’importanza dell’incarico; pur trattandosi di avvisi di selezione e non di bandi di gara in senso proprio, non potranno, altresi’, obliterarsi sul piano del contenuto informativo minimo dell’avviso, quelle notizie che consentano di individuare l’oggetto dell’incarico ed il suo valore (con indicazione, quindi, dell’entita’ dei lavori e del compenso stimato), nonche’ gli elementi valutativi considerati ai fini della selezione (che non potranno comunque essere estranei a

quelli desumibili dai curricula).

In tal senso si e’ recentemente anche espresso il TAR Puglia – Bari, sez. I, con sentenza n. 1205 del 19 aprile 2001.

La carenza di pubblicita’ e’ apparsa spesso rilevante in relazione all’esiguo tempo di pubblicazione, solo presso l’albo pretorio, limitato in alcuni casi a 10 giorni.

Negli avvisi si e’ rilevata inoltre la totale mancanza di criteri di valutazione dei curricula; se e’ vero, per incarichi inferiori ai 40.000 euri, che la procedura di scelta del progettista puo’ non presentare le formalita’ di una procedura quale quella stabilita dal decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999 per incarichi di importo superiore, l’amministrazione deve comunque rispettare i canoni di imparzialita’ e buona amministrazione; gli avvisi esaminati, invece, in alcuni casi rivendicavano l’insindacabilita’ della scelta, in altri indicavano criteri non razionali e lesivi della par condicio tra i partecipanti.

2) Subordinazione del compenso professionale al finanziamento dell’opera: contrasto con l’art. 17, comma 12-bis, della legge n. 109/1994.

Si e’ rilevato come gli avvisi o i disciplinari da stipularsi con i professionisti, subordinassero il compenso della prestazione al finanziamento dell’opera, prevedendo, in caso di mancato finanziamento, la prestazione gratuita o un esiguo simbolico “rimborso delle spese”.

Si rileva come la legge n. 415/1998, modificando la 109/1994 e riconfermando il principio di inderogabilita’ dei minimi, ha

introdotto la sanzione di nullita’ di ogni patto contrario ed ha espressamente disposto che “le stazioni appaltanti non possono subordinare la corresponsione dei compensi… all’ottenimento del finanziamento”.

Non si ritiene pertanto possibile l’affidamento di incarichi di progettazione subordinando la corresponsione dei compensi al

finanziamento dell’opera successivamente alla data del 18 dicembre 1998, di entrata in vigore della legge n. 415/1998.

3) Frazionamento dell’incarico: contrasto con l’art. 17, comma 14, della legge n. 109/1994 e con l’art. 62, comma 10, del decreto del Presidente della Repubblica n. 554/1999.

In considerazione della possibilita’ di affidare a professionisti esterni anche l’incarico di progettazione esecutiva ed, eventualmente, di direzione lavori, la valutazione del compenso, sulla base del quale definire le modalita’ di affidamento, deve comprendere anche tali prestazioni; la procedura delineata da alcuni sindaci, che hanno rappresentato come, in caso di finanziamento dell’opera, si riservino un ulteriore avviso per l’affidamento della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori e’ da ritenersi in contrasto con la normativa sopra richiamata.

Un caso di artificioso frazionamento dell’incarico, oltre che di contrasto con canoni di imparzialita’ e buona amministrazione, si e’ rilevato anche nel caso in cui il comune ha affidato piu’ incarichi di progettazione, la cui esigenza di affidamento era stata resa nota con lo stesso avviso, al medesimo raggruppamento di professionisti; benche’ fossero idonei anche altri professionisti, o raggruppamenti di questi, non e’ stato applicato alcun criterio di rotazione e, di fatto, si e’ proceduto all’affidamento di un incarico ben superiore ai 40.000 euri; aver affidato gli incarichi ad un unico gruppo di

professionisti appare incongruo anche con la necessita’ di termini brevi stabiliti per la redazione dei progetti, a meno di non poter ritenere i lavori, oggetto delle progettazioni, strettamente connessi e riconducibili, quindi, ad un unico intervento.

Inoltre, qualora vi sia necessita’ di acquisire la relazione geologica, la stima del corrispettivo, indispensabile per individuare le modalita’ di selezione del progettista, dovendo comprendere tutti i servizi, deve includere anche il corrispettivo per l’elaborazione della relazione geologica.

Roma, 26 luglio 2001

Il presidente: Garri

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